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"Side-Winders" from Sol 358 (1)
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Dal Sol 358 del Rover Opportunity, ci arrivano queste immagini dell'orizzonte di Meridiani Planum e delle sue incredibili dune che noi abbiamo battezzato "Side-Winders" (espressione difficilmente traducibile - lett. "lato del vento" - la quale sta a significare un "movimento ondeggiante e sinuoso", proprio come quello che vediamo caratterizzare le forme delle dunette che circondano Opportunity).
Questa immagine stata ripresa con il "filtro 7".
Inutile dire che sull'origine di queste formazioni sabbiose stiamo ancora brancolando nel buio...
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in realt, quando scrissi queste note, ancora non avevo ben chiara in testa la meteorologia di Meridiani Planum (la quale, di fatto, si traduce nel mero Studio dei Venti e delle Correnti d'Aria). Chiedo perdono per il mancato update della caption.
Allora: queste dune sinuose (a proposito, la parola composta "Sidewinder", indica anche un serpente Nordamericano e dei missili antiaerei che seguono sorgenti di calore) sono effettivamente il prodotto di azioni eoliche e nulla di pi.
Noi ora sappiamo che la Superficie al Datum di Meridiani compatta (il famoso "Pavimento Roccioso" - Martian Paving - di Meridiani), simile a cemento, e che su di essa "scivolano" sabbie e polveri sottili (anche vulcaniche e particolato atmosferico). Le sabbia, che pi pesante di polvere e particolato, va a formare le Dune ("Barchan" o "A Dorso di Dromedario", pi rare, ed entrambe, in vero, nella Piana di Meridiani sono pochine), mentre la polvere, il particolato ed i granuli pi piccoli di sabbia, tutti pi suscettibili di essere sospinti e modellati da venti anche non fortissimi, vanno a formare le "Ripples", ossa le specifiche dunette che vediamo qui.
Abbraccio! paolo
Abbraccio! paolo
E se cos , non opera del Sole?
Un'Atmosfera inspessita ma in maniera disomogenea pu portare ad un riscaldamento "locale" e "temporaneo"; un'Atmosfera inspessita ed omogenea, porta ad un riscaldamento "globale" e "permanente". Venere, anch'esso nella Fascia Temperata del Sistema Solare (limite interno), ma la sua temperatura a livello del Datum di quasi 450 Celsius, con pressione altissima. Perch? Perch l, su Venere, l'Effetto Serra avvenuto non solo su Scala Planetaria, ma non si pi fermato nella sua crescita: l'Atmosfera di Venere si inspessita a livelli inimmaginabili ed il calore in arrivo dal vicino Sole viene quasi totalmente trattenuto e solo in minima parte riflesso o restituito, con ci innescando un circolo chiuso di aumento della Densit Atnosferica, il quale ha portato ad un aumento della Pressione Atmosferica, il quale ha portato ad un aumento della Temperatura Atmosferica.
Il Sole, come vedi, sempre "Causa" della temperatura di un Corpo Celeste (senza Sole, la nostra discussione non avrebbe senso), ma in difetto di Atmosfera, o con Atmosfera rarefatta o Disomogenea, il Sole pu arrivare sino ad un certo punto.
Mercurio vicinissimo al Sole, ma non ha Coltre Atmosferica (o meglio, ce l'ha, ma veramente trascurabile), ergo nelle aree "esposte", la temperatura al suolo altissima, ma a gi pochi centimetri dal suolo, diviene gelida; e all'ombra ben oltre i 100 sotto zero. E nella Notte di Mercurio, tutto gelido, anche se il Sole comunque assai vicino.
D'altro canto, Titano, se ci pensi, ha un'Atmosfera densa, complessa ed omogenea, ma al suolo la temperatura vicina ai 140 sotto zero. Perch troppo lontano ed il quantitativo di radiazione (calore) che arriva sempre e comunque troppo scarso per scaldare il pianeta, nonostante esso (teoricamente) pu trattenere energia termica.
In altre parole: il Sole essenziale, ma per "scaldare" un Mondo, da solo non basta...
Abbraccio! paolo
io Marte ho avuto la fortuna di osservarlo dalla stessa specola da cui lo osserv Schiaparelli, e quello che io (e tanti altri con me) ho visto, non combaciava (neppure minimamente) n con gli schizzi di Schiaparelli, n (men che meno...) con quelli di Percival Lowell. Che dire: hanno preso una svista planetaria entrambi? Ne dubito. Ma che Marte sia cos radicalmente cambiato in un secolo o poco pi, praticamente impossibile (o meglio: non di fatto impossibile, ma altamente improbabile). Escludo che Schiaparelli e Lowell abbiano mentito (troppo intelligenti per farlo ed una loro eventuale bugia avrebbe avuto le gambre davvero cortissime); possibile tuttavia (ed a mio umile parere) che, un p, entrambi abbiano visto, in fondo, solo (o in prevalenza) quello he volevano vedere, come pure plausibile che qualcosa sia effettivamente cambiata. Ma quale sia la Verit...Who knows!...
Un abbraccio - paolo
Una delle ragioni per cui la Terra continua a trattenere un'atmosfera in grado di supportare la vita la presenza di un campo magnetico tale per cui l'aria che respiriamo non in grado di lasciare il nostro pianeta.
In realt, le cose non sono cos semplici. E' stato recentemente scoperto che la Terra perde atmosfera ad un ritmo pari a quello di pianeti che non hanno campo magnetico (o ne sono provvisti, ma molto debole), e che hanno gi perso il loro guscio atmosferico da tempo. Se non quindi il solo campo magnetico a trattenere la nostra atmosfera, quali sono le forze in gioco che mantengono il nostro strato d'aria intatto, o consentono l'esaurimento atmosferico su altri corpi planetari?
L'ipotesi sulla scarsa atmosfera di un pianeta come Marte sempre stata basata principalmente sul fatto che l'assenza di un campo magnetico planetario (anche se ci sono campi magnetici locali pi o meno forti) ha fatto si che l'atmosfera marziana sfuggisse alla gravit del pianeta per effetto del vento solare, che avrebbe "strappato" molecole d'aria proiettandole nello spazio.
Il vento solare, su pianeti privi di un campo magnetico sufficientemente potente, non viene deviato dalla sua traiettoria, entra nell'atmosfera e strappa ioni dal pianeta. Sulla Terra, questo processo differente per via della magnetosfera, che consente la fuga di ioni principalmente dai poli.
Questo scenario plausibile, e probabilmente descrive bene ci che accadde milioni o miliardi di anni fa ad alcuni pianeti del nostro sistema solare. Ma come mai la Terra perde atmosfera, sebbene sia protetta da un campo magnetico? E perch il nostro pianeta perde atmosfera ad un ritmo pari a quello di Venere e Marte?
"La mia opinione che l'ipotesi dello scudo magnetico sia ancora priva di prove" dice Robert Strangeway, della University of California. "Non c' niente nei dati attuali che possa giustificare l'ipotesi del campo magnetico".
Ogni ora, la Terra, Marte e Venere perdono circa una tonnellata di atmosfera ciascuno, principalmente sotto forma di vapore acqueo. Ma questo fa sorgere un altro interrogativo: come possibile che Marte e la Terra siano cos diversi dal punto di vista idrologico se si parla di quantit d'acqua sui due corpi planetari?
Gli scienziati misurano la perdita di ioni di ossigeno in termini di perdita d'acqua sul pianeta: misurando quanto ossigeno riuscito a sfuggire nel corso della storia di un pianeta, possibile stabilire quanta acqua sia andata perduta durante l'arco di milioni o miliardi di anni.
Durante gli ultimi 3,5 miliardi di anni, calcolando una perdita di ossigeno costante, Strangeway ha stabilito che Marte, la Terra e Venere abbiano perso rispettivamente uno strato d'acqua d'acqua spesso 30, 9 e 8 centimetri.
"Il problema nel prendere i ritmi di oggi e tentare di indovinare cosa accadde miliardi di anni fa" dice Janet Luhmann della UC Berkeley. La Luhmann ritiene che il campo magnetico terrestre possa aver fatto la differenza in passato, quando il vento solare era probabilmente pi forte di oggi. "Non stiamo mettendo tutte le carte sul tavolo. Non possiamo dire che i campi magnetici siano di scarsa importanza, se ci basiamo sui dati attuali".
"Il campo magnetico un ostacolo per il vento solare, ma anche un imbuto" dice Strangeway. Il comportamento che ha il vento solare quando entra in contatto con il nostro campo magnetico differente da quello riscontrabile su Marte e Venere, ma la perdita di atmosfera praticamente identica.
La spiegazione che da Strangeway che il vento solare perda parte della sua energia quando si scontra con l'atmosfera di un pianeta, energia che viene parzialmente utilizzata per energizzare gli ioni fino al punto da farli sfuggire all'attrazione gravitazionale planetaria. Anche se sulla Terra questo meccanismo pi complicato che su altri pianeti del nostro sistema solare, il risultato sembra essere lo stesso, almeno in termini quantitativi.
A complicare il tutto ci sarebbe anche la fuga atomi neutri, che spiegherebbe in buona parte la perdita di atmosfera di Marte e della Terra, ma per nulla quella di Venere. "Venere pi complicato" dice Strangeway.
L'unica variabile che rimane certamente in gioco, e che potrebbe portare alla spiegazione di queste anomalie, la variabilit del nostro sole. Nel corso di miliardi di anni, la nostra stella cambiata in dimensioni, e nell' intensit delle sue emissioni. Il campo magnetico terrestre potrebbe essere stato in passato uno scudo migliore di quello marziano e venusiano contro un vento solare di intensit superiore a quello moderno.
Ma la questione rimane ancora aperta, e il mistero sembra essere ben lontano dall'essere svelato. "Sono molto cauto" afferm Strangeway. "Non ne so abbastanza per dire quanto il nostro giovane sole possa aver interagito con il campo magnetico planetario".
Gli umani, la maggiorparte, non hanno queste doti