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Pit-Chain in South-Western Pavonis Mons (possible True Colors; credits: Lunar Explorer Italia)
Mars Local Time: 15:30 (middle afternoon)
Coord. (centered): 1,4° South Lat. and 245,1° East Long.
Spacecraft altitude: 254,6 Km (such as about 159,1 miles) 
Original image scale range: 50,9 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~1,53 mt across are resolved 
Map projected scale: 50 cm/pixel 
Map projection: EQUIRECTANGULAR 
Emission Angle: 0,5° 
Phase Angle: 56,9°
Solar Incidence Angle: 56° (meaning that the Sun is about 34° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 116,2° (Northern Summer)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia
Parole chiave: Mars from orbit - Volcanic Regions - South-West of pavonis Mons

Pit-Chain in South-Western Pavonis Mons (possible True Colors; credits: Lunar Explorer Italia)

Mars Local Time: 15:30 (middle afternoon)
Coord. (centered): 1,4° South Lat. and 245,1° East Long.
Spacecraft altitude: 254,6 Km (such as about 159,1 miles)
Original image scale range: 50,9 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~1,53 mt across are resolved
Map projected scale: 50 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 0,5°
Phase Angle: 56,9°
Solar Incidence Angle: 56° (meaning that the Sun is about 34° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 116,2° (Northern Summer)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia

PSP_009709_2155_red-PCF-LXTT-1.jpg PSP_009710_2590_RED.jpg PSP_009712_1785_RED.jpg PSP_009713_2415_RED.jpg PSP_009714_1725_RED.jpg
Informazioni sul file
Nome del file:PSP_009712_1785_RED.jpg
Nome album:MareKromium / Mars Reconnaissance Orbiter (MRO)
Valutazione (4 voti):44444(Mostra dettagli)
Parole chiave:Mars / from / orbit / - / Volcanic / Regions / - / South-West / of / pavonis / Mons
Copyright:NASA/JPL/Univ. of Arizona e Lunar Explorer Italia per il processing addizionale e la colorizzazione
Dimensione del file:1031 KiB
Data di inserimento:Dic 19, 2008
Dimensioni:6001 x 2291 pixels
Visualizzato:54 volte
URL:https://www.lunexit.it/gallery/displayimage.php?pid=22920
Preferiti:Aggiungi ai preferiti

Commento 1 a 7 di 7
Pagina: 1

george_p   [Dic 20, 2008 at 10:44 AM]
Che bizzarre formazioni, come hanno origine e come mai sono isolate?
Ufologo   [Dic 20, 2008 at 11:12 AM]
Incredibili davvero; se non ti avessi spedito quelle foto della Terra, PCF, mi avrebbero dato da pensare queste qui .Salutissimi!
MareKromium   [Dic 20, 2008 at 11:14 AM]
Carissimo Giorgio e Carissimo Max,

queste formazioni sono il prodotto di un fenomeno cosiddetto di "subsidenza"; esso si verifica quando, esistendo delle aperture (ceverne, condotti - tipo i "lava-tubes") sotterranee ed insistendo su di esse una struttura avente peso eccessivo, nel tempo la struttura superficiale "collassa" (crolla) su se stessa.

Ciò che accade, praticamente, è che le volte dei condotti e delle caverne sotterranee cedono sotto il peso delle strutture sovrastanti e quello che si trovava in superficie (una collina, un dosso o del semplice terreno roccioso - ergo qualcosa comunque di "pesante") sprofonda. Sulla Terra, parlando di subsidenza, abbiamo dei casi interessanti a Pozzuoli (vicino Napoli), a Venezia e, per quanto attiene le strutture artificiali troppo pesanti, pensate al Duomo di Milano.

Queste formazioni (quelle del tipo ivi ripreso) sono convenzionalmente denominate "(collapse)Pit-Chains", ossìa "catene di pozzi derivanti da collasso" e sono molto simili alle "(impact)crater-chains", ossìa alle "catene di crateri da impatto", le quali conseguono alla caduta di un corpo cometario o di un asteroide frammentatosi ma rimasto sostanzialmente compatto sino al momento del touch-down (per "compatto" dovete intendere che tutti i pezzi che lo formavano sono rimasti relativamente vicini gli uni agli altri e, talvolta, hanno viaggiato e sono precipitati al suolo in formazione sequenziale.
Se precipitano sequenzialmente formano una "impact-craters' chain"; se precipitano vicini ma sparpagliati, formano un "crater-cluster").

Le catene di pozzi derivanti da collasso e le catene di crateri da impatto sono, se le osservi dalla distanza, molto simili, ma le puoi distinguere con facilità operando un'osservazione ravvicinata. L'elemento discriminante è il bordo dei crateri rispetto al bordo dei pozzi: i bordi (rim) dei crateri da impatto sono RIALZATI rispetto al suolo e seguono un'inclinazione che ci dice (con una certa approssimazione ed in caso di impatti - relativamente - recenti) l'angolo di caduta del bolide (o dei bolidi). I bordi dei pozzi da collasso, invece, sono rivolti verso l'interno o, al limite, sono (più o meno) paralleli al piano dell'orizzonte.

I bordi dei crateri da impatto, inoltre e di regola, sono frastagliati; i bordi dei pozzi, invece, sono (sempre di regola) lisci.

Un abbraccio! PCF
george_p   [Dic 20, 2008 at 12:16 PM]
Caro Paolo, Grazie della spiegazione veramente molto Esausitva. Eh io che credevo di trovarmi difronte a delle formazioni a cupola, infatti non capivo come potessero formarsi in tal modo, e ancora non riesco a vederli come infossati ma in rilievo, è per via delle riflessioni sicuramente.
Quindi quei pozzi delineano l'andamento del tunnel, interessante e curioso, chissà cosa conterrà l'interno.

Ciao e un abbraccio!

Giorgio

P.s.: Ciao Ufologo, quelle che intendi tu invece, sono sempre naturali(ammesso e concesso che anche queste lo siano)?
broken   [Dic 20, 2008 at 12:24 PM]
una mia curiosita, ma le foto sono in negativo o positivo? potrebbere sembrare domes, e invece sono depressioni..nn si potrebbe metterle nella versione corretta?
MareKromium   [Dic 20, 2008 at 03:26 PM]
Salve Amici!

Per Giorgio: è il tempo e l'abitudine a consentirti di distinguere subito un profilo concavo da uno convesso. E' solo questione di tempo e di abitudine (comunque le ombre sono un grande aiuto, sempre).

Per Broken: non capisco la domanda. Tutte le foto che pubblichiamo sono positivi b/n o positivi colorizzati (come questa)...ma sempre positivi. Le differenze cromatiche indicano le diverse tipologie di e/o composizioni del suolo. In questo caso, il color arancio/marrone chiaro indica sabbie e polveri ad elevato contenuto di minerali ferrosi; il color grigio/argento, invece, indica superfici soggette a frequenti smottamenti (ad esempio cagionati da fenomeni sismici residuali, eolici, di collasso ulteriore e parziale e/o - più raramente - di gravity wasting) e/o superfici ad albedo più elevata del resto del paesaggio e quindi soggette a fenomeni di sovrasaturazione.

Un saluto! PCF
Ufologo   [Dic 20, 2008 at 04:08 PM]
Grazie come sempe delle spiegazioni, PCF...Saluti circolari!

Commento 1 a 7 di 7
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