Nessuno ha detto nulla, dunque nessuno se n' accorto. E allora lo dico io: questi "colori naturali" sono la "Versione Lunexit" del Color Image Processing adottato dalla NASA. Della serie: ci vuole tempo (a volte pi, a volte meno) ma, alla fine, quello che fanno a Pasadena lo facciamo anche noi. Meglio. - PCF
Scusa Paolo, da cosa avremmo dovuto rendercene conto? Io, comunque, quando guardo frame di questo tipo dove sono riprese delle zone montuose (o collinari) completamente ricoperte di sabbia e polveri, mi chiedo se li sotto (la sabbia) non ci siano sepolti reperti (di ogni sorta) che potrebbero raccontarci molto di pi sulla storia del pianeta. Che peccato non poter dare una spolveratina
lo so, era difficile...ma non troppo-troppo difficile... Ti spiego: il Color Processing NASA porta, nei frames orbitali, a colorizzazioni con tinte "pastello", fondamentalmente mono o bi-cromatiche, a Dominante rosa-giallo-bianco. Se vai nella pagina Hirise dedicata a questo frame, ti accorgerai che il dettaglio colorizzato (dalla NASA) risponde a questa elaborazione/colore che ho creato io, usando un algoritmo "fatto a mano", e muovendomi su piattaforma PhotoShop.
In altre parole: quando la NASA parla di "True", "Approximately True" e "Natural" Colors, dando i valori di riferimento delle lunghezze d'onda considerate ai fini della colorizzazione in nanometri (come da Filtri/Colore), non fa altro che esprimere in forma "scientifica" (tecnicamente si dice "Jargon Language") il risultato di un lavoro "meccanico" fatto in 5-minuti-5 usando PhotoShop o PaintShop Pro (il mio programma preferito).
La Verit, invece, che le Colorizzazioni - per avere un "senso" - devono essere personalizzate e "corrette a mano", considerando un elevato numero di variabili ulteriori (ad esempio, per Marte: il Tau, il S.I.A., il M.L.T. e le caratteristiche fisico-chimiche e mineralogiche della Regione ripresa) rispetto a quanto dato dal prodotto RAW di Photo o PaintShop.
Ma la NASA, pubblicamente, questo lavoro addizionale non lo fa (o non lo mostra) ed questo il motivo per cui le colorizzazioni NASA sono, quando va bene, ridicole e, quando va male, completamente sballate o del tutto irreali (cieli verde marcio o giallo ocra compatto o solido; superficie monocromatica o - addirittura - a-cromatica; dettagli irrisolvibili etc.)!
Noi, come Lunexit, colorizziamo "a mano" e quello che il Processing NASA considera come "risultato finale", per noi solo il punto di partenza.
L'algoritmo "MULTISPECTRUM" (che un mio "baby"...) , a mio parere, essenziale per ricreare i Colori di Marte (come di qualsiasi altro Corpo Celeste, Terra inclusa), poich senza di esso tu NON VEDI i colori True, Approximately True o Natural del mondo che osservi: tu VEDI QUELLO CHE GLI OCCHI ELETTRONICI dei Rover o degli Orbiter vedono! Il che cosa ben diversa da quello che l'occhio umano vedrebbe se fosse l...
Grazie Paolo, ti sei spiegato benissimo, per quanto dovrei, tanto per chiarirmi le idee ulteriormente, vedere come si possa ricolorare un frame. Sicuramente non capisco, e non solo io, perch la NASA non si impegna un poco di pi. Forse perch anche loro alla fine non sanno se i veri colori sono quelli impressi sulle immagini cos come ci arrivano o sono quelli ottenuti dalla manipolazione?
lo so, era difficile...ma non troppo-troppo difficile... Ti spiego: il Color Processing NASA porta, nei frames orbitali, a colorizzazioni con tinte "pastello", fondamentalmente mono o bi-cromatiche, a Dominante rosa-giallo-bianco. Se vai nella pagina Hirise dedicata a questo frame, ti accorgerai che il dettaglio colorizzato (dalla NASA) risponde a questa elaborazione/colore che ho creato io, usando un algoritmo "fatto a mano", e muovendomi su piattaforma PhotoShop.
In altre parole: quando la NASA parla di "True", "Approximately True" e "Natural" Colors, dando i valori di riferimento delle lunghezze d'onda considerate ai fini della colorizzazione in nanometri (come da Filtri/Colore), non fa altro che esprimere in forma "scientifica" (tecnicamente si dice "Jargon Language") il risultato di un lavoro "meccanico" fatto in 5-minuti-5 usando PhotoShop o PaintShop Pro (il mio programma preferito).
La Verit, invece, che le Colorizzazioni - per avere un "senso" - devono essere personalizzate e "corrette a mano", considerando un elevato numero di variabili ulteriori (ad esempio, per Marte: il Tau, il S.I.A., il M.L.T. e le caratteristiche fisico-chimiche e mineralogiche della Regione ripresa) rispetto a quanto dato dal prodotto RAW di Photo o PaintShop.
Ma la NASA, pubblicamente, questo lavoro addizionale non lo fa (o non lo mostra) ed questo il motivo per cui le colorizzazioni NASA sono, quando va bene, ridicole e, quando va male, completamente sballate o del tutto irreali (cieli verde marcio o giallo ocra compatto o solido; superficie monocromatica o - addirittura - a-cromatica; dettagli irrisolvibili etc.)!
Noi, come Lunexit, colorizziamo "a mano" e quello che il Processing NASA considera come "risultato finale", per noi solo il punto di partenza.
L'algoritmo "MULTISPECTRUM" (che un mio "baby"...) , a mio parere, essenziale per ricreare i Colori di Marte (come di qualsiasi altro Corpo Celeste, Terra inclusa), poich senza di esso tu NON VEDI i colori True, Approximately True o Natural del mondo che osservi: tu VEDI QUELLO CHE GLI OCCHI ELETTRONICI dei Rover o degli Orbiter vedono! Il che cosa ben diversa da quello che l'occhio umano vedrebbe se fosse l...
Spero di aver reso l'idea e di essermi spiegato.
Un abbraccio! - paolo