True Planets

23 marzo 2008

Dedicato ai De-Bunkers d’Italia e del Mondo – di Paolo C. Fienga

Filed under: Articoli — info @ 18:59

Mamma mia, Cari Amici, quante ne ho lette e quante ne sto leggendo in questo periodo…

E che cosa ne ho ricavato?

In realtà, dopo aver girovagato (grazie alla televisione satellitare, al World Wide Web ed alla stampa) fra trasmissioni di “varia Scienza” e documentari (ovviamente “scientifici”!), passando tra siti internet – italiani e non – “scientifici” (pure loro!) ed “agnostici” – ivi incluso qualche public forum – ed infine scorrendo gli articoli di quotidiani più o meno famosi e le pagine patinate di riviste e “rivistine” di Scienza & Dintorni, mi pare di aver capito una cosa sola: la Verità (già, la splendida, vecchia ed elusiva Verità) “ce l’hanno in pugno tutti”.

Tutti.
Ma proprio TUTTI!

Chiunque sia colui che parla o che scrive, partendo dallo Scienziato famoso ed affermato e dal Divulgatore “di professione”, per giungere al Ricercatore “solitario ed ignoto” ed al forumista anonimo, e da qualsiasi “pulpito” la predica scenda, resta sempre e solo un fatto: la Verità è EVIDENTE e gli appartiene.
E’ sua.
Essa esiste ed è pure “elementare”…(come la Verità di Holmes e Watson)

Sarà…

Ma io, che sono una persona semplice (un moderato sconosciuto…), mi permetto di dire che, purtroppo, da un approccio del genere – a mio ESCLUSIVO parere (del quale e per il quale mi assumo la piena responsabilità) – non può nascere, nè nascerà mai, nulla di buono.

Pensateci.

Di persone che “hanno capito tutto” e che, dall’alto del loro Sapere, “illuminano le masse”, beh…credo che, oltre al sottoscritto, ne abbiate viste e conosciute tante anche Voi.
Ed io (al momento…) non ricordo che questi “Sapienti” abbiano mai elargito il loro Sapere gratis et Amore Dei, o, come dicono in America, “for Science and Knowledge sake” (per Amor della Scienza e della Conoscenza), anzi…

E allora…che fare?

Vediamo…Io ho pensato di fare qualcosa di “elementare”, appunto, che non facevo da tanto tempo.
Qualcosa che, in quello che è il mio Campo di Lavoro, forse – e seriamente – non ho fatto davvero mai (non sino in fondo ed esplicitamente almeno).

Mai seriamente e compiutamente, comunque.

Che cosa?

Eccola: in risposta ai “Saggi” ed ai “Sapienti” (leggi: Coloro che Sanno) di oggi, ho deciso di non tentare, questa volta, di esporre teorie, ipotesi alternative, contro-teorie e contro-ipotesi alternative, dubbi amletici e/o certezze monolitiche etc.

No.

All’attenzione di costoro (che rispettano e riflettono – purtroppo… – un’ampia porzione di Scienziati, Ricercatori, Appassionati e Persone Comuni del nostro “Daily World” – e scusatemi l’Inglese, ma questa espressione mi piace!), io ho deciso di porre (o dovrei dire ”opporre”?!?) solo una serie di immagini. Immagini che appartengono al Mondo che studio, appunto.

Immagini che non potranno non suscitare una – anche piccola – “emozione”.

Immagini per riflettere.

Per vagheggiare.

Per ipotizzare.

Immagini che ho scelto per vedere sino a che punto le Capacità di Comprensione e di Razionalizzazione di Coloro che Sanno (sempre o quasi sempre) riescono a spingersi.

Ora potrete esaminare una serie di 10 frames (selezionati tra migliaia): per ognuno di essi, c’è un quesito.

Io (e come me, penso, qualsiasi altro Ricercatore Razionale e Moderato) non mi aspetto “risposte definitive” e “certezze” da chi legge: mi aspetto solo Riflessione e Ragionamento.

Mi aspetto Curiosità, Passione e Voglia di Cercare: nulla di più.

Magari qualche ipotesi, “piccola-piccola” ed “umile-umile”…

Mi aspetto (solo ed almeno, da parte di Coloro che Sanno) un briciolo di Onestà Intellettuale…Sperando di non chiedere troppo.

Un saluto a Tutti!

IMAGE01.jpg 

Nel riquadro in alto a Sx: un frame Spirit (Regione di Gusev Crater); nel quadro maggiore: un frame Opportunity (Regione di Meridiani Planum). Indicato dalla freccia Gialla, un oggetto che SEMBRA essere lo stesso. Curioso…Abbiamo interpellato la NASA, più volte, ma senza ottenere risposte.

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Oggetto di forma “cupolare” e che appare di origine metallica. Non è lo Scudo Termico (Heat-Shield) nè la Retro-Calotta (Back-Shell) della Sonda che ha portato il Rover Spirit su Marte (non lo sono perchè, da Mappa Originale NASA, Heat-Shield e Back-Shell di Spirit stanno “altrove”). Di che cosa si tratterà allora?!? Abbiamo interpellato la NASA più volte, ma senza ottenere risposta. Ahinoi!…

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Oggetto di evidente matrice metallica (una sorta di “bastone/tubo argenteo”) ripreso dal Rover Spirit durante il suo viaggio nella pianura di Gusev Crater. Bizzarro! Abbiamo interpellato la NASA più volte, ma senza ottenere risposte. Purtroppo.

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Immagine ripresa nella notte di Marte: essa mostra la traccia di un oggetto che ha attraversato il campo visivo del Rover Spirit. Sarà stata una Sonda USA o (ex)URSS “in transito” sulla “testa” di Spirit? Chissà… Noi abbiamo interpellato la NASA ma, purtroppo, non abbiamo ottenuto risposta alcuna.

IMAGE13.jpg 

Su questo frame, invece, sempre ottenuto da Spirit – ma in un altro Sol ed in un’ora diversa dal frame di cui sopra – la NASA si è pronunciata: e la loro risposta è stata “Forse una nostra vecchia Sonda o una vecchia Sonda ex-URSS in caduta…O forse è un’astronave aliena in perlustrazione...”.

Ok: almeno una risposta, in questo caso, c’è stata.

IMAGE14.jpg

Un frame Spirit che ci mostra una roccia – semplicemente – assurda. Guardate e decidete Voi che cosa può essere. Noi NON abbiamo interpellato la NASA al riguardo poichè, questa volta, abbiamo pensato che non fosse il caso…Per “manifesta inutilità” del quesito.

IMAGE06.jpg 

Un frame della Serie “Apollo”: si tratta del frame Apollo 13, AS 13-60-8622. Esso pare rappresentare un oggetto a forma sferica e colorazione argentea che transita molto rapidamente accanto alla Navicella USA durante la sua unica orbita attorno alla Luna e prima del rientro (felice, Grazie a Dio) alla base. Abbiamo interpellato la NASA ed il Lunar and Planetary Institute, ma senza ottenere risposta alcuna.

IMAGE07.gif 

Uno splendido GIF_Movie realizzato dall’Amico e Collega, Dr Alessio Feltri, su un famoso trittico di frames della Serie Apollo. Si tratta, per l’esattezza, dei frames Apollo 10 - AS 10-28-3988/3989 e 3990. E che cosa rappresentano questi frames? Di ipotesi ne sono state fatte tante, ma l’unica certezza che abbiamo è che NESSUNA di esse ha resistito a tutte le obiezioni mossegli. Ergo (ed in altre parole), nessuno sa che cosa esattamente è stato ripreso dai Ragazzi dell’Apollo 10…

IMAGE11.jpg 

Questo frame è “simpatico”: esso rappresenta – come ha scritto la NASA – un “outcrop”, ossìa un “affioramento” di rocce. Noi non dubitiamo del fatto che si tratti di “rocce” ma… Osservate il modo in cui esse sono “sistemate” e poi chiedeteVi: “ma come avranno mai fatto 5 sassi di dimensioni e fattezze simili a sistemarsi – da soli – così bene in fila?“. Noi, che siamo “naif”, abbiamo chiesto alla NASA un parere sull’outcrop in oggetto ma…Non abbiamo avuto risposta.

IMAGE10.jpg 

Dulcis in fundo: una PROVOCAZIONE! E se la “Moon-Mars Connection“, come la chiama il Prof. Richard Hoagland (il Padre della Sfinge di Cydonia in particolare e della cosiddetta Eso-Archeologia in generale), fosse una realtà?

In questo mini-mosaico, come vedete, c’è un frame Apollo (l’oggetto “misterioso” ripreso dall’Apollo 10) ed un frame Spirit.

Sarà uno scherzo della nostra immaginazione?

O forse è una trappola per gli Anomaly Hunters che guardano troppo lontano? O magari è la “prova decisiva“ della summenzionata – ed ora “ovvia”, si fa per dire… – Connessione Luna-Marte? Decidete Voi: noi ci limitiamo a portare alla Vostra attenzione la chiara (almeno a nostro parere) somiglianza fra il “rottame vagante” nello spazio circum-lunare immortalato dai tre citati frames Apollo 10, ed il dettaglio marziano relativo al Summit della Husband Hill (un dettaglio ripreso più e più volte, sia in b/n, sia a colori – dal Rover Spirit.

Morale: si sa ed è ovvio che di “stranezze” (senza arrivare a parlare di Anomalìe in senso tecnico) ne esistono MIGLIAIA DI MIGLIAIA nei frames in arrivo dallo Spazio (vicino e lontano) ed è pure ovvio che, in INNUMEREVOLI CASI, la risposta e la spiegazione di queste “stranezze” è in “sviste”, in “effetti ottici ingannevoli”, in “image artifacts”, in “rilievi naturali bizzarri” e così via.

Ma è un FATTO, a nostro avviso, che NON TUTTE LE STRANEZZE sono frutto di “sviste”, o di “effetti ottici ingannevoli”, o di “image artifacts”, o di “rilievi naturali bizzarri” e così via.

Noi non abbiamo – ed io, come Ricercatore Indipendente, non ho – risposte per il 100% dei casi presi in esame. Ma, se qualcuno di Voi, queste risposte le avesse…Allora siamo/sono tutto orecchi!…

11 marzo 2008

Rings of Fire – di Paolo C. Fienga

Filed under: Articoli — info @ 17:57

Una Rilettura Critica della NASA Release n. 08/074

***

Rhea-PIA10246.jpg

E’ di questi ultimi giorni (6 Marzo 2008) che una notizia davvero straordinaria (se confermata nella sua interezza) si è fatta strada nella Comunità Scientifica Mondiale: in accordo ai rilievi sperimentali effettuati dalla Sonda NASACASSINI” durante il fly-by ravvicinato del Novembre 2005 con una delle Lune Maggiori di Saturno (Rhea), sembra che essa, al pari del suo Grande Genitore, sia fornita di una debole serie di anelli i quali, formati da polveri, sassi delle dimensioni di pochi centimetri e qualche isolato macigno grande alcuni metri (“…dust, rocks and a few boulders…”) si estenderebbero sino ad oltre 3000 miglia dal suo centro (il che equivale a dire sino ad una distanza pari ad 8 volte il raggio di Rhea – il cui diametro è di circa 570 Km).

Per un maggiore dettaglio sulle diverse tecnicalità che hanno portato a questa potenziale scoperta, Vi rinviamo all’abstract (Release n. 08-074) che potete trovare all’indirizzo: http://www.nasa.gov/home/hqnews/2008/mar/HQ_08074_Rings_Around_Rhea.html

Che dire? Una notizia fantastica, effettivamente, e molto suggestiva.
Una notizia che richiama alla mente le visioni “fiabesche” dello Spazio Interplanetario così come emergevano dall’immaginario di tanti fumetti degli Anni ’60 e ’70 – da “Flash Gordon” ai “Fantastici Quattro” - per poi giungere alle visioni “inquietanti” del Cosmo proposte da memorabili film di Fantascienza quali “Pitch Black”, “Alien” o lo stesso (immortale) “Star Wars”: fumetti e pellicole laddove venivano immaginate (e “disegnate”, letteralmente), accanto a Mondi Anellati, anche delle piccole “Lune Anellate”.

Bellissimo. Affascinante.
Ma…

Non sempre, ma certo abbastanza spesso, c’è/ci sono dei “ma” a guastare i nostri sogni e le nostre immaginazioni.
Quelli/e di tutti e, quindi, anche i sogni e le immaginazioni (che, alle volte, vengono chiamati/e “Teorie”) di Scienziati e Ricercatori eminenti, come lo sono coloro che lavorano per l’Agenzia Spaziale più grande e famosa del Mondo: la NASA.

Ed infatti se io, oggi, mi permetto di scrivere questo articoletto, è solo per segnalare all’attenzione di Appassionati e Cultori dello Spazio un “MA”, forse insignificante e forse no, che, a quanto pare, è “sfuggito” alla NASA ed a tutti gli Astronomi ed Astrofili che si occupano di Ricerca nel Campo delle Scienze Planetarie.

Cerco di spiegarmi…

Rhea, si diceva, così come lo suggeriscono degli elementi (evidenze, se volete) “indiretti” raccolti dalla Sonda Cassini durante il fly-by del Novembre 2005, potrebbe essere circondata da due serie di deboli anelli (o meglio: da una nuvola irregolare di detriti e da – forse – un “embrione” di anelli, molto rarefatti, ma concettualmente e fisicamente assimilabili agli Anelli di Saturno e degli altri Giganti Gassosi).

Ho parlato di evidenza indiretta poiché l’unico elemento effettivamente diretto di cui potremmo disporre ragionando a tavolino e dalla Terra (ossìa l’osservazione immediata di particelle o corpuscoli aggregati a formare anche delle “sezioni di anello” – come ne abbiamo viste per Urano e Nettuno – intorno a Rhea), in vero, ci manca.

Neptune-partialRings.jpg

(nell’immagine; Sezioni di Anello o “Partial Rings” o “Ring Arcs” intorno a Nettuno)

Ma non fa nulla: poiché, pure ammettendo che le riflessioni NASA sull’evidenza indiretta ritenuta essenziale (quote:”…Due to a decrease in the number of electrons detected by NASA’s Cassini spacecraft on either side of the moon, scientists suggest that rings are the likeliest cause of these electrons being blocked before they reach Cassini…”) della presenza di “anelli” (anche se forse sarebbe meglio parlare di “detriti orbitali”) intorno a Rhea fosse corretta, c’è un particolare curioso sul quale dovremmo riflettere.

Quale?
Volete sapere qual è l’elemento davvero curioso in tutto questo scenario?

E’ che questi “anelli” (o “detriti”, se sposate la terminologia che suggerisco), in accordo a quanto sancito dalla nostra attuale Scienza Convenzionale (o Scienza Positiva, come si dice per contrapporla alla cosiddetta “Scienza di Confine”) NON POTREBBERO ESISTERE.

Ed il motivo principale è questo (cerco di spiegarmi in maniera lineare, e scusate se opererò delle oversemplificazioni): pensate alla Luna.
Alla nostra cara e vecchia (!) Luna.

Perchè essa non ha né può avere anelli?

Perchè, come ci insegnano le Scienze Planetarie e le Leggi della Fisica dei Corpi Celesti, essa – in primo luogo – possiede solo una “micro-attrazione gravitazionale” (o micro-gravità) la quale NON BASTA, NON E’ SUFFICIENTE per tenere in equilibrio (gravitazionale) perpetuo (e cioè “entro un’orbita stabile”) corpi di dimensioni anche ridottissime.

E questo è il motivo essenziale per cui le Sonde terrestri che studiano la Luna – tipo SMART-1 (ESA) o KAGUYA (JAXA) o CLEMENTINE (NASA) – necessitavano e necessitano di mini-propulsori: perchè, una volte entrate in orbita, esse restano in equilibrio stabile per poco tempo e poi, se non interviene qualche “correzione di rotta” (traiettoria, altitudine e velocità, fondamentalmente), sarebbero finite/finirebbero inevitabilmente con il precipitare/cadere sulla Luna.
D’altro canto, pensate che se la spinta fornita dai propulsori fosse anche solo in minima parte “eccessiva”, ecco che la Sonda in questione sfuggirebbe con facilità all’attrazione lunare, perdendosi nello Spazio.

Come vedete, queste sono due evidenti implicazioni/conseguenze della micro-gravità della Luna e dei Corpi Celesti di “Tipo Lunare” .

Secondo punto: si dice (anzi: si studia) che la Luna non può avere anelli (o micro-corpi in orbita stabile attorno ad essa) a causa degli influssi mareali della Terra, la quale, ora avvicinandosi ed ora allontanandosi, “turba” i già precari equilibri gravitazionali che caratterizzano lo spazio circum-lunare.
Giustissimo: le “Onde di Marea” (Gravitazionale) che arrivano da un Corpo ed incontrano quelle di un altro Corpo fanno proprio questo: interagiscono le une con le altre, disturbandosi vicendevolmente ed alterando la quiete e/o gli equilibri ai quali, come sapete, tende ogni Sistema.

Il Corpo Maggiore (che emana le Onde Maggiori), come ovvio, disturberà di più il Corpo Minore (che emana le Onde Minori), il quale ne “soffrirà” in vario modo e subirà delle conseguenze (la cui natura ed entità varia da caso a caso, ergo da Corpo Celeste a Corpo Celeste e quindi non è prevedibile a livello di teoria generale).

Morale numero 1: la Luna non ha, non ha avuto, né avrà mai “anelli” o altri corpi in equilibrio gravitazionale perpetuo (e “non debitamente supportato/aiutato”!) che le possano orbitare attorno (mini asteroidi o altri oggetti simili – anche man-made).
Non stabilmente, comunque.

Ora trasportate questo ragionamento ed i due principii che ho cercato di esprimere nel contesto Rhea/Saturno, laddove le proporzioni CAMBIANO in maniera sfavorevolissima per Rhea la quale non solo possiede una micro-gravità anch’essa, ma è pure soggetta a perturbazioni mareali – a causa di Saturno – enormemente più grandi di quelle che la Terra cagiona alla nostra Luna (e non pensate che Rhea potrebbe costituire un’eccezione alla Regola poiché molto più lontana da Saturno di quanto non lo sia la Luna dalla Terra: la distanza media Saturno-Rhea, infatti, è di soli 527.000 Km, contro i circa 360.000 esistenti fra Terra e Luna: una differenza, in termini astronomici, assolutamente irrilevante – rectius: trascurabile – e quindi…).

Morale numero 2: ma se la nostra Luna, date le circostanze di cui sopra, non può avere anelli né corpi orbitali stabili intorno ad essa (neppure artificiali e quindi piazzati in orbita da noi e con precisione millimetrica), come potrà mai averli Rhea la quale si trova in una situazione enormemente più SFAVOREVOLE?

Conclusioni.

Mi permetto di fare almeno due ipotesi e poi, in futuro, se ne potrà discutere ancora.

Ipotesi 1: l’evidenza indiretta della presenza di corpuscoli orbitali intorno a Rhea (anelli o sezioni di anelli o detriti) in equilibrio gravitazionale stabile è errata, poiché poggia su basi errate (per la nostra Scienza);

Ipotesi 2: L’evidenza indiretta di cui sopra è ESATTA, ma i “corpuscoli” rilevati da Cassini sono l’evidenza di un fenomeno MERAMENTE TRANSITORIO, il quale svanirà nel giro di poco tempo (settimane, qualche mese al massimo).

Quindi no anelli ma, al limite, (ed in aggiunta alla “pioggia” di detriti che, probabilmente provenienti dagli Anelli di Saturno, batte costantemente tutte le lune – interne – del Gigante Anellato) una temporanea aggregazione di detriti erranti i quali, forse, sono il prodotto della disintegrazione di un mini-asteroide o di una cometa che non ha felicemente superato il Limite di Roche stabilito per Saturno e si è quindi frantumato/a.

§§§

Spero che questa piccola serie di annotazioni interessi i Lettori e faccia pensare a come, alcune volte, i nostri Amici Scienziati (quelli famosi e “certificati”, come gli Scienziati NASA), sebbene sempre “rigidi e dogmatici” quando si parla di Vita nel Cosmo, di Alieni, di UFO, di Velocità Limite nelle crociere interplanetarie/interstellari e di tutto ciò che “non è squisitamente matematico”, talvolta – chissà come mai… – sostengono (quasi con un’allegra leggerezza) delle teorie che, come questa, onestamente (e nonostante la loro “matematicità intrinseca”), appaiono, Logica e Dati alla mano, davvero molto discutibili.

E questa considerazione mi spinge a pormi una domanda: ma che differenza ci sarà mai fra noi, Liberi Ricercatori, e loro, Scienziati ?

Beh, mezzi e competenze a parte (sulle quali non si discute), ne evidenzio una: se una teoria come quella degli Anelli di Rhea l’avessi tirata fuori io, o qualche mio Collega Ricercatore “free“, ci saremmo beccati al volo – molto probabilmente – degli asini ed incompetenti.

Ma se una storia come questa la esprime chi lavora alla NASA, allora, per quanto IMPROBABILE…diventa una Teoria tutto sommato (e per ora) accettabile e (forse) epocale.

O mi sbaglio?

Una precisazione ulteriore (poiché non vorrei essere letto come inutilmente “polemico” o “arrogante”): le considerazioni che ho svolto sono il portato della mera applicazione di due principii di Fisica dei Corpi Celesti e di un principio generalissimo di Logica Astronomica (e non solo) in virtù del quale, “date determinate premesse – in un sistema di riferimento che, nella sua dinamicità (considerate le Forze coinvolte), resta comunque (relativamente) statico (visto che le Leggi che governano tali Forze, si dice, sono le stesse in tutto l’Universo) – devono necessariamente seguire determinate conseguenze“.

Inoltre, una volta riletto (per l’ennesima volta…) l’abstract che ha portato gli Amici di Pasadena a formulare questa affascinante – ma, ripeto, IMPROBABILE – mi sono ulteriormente convinto che essa poggia su basi assai discutibili, viste le attuali conoscenze che abbiamo (o riteniamo di avere) in tema di Fisica e Meccanica dei Corpi Celesti.

Ed allora il mio punto successivo è questo: perchè ci si affanna tanto a dire che

1) le Leggi di questo Universo sono le stesse OVUNQUE al suo interno, eccezion fatta per i Buchi Neri (e questa è già una dichiarazione, in sé, abbastanza discutibile) e che
2) queste Leggi le abbiamo in larga misura afferrate,

quando, come dimostra lo stesso abstract sui presunti Anelli di Rhea, le evidenze che raccogliamo ogni giorno, sia dirette, sia indirette, ci dimostrano che

a) non solo le Leggi di questo Universo potrebbero subire delle (se leggere o pesanti, lo si vedrà in futuro) variazioni in ragione della porzione di Universo considerata ma altresì che
b) la nostra conoscenza di queste Leggi è, a dir poco, approssimativa e scarsa?

Insomma: se le Leggi che abbiamo studiato e ritenuto valide sino ad ora (e che si applicano al nostro caso degli Anelli di Rhea) sono Leggi Esatte ed Assolute, allora Rhea NON PUO’ avere Anelli.
D’altro canto, se Rhea effettivamente possiede degli Anelli STABILI, allora le Leggi che abbiamo studiato e ritenuto valide sino ad ora (e che si applicano al nostro caso), NON SONO Leggi Esatte né Assolute.

L’unica “scappatoia” da questo labirinto logico è data (a mio parere) dalla presenza di elementi peculiari – propri ed unici – del contesto Rhea/Saturno, in virtù dei quali ciò che vale (in termini di Leggi applicabili e relative conseguenze) nei rapporti Terra/Luna, NON VALE (idem c.s.) nei rapporti Saturno/Rhea.

Scusatemi per la lunghezza che ho adottato nell’espressione di questi concetti ma tali tematiche, come sapete, sono non solo affascinanti, ma anche molto delicate e meritano, a mio parere, riflessioni che superano, in determinati casi e contesti, la pura analisi dei dati disponibili ed entrano (a pieno titolo) nel quadro enormemente più vasto della Logica Interna di quelle Leggi che noi riteniamo governino i rapporti fra i Corpi Celesti.

La Logica Interna di quelle Leggi che, secondo i nostri Amici Scienziati, “Sono le stesse ovunque nel Cosmo e che, quindi, dalla Luna all’Infinito, governano l’intero Universo”.

Beh, sarà quel che sarà, ma in ogni caso (ed Anelli di Rhea a parte)  se io fossi uno “Scienziato”, prima di dire una cosa simile credo che ci penserei sopra per qualche secolo…

 

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