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Enceladus: a VERY active moon... (2)
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Wrinkles and cracks have reworked the surface of Enceladus, perhaps due to the influence of tidal stresses. The monochrome view also makes it clear that certain geological provinces on the moon have been altered by the activity, erasing ancient craters, while other places have retained much of the cratering record.
The terrain seen here is on the Trailing Hemisphere of Enceladus; North is up.
This image was taken using a near infrared spectral filter sensitive to wavelengths of light centered at 752 nnmts. The view was obtained using the Cassini spacecraft narrow-angle camera on Jan. 17, 2006 at a distance of approx. 153.000 Km (about 95.000 miles) from Enceladus and at a phase angle of 29°. Image scale is about 912 mt (such as approx. 2.994 feet) per pixel.
Nota: i 4 Giganti Gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno) sono mondi circondati da tante lune, alcune delle quali ancora geologicamente attive, a dispetto delle loro dimensioni e della enorme - e via-via crescente - distanza di questi Sistemi dal Sole. Pensate, p.e., ad Io ed Europa (per Giove); a Titano ed Encelado (per Saturno) ed infine ad Ariel (per Urano) e Tritone (per Nettuno). I piccoli mondi rocciosi, invece, hanno poche lune (o nessuna, come Venere e Mercurio) e queste lune NON sembrano - il dubitativo è d'obbligo - essere geologicamente attive. Il caso del Sistema Multiplo di Plutone va trattato a parte. Tutto ciò premesso, che cosa si può dedurre? Forse che la "Gioventù Geologica" di una piccolo pianeta roccioso (una "luna") dipende anche dalle caratteristiche del suo "Mondo Madre"? I 4 Giganti Gassosi emettono enormi quantitativi di radiazioni e posseggono caratteristiche tali da farli rassomigliare, ora più ed ora meno, a piccole "stelle mancate": questa circostanza potrebbe avere un peso?
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