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Do you see me? I do not exist! - Sol 108 (processing n. 2; credits: Dr M. Faccin)
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4) Ci sono "annebbiamenti" e "pixellature di copertura" ("aggregati reticolari di rettangoli opachi", come dice il buon Marco) in alcuni punti strategici del frame: jella, vizio nella trasmissione dei dati, image-artifacts o cover-up? E se si trattasse di cover-up, allora diciamolo apertamente: "cover-up" di che cosa?!?
5) Girando e rivoltando l'immagine (ed anche negativizzandola), alla fine emerge sempre un solo dato davvero essenziale: una roccia simile, anche se la Natura - si sa - è bizzarra, non dovrebbe esistere.
Conclusioni: tutto ci spinge a credere che siamo davanti ad un frame PARZIALMENTE MANIPOLATO. Diciamo PARZIALMENTE perchè la strategia NASA - anche se sappiamo che il Dr Feltri non sarebbe d'accordo con noi - è di "Mostrare il più possibile facendo vedere il meno possibile".
La Manipolazione Parziale, come logico, è la forma più subdola di manipolazione (difficilissima da individuare e, se individuata, da risolvere e spiegare) e ad essa si ricorre solo in casi estremi. Ora, ci chiediamo, cosa c'era di "estremo" (da nascondere) qui, in questo frame? La risposta, forse, è nello studio dei dettagli e nell'analisi di questo quadro in rapporto agli altri ottenuti nella stessa zona durante i Soles ad esso precedenti ed in quelli immediatamente successivi.
Un lavoro difficile, ma che proveremo a fare e poi...Ne riparleremo.
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"Il Lavoro di elaborazione di questo frame e del relativo "rilievo impossibile" svolto dal Grande Marco sembra dirci alcune cose. Vediamole insieme:
1) la colorizzazione in colori naturali, effettuata utilizzando l'istogramma NASA corretto (ed occulto: il buon Marco ci ha lavorato su 4 mesi prima di "estrarlo" dal caos creato dagli Amici di Pasadena - ed infatti ora non si dovrebbe parlare più di colorizzazione, bensì di "estrazione dei colori" da frame in finto black&white) ci dice che si tratta/potrebbe trattare di un macigno composito. ATTENZIONE: se fosse vero, questo non sarebbe il primo caso di macigno marziano BI o TRI-COLORE!
2) l'effetto ombra ci dice che il macigno maggiore ha una sorta di gradino sul quale, se rigettiamo l'ipotesi per cui si possa trattare di "roccia unitaria a matrice composita", si potrebbe poggiare la pietra anomala di colore diverso (già, ma...domande: come ha fatto a finire lì, e posizionandosi per giunta in equilibrio palesemente instabile? Chi o che cosa "ce l'ha messa"?!?)
3) colore e texture della porzione di "roccia impossibile" che accede al macigno in primo piano sono analoghi a quelli del boulder che si trova DIETRO alla roccia principale: un caso, una coincidenza o, forse, è qui che è nato l'errore?!?...".
Morale: la roccia piccola che fa da "becco" a quella grande NON ne condivide né la natura geologica (texture diverse), né il colore. Che il "becco" si sia "conficcato" nel macigno (senza scalfirsi o creparsi e senza scalfirlo o creparlo) è tanto probabile quanto lo è il salvarsi le braccia ed il volto facendosi scoppiare una granata in mano.
Questo frame può essere solo due cose:
1) rappresentativo di un fenomeno geologico a matrice ignota;
2) un falso.
La "tana", come ben dici, c'è ed è bizzarra. Ma se, un giorno, avrai tempo e voglia di guardare al passato di Lunexit, Gallerie MER Spirit ed Opportunity, di "tane" ne troverai a decine. E tutte sempre (o quasi) con qualcosa dentro che pare "sbirci" all'esterno.
Se Walt vuole aggiungere qualcosa, è il Benvenuto.
Abbraccio Circolare! - paolo