|
|
M 16 - The "Pillars of Creation"
|
"...So che potrò essere giudicato male per le mie asserzioni, ma non ha importanza: poichè io credo fermamente - ed anche umilmente - in quello che dico.
E ciò che credo è che sia troppo comodo - e, forse, anche troppo "facile"... - fare previsioni le quali, per quanto "scientifiche" possano essere, si spingono oltre i confini dello Spazio e del Tempo.
Dire, infatti, che fra 10, o 15, o forse 500 miliardi di anni terrestri, l'Universo sarà configurato in un modo piuttosto che in un altro, e le galassie che lo formano saranno infinitamente distanti le une dalle altre (o che magari saranno "ammassate" le une sulle altre) non significa, a mio avviso, "fare Scienza".
L'Esperienza Umana ci insegna che le nostre ipotesi e previsioni, per quanto attiene l'evoluzione dell'Universo in quanto tale - e cioè visto e valutato nella sua interezza -, sono assolutamente inidonee a spingersi oltre - badate bene! - la soglia dei secondi.
E se questo è vero - come lo è -, allora fare previsioni orientate verso un Futuro così lontano che neppure la nostra Mente, per infinita che sia, è capace di immaginare, o comprendere, alla fine vuol solo dire "tirare ad indovinare". E gli Scienziati, mi hanno insegnato, non tirano ad indovinare...".
Paolo C. Fienga (Appunti - 1997)
|
|