Forse questa è effettivamente la massima luminosità che si può raggiungere su Marte
2di7
[Nov 20, 2009 at 08:56 AM]
Non lo Anakin... non credo...
Questa immagine è stata presa la mattina verso le 9:10 marziane verso nord-nord est (quindi un po' controluce), con il sole ancora un basso (elevazione 45°) e la zona è un po' "infossata"....
Certo 2of7 nessuno lo sa. Forse mai. Bisogna andare ad intuito
cano00
[Nov 20, 2009 at 09:42 AM]
in alto a sinistra,quella "strana roccia",fuori dal contesto che la circonda,regolare nella forma e ricurva con sopra delle appendici, cosa potrà essere? Ci vorrebbe proprio un pochino di luce in più. Saluti a tutti.
Beh, per Anakin e 2di7: il problema della "luminosità marziana", ad oggi, è lana caprina (un pò come i "colori" di Marte). Io dico solo (e sempre) questo: restiamo razionali ed esaminiamo i fatti (perchè su quelli nessuno può discutere).
Ed i fatti sono:
1) Marte è significativamente più lontano dal Sole rispetto alla Terra (prova ne sia che il - diametro apparente del - Sole, da Marte, appare di un buon terzo più piccolo rispetto a come esso ci appare dalla Terra) e la sua Atmosfera è sensibilmente più rarefatta rispetto all'Atmosfera Terrestre (e questo significa che anche la diffusione della luce in arrivo dal Sole avviene su scala ridotta).
Se questi sono i "teoremi", allora ecco due corollari:
a) la luminosità media di Marte è (approssimativamente, ma ragionevolmente) ALMENO di un terzo inferiore rispetto alla luminosità media della Terra;
b) la luminosità del Cielo di Marte DOVREBBE essere disomogenea, ossìa più sensibile all'orizzonte (che dovrebbe tendere al bianco durante le ore del giorno; al rosa la mattina ed all'arancio nelle ore del tramonto) e più scarsa a mano a mano che si sale con lo sguardo.
2) l'Atmosfera di Marte è notevolmente più polverosa di quella Terrestre (l'O.A. media - Tau media - di Marte è quasi tre volte l'O.A. Media Terrestre), ergo...la luce in arrivo viene ad essere ulteriormente abbattuta.
Dati questi fatti, la conseguenza logica - secondo me - è che l'illuminazione diurna di Marte, in condizioni OTTIMALI (e cioè con bassa O.A. e Sole alto), è una illuminazione cd. "discreta", ossìa tale da consentire una visione dell'orizzonte potenzialmente pari o superiore ai 10 Km (cd: "visibilità illimitata") ed una visione dei luoghi e dei dettagli ravvicinati chiara e senza contrasti eccessivi fra aree in luce ed aree in ombra (come invece avviene, ad esempio, sulla Luna).
Il dire che la luminosità media dell'ambiente Marziano è sostanzialmente analoga alla luminosità media dell'ambiente Terrestre (e questo l'ho letto su innumerevoli Siti e Forums) è, a sempre a mio modo di vedere, una sciocchezza, perchè così ragionando si ignorano dei fatti tanto acclarati, quanto difficilmente questionabili (distanza del Sole - densità atmosferica di Marte e Tau).
Dire, d'altra parte, che Marte è "buio e tenebroso", specie ad elevate latitudini, praticamente durante l'intero Anno Marziano (e questa è la posizione della NASA) , è altresì una stupidata, poichè i fatti (parlo delle immagini Phoenix, in particolare) - oltre alla Logica ed al Buon Senso - ci dicono che non è così.
Ma è questo atteggiamento dicotomico un pò la costante delle querelles "Spaziali": c'è chi dice "A" e c'è chi dice "-A", ossìa l'opposto.
Io non credo che le discussioni basate su confronti totalmente e radicalmente antitetici portino giovamento alla Causa della Verità.
Io credo che si debba essere solo prudenti, misurati e razionali.
Una volta che si è prudenti, misurati e razionali, si aggiunge il minimo di competenza necessaria per non dire stupidate et...voilà!
Secondo me, il risultato finale di questa operazione logica e dialogica, anche se - probabilmente - non porterà alla Verità assoluta, comunque ci porterà nei suoi pressi.
O no?
Per Cano00: la "pietra" che dici tu è, in realtà, lo Scudo Termico di Spirit (precipitato sul bordo del Cratere Bonneville e, come si vede, ampiamente deformatosi a causa dell'urto).
Si, ci porterà nei suoi pressi perchè bene o male tendiamo sempre più a considerare i vari fattori e le variabili connesse a questo argomento. E con l'aggiunta delle immagini provenienti da Marte possiamo farci un idea alquanto vicina alla realtà.
titanio44
[Nov 20, 2009 at 08:38 PM]
i ccd delle cam sono sensibili alla luce circa 20 volte in più rispetto alla visione umana.
Questa immagine è stata presa la mattina verso le 9:10 marziane verso nord-nord est (quindi un po' controluce), con il sole ancora un basso (elevazione 45°) e la zona è un po' "infossata"....
Beh, per Anakin e 2di7: il problema della "luminosità marziana", ad oggi, è lana caprina (un pò come i "colori" di Marte). Io dico solo (e sempre) questo: restiamo razionali ed esaminiamo i fatti (perchè su quelli nessuno può discutere).
Ed i fatti sono:
1) Marte è significativamente più lontano dal Sole rispetto alla Terra (prova ne sia che il - diametro apparente del - Sole, da Marte, appare di un buon terzo più piccolo rispetto a come esso ci appare dalla Terra) e la sua Atmosfera è sensibilmente più rarefatta rispetto all'Atmosfera Terrestre (e questo significa che anche la diffusione della luce in arrivo dal Sole avviene su scala ridotta).
Se questi sono i "teoremi", allora ecco due corollari:
a) la luminosità media di Marte è (approssimativamente, ma ragionevolmente) ALMENO di un terzo inferiore rispetto alla luminosità media della Terra;
b) la luminosità del Cielo di Marte DOVREBBE essere disomogenea, ossìa più sensibile all'orizzonte (che dovrebbe tendere al bianco durante le ore del giorno; al rosa la mattina ed all'arancio nelle ore del tramonto) e più scarsa a mano a mano che si sale con lo sguardo.
2) l'Atmosfera di Marte è notevolmente più polverosa di quella Terrestre (l'O.A. media - Tau media - di Marte è quasi tre volte l'O.A. Media Terrestre), ergo...la luce in arrivo viene ad essere ulteriormente abbattuta.
Dati questi fatti, la conseguenza logica - secondo me - è che l'illuminazione diurna di Marte, in condizioni OTTIMALI (e cioè con bassa O.A. e Sole alto), è una illuminazione cd. "discreta", ossìa tale da consentire una visione dell'orizzonte potenzialmente pari o superiore ai 10 Km (cd: "visibilità illimitata") ed una visione dei luoghi e dei dettagli ravvicinati chiara e senza contrasti eccessivi fra aree in luce ed aree in ombra (come invece avviene, ad esempio, sulla Luna).
Il dire che la luminosità media dell'ambiente Marziano è sostanzialmente analoga alla luminosità media dell'ambiente Terrestre (e questo l'ho letto su innumerevoli Siti e Forums) è, a sempre a mio modo di vedere, una sciocchezza, perchè così ragionando si ignorano dei fatti tanto acclarati, quanto difficilmente questionabili (distanza del Sole - densità atmosferica di Marte e Tau).
Dire, d'altra parte, che Marte è "buio e tenebroso", specie ad elevate latitudini, praticamente durante l'intero Anno Marziano (e questa è la posizione della NASA) , è altresì una stupidata, poichè i fatti (parlo delle immagini Phoenix, in particolare) - oltre alla Logica ed al Buon Senso - ci dicono che non è così.
Ma è questo atteggiamento dicotomico un pò la costante delle querelles "Spaziali": c'è chi dice "A" e c'è chi dice "-A", ossìa l'opposto.
Io non credo che le discussioni basate su confronti totalmente e radicalmente antitetici portino giovamento alla Causa della Verità.
Io credo che si debba essere solo prudenti, misurati e razionali.
Una volta che si è prudenti, misurati e razionali, si aggiunge il minimo di competenza necessaria per non dire stupidate et...voilà!
Secondo me, il risultato finale di questa operazione logica e dialogica, anche se - probabilmente - non porterà alla Verità assoluta, comunque ci porterà nei suoi pressi.
O no?
Per Cano00: la "pietra" che dici tu è, in realtà, lo Scudo Termico di Spirit (precipitato sul bordo del Cratere Bonneville e, come si vede, ampiamente deformatosi a causa dell'urto).
Un abbraccio a Tutti! paolo