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Big Dipper
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“…Avevo voglia di chiederle quanti anni avesse; sembrava giovane ma parlava come una donna vissuta, eppure non c’erano tracce particolari sul suo volto o nelle sue mani che suggerissero un suo incontro profondo con la Vita.
Mentre parlava, mi fissava senza guardarmi, come se ogni parola la pescasse lontano tra i suoi ricordi, ed anche le mani, adesso, erano ferme e quasi abbandonate l’una nell’altra. Mi fermai a guardare meglio quegli occhi: erano neri come può esserlo il Cielo d’Inverno, quando è sera e ci sono le stelle.
Improvvisamente tornò a mostrarmi la bianca fila di denti che le facevano corona, quando sorrideva, e con fare scanzonato disse che quel pranzo lo avrebbe offerto lei, per festeggiare la sua prima vera intervista da quando aveva cominciato quel lavoro.
A proposito, le chiesi, ma per conto di chi svolgi questo “sciagurato lavoro”, come lo chiami tu?
- Per me stessa! Vedi, sto scrivendo un libro su tutto ciò che circola dentro quella poltiglia grigia, - l’hai chiamata così, vero? - che sta dentro la testa della gente comune; di quello che pensano i cervelloni come i politici, gli scienziati, il Papa, i Presidenti, gli Amministratori delegati e via dicendo, sappiamo tutto e cioè che non dicono niente mentre, al contrario, di cosa siano fatti i pensieri di quelli come noi non se ne sa quasi nulla, è un mistero. Si, ci accoriamo per la situazione politica ed economica, per l’inquinamento, la questione sociale, le guerre, gli UFO e le apparizioni Mariane, ma questo è ciò di cui ci costringono ad occuparci; cos’altro c’è nella Coscienza Collettiva che non viene mai a galla ma che ti tiene in piedi o ti ferisce profondamente, che ti fa fare delle scelte, ti fa amare, reagire, crescere ?...”.
Giuseppe Spina – “L’Intervista”
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