True Planets

25 febbraio 2008

Eyes in the Sky: l’Editoriale di Lunar Explorer Italia (di Paolo C. Fienga, Gianluigi Barca & Marco Faccin)

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Cari Amici di Lunar Explorer Italia, sono ormai quattro anni che la nostra (e Vostra) Libera Fondazione di Ricerca e Divulgazione è presente in quel Mare Magnum di “virtualità” che si chiama Internet.
Quattro anni che, come potete immaginare, significano tante cose.
Vediamone qualcuna…

Innanzitutto, significano che “Il Gioco Vale la Candela”, altrimenti ci saremmo “stancati & spenti” già da un po’…

Significano che un Sito nato quasi per gioco e con l’intendimento (abbastanza palese) di creare poco più di una semplice – ancorché vastissima – “Fototeca Spaziale On-Line” (nota: ad oggi Lunexit è l’archivio “spaziale” che, per volume di immagini proposte, è PRIMO in Europa e, al Mondo, secondo solo alla NASA…), nel tempo e con il tempo si è trasformato – grazie al Lavoro dei Soci Fondatori e degli Amici che, un poco alla volta, si sono affiliati – in un “Punto di Ritrovo” per Appassionati e Ricercatori di tutto il Globo.
E questo vuol dire che quella che doveva essere soltanto l’espressione “visibile” e “consultabile” di un’Associazione di “Amici dello Spazio”, è finita con il diventare un vero e proprio Ente di Ricerca e Divulgazione no-profit il quale, di fatto, è soggetto ad aggiornamento quotidiano.

E poi, dulcis in fundo, come già notammo alla fine del primo anno di Vita su Internet, non possiamo non rammentarVi che le nostre pagine vengono consultate praticamente in tutto il Mondo (dalla Groenlandia all’Africa del Sud, e dagli Stati Uniti alla Cina ed al Giappone – senza dimenticare la “Cara e Vecchia Europa Centrale”, il Sud America ed un’ampia fetta del Medio Oriente).

Un grande risultato, come è ovvio. Un risultato che, proprio perché giunto – in fondo – “inatteso”, ci riempie di gioia e di entusiasmo.

Ciò detto e premesso, abbiamo pensato per qualche tempo a come celebrare questo quarto (splendido) anniversario e, alla fine della meditazione – e prendendo anche spunto da quanto già da tempo fatto dal nostro Amico Tom Bosco (NEXUS Magazine) –, la scelta è caduta sulla creazione di un Editoriale.

Un Editoriale a cadenza trimestrale il quale, in una decina di pagine di chiacchiere e confronti, cercherà di affrontare alcune tematiche (speriamo sempre di attualità) care sia a Lunar Explorer Italia, sia a Voi.

Non mancheranno le riflessioni e le divagazioni, la parola dei Lettori, le precisazioni sul Lavoro svolto (che non guastano mai) e, magari, anche qualche “Amichevole Polemica” (ok: chiamiamola “puntualizzazione”, va bene…).
E si, perché a volte – anche se è un fatto che la Natura della nostra Fondazione è antitetica a tutto ciò che costituisce “litigio, screzio e polemica” (appunto) – è altresì vero che il “tacere”, sempre ed a prescindere, può essere interpretato (anzi: E’ interpretato) male.
E’ interpretato come accettazione incondizionata delle posizioni altrui; è interpretato come “accordo tacito”…

Spessissimo è interpretato come “debolezza “ e “mancanza di spirito”.

Beh, Cari Amici, di Lunar Explorer Italia si possono e si potranno dire tante cose…Ma che manchino “spirito” e “forza”, no: non lo si può proprio suggerire od implicare, come avrete modo di vedere.

Ma andiamo con ordine e trattiamo, per sommissimi capi, qualcuno dei temi che hanno tenuto banco, qui da noi (come nel Grande Mondo della Libera Ricerca) in questi ultimi quattro o cinque mesi…

Un Mondo di Colore

Un soggetto che abbiamo trattato (a dire il vero) per molti anni e che è diventato un “clou” delle nostre pagine negli ultimi due, attiene i “Colori dello Spazio”.

Noi sappiamo (come lo sapete anche Voi) che le discussioni sui FAMOSISSIMI “True Colors of Mars” non sono affatto oziose, anche se possono sembrarlo. Non lo sono poiché, per un Ricercatore il quale fonda il 90% delle proprie indagini sull’elemento “visuale” (l’analisi di immagini, quindi), anche i “colori” rappresentano un dato di grandissima importanza.
Un dato da non sopravvalutare, certo (i colori del nostro Mondo – come di qualsiasi Mondo – cambiano con le stagioni e, ovviamente, anche con il semplice trascorrere delle ore del giorno; cambiano con il mutare delle condizioni meteorologiche e cambiano anche a seconda dell’occhio che osserva e così via), ma comunque importante, talora (molto) significativo e che, unito a tanti altri – e mediato dalla conoscenza di alcune (essenziali) informazioni tecniche (dalla Geologia alle Scienze Atmosferiche) – può diventare un tassello decisivo per la comprensione piena e corretta della Natura di un Ambiente.

Per la comprensione piena e corretta delle Caratterizzazioni di un Ambiente.

Per la comprensione piena e corretta, quindi, di un “Ambiente in sé”.

Ebbene, che cosa abbiamo “scoperto”, in qualche anno di Lavoro?
Abbiamo scoperto, innanzi tutto, che, sui Colori dello Spazio in generale e di Marte e della Luna in particolare, si sono dette tante di quelle scempiaggini da riempire davvero un’Enciclopedia e da generare (cosa che è avvenuta puntualmente) un oceano di confusione nel quale chiunque si sarebbe potuto perdere, senza speranza di approdo in un lido sicuro.
Noi non sappiamo – a dire il vero (ed anche se potremmo fare uno sforzo ed arrivare ad immaginarlo) – perché le informazioni “cromatiche” sull’ambiente extra-terrestre sìano state distorte così tanto e così “A Regola d’Arte”, ma un fatto c’è e rimane: la distorsione è avvenuta, è stata (ed è) enorme, e la grandissima maggioranza (non facciamo percentuali solo per “Carità di Patria”…) degli Studiosi e degli Appassionati (e, molto probabilmente, anche degli “Scienziati Positivi”) non è stata in grado di accorgersi del trucco.

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Ora noi non staremo qui, in questa sede, a “svelare” tutti i Misteri dei quali (con ogni probabilità) siamo venuti a capo, poiché sarebbe troppo rischioso, da tantissimi punti di vista. Tuttavia una cosa possiamo dirla a gran voce: lavorando con attenzione, passione, acutezza (logica e visiva), metodo ed i giusti mezzi, non c’è “inganno” che, nel tempo, non possa essere svelato.

Il Lavoro (di altissimo livello tecnico) svolto dal Dr Marco Faccin e, quindi, agendo sulla sua traccia e sulle sue intuizioni, dal Dr Gianluigi Barca, ha “aperto” – letteralmente – gli Occhi della nostra Fondazione ed il risultato che ne sta derivando è tanto incredibile, quanto affascinante e complesso.

Diciamo, per il momento, soltanto questo: il “supertrucco dei colori” non è un’invenzione dell’ultimo ventennio (e cioè, più o meno, dal momento del Landing su Marte del Viking One), anzi.
E’ un’invenzione molto più vecchia, che risale al Programma Apollo ed alla quasi totalità delle fotografie scattate sulla Luna.

Sono cambiate le tecnologie, sono cambiati i softwares e sono cambiate le “teste” di tante persone, ma gli schemi logici adottati dalla Divulgazione NASA “di alto livello” (l’ESA – scusateci – al riguardo, di voce, esperienza e credibilità, ne ha meno di zero) è rimasta la stessa: divulgare solo l’ovvio e l’evidente e divulgarlo con parsimonia.
E se la parsimonia è impossibile (perché bisogna pur fare vedere che i miliardi di Dollari investiti nell’Esplorazione dello Spazio hanno fruttato effettivamente qualcosa…), allora si stravolge l’approccio e si divulga alluvionalmente, disarmonicamente e facendo quanta più confusione è possibile.

Ricordate cosa scrivemmo, quattro anni fa, a proposito della “Ricerca”? Una Ricerca – si disse – “…può fallire per due motivi essenziali: l’assoluta carenza - o l’eccessiva pochezza – di informazioni disponibili oppure, paradossalmente, per l’eccesso di informazioni disponibili. Un eccesso che porta l’Investigatore, alla fine, a non essere più capace di distinguere l’informazione dalla disinformazione ed il dato significativo, dalla moltitudine di dati irrilevanti…”.

E questo è lo Stile Divulgativo NASA: un perfetto bilanciamento fra il dire poco, pochissimo o nulla addirittura (in certi casi), ed il dire tanto, tantissimo, troppo, sino a straparlare (in altri casi).

Poi, questo va detto, oltre alla NASA (e/o dove la NASA non arriva), ci pensano i Liberi Ricercatori a completare il pasticcio.
Come? Semplice: talvolta “sparando al buio” (leggi: dicendo stupidaggini insostanziate ed in sostanziabili, ma che “attraggono & fanno audience”…) e, talvolta, attaccando la NASA ed i suoi Programmi “a prescindere” (e cioè con l’unico – o, comunque, principale – intendimento di fare “contro-propaganda”, contro-informazione e disinformazione oppure – perchè no? – allo scopo di apparire bravi, preparati e, in generale, intelligenti. MOLTO più intelligenti dei loro stessi “Maestri”…).

Se poi a questa situazione di frammentazione e disinformazione aggiungete anche i pensieri e le parole di alcuni (per lo più prezzolati) Ricercatori operanti nel campo di Neo-Scienze che vanno dall’Ufologia all’Eso-Archelogia – o Eso-Archeografia – per arrivare sino all’Anomaly Hunting (con tutte le terribili – e spesso MOLTO VIOLENTE – liti che scaturiscono fra loro, ben coadiuvati dal supporto, entusiastico ma sciagurato, dei loro seguaci e fans), il panorama che ne risulta appare in tutta la sua ovvia e spettacolare realtà: il caos.

A chi credere? Chi dice la Verità (o, almeno, crede/è convinto di dirla)?
Chi agisce per Passione e chi per Lucro? Chi è in Buona Fede e chi non lo è?

Caos.

In questo quadro, come è ovvio, anche la nostra Fondazione (ed i Suoi Rappresentanti) – purtroppo – sebbene mossa dalle migliori intenzioni, ha contribuito, contribuisce e contribuirà a creare confusione; e di questo, sinceramente ci scusiamo.

Ma una precisazione è d’obbligo: noi, come Operatori di Lunar Explorer Italia, lavoriamo “gratis et Amore Dei” e cerchiamo, sin dove è possibile, di dar voce a tutti i Lettori e suono a tutte le campane.
Peccato che altrettanto non si possa dire per coloro che, questo mestiere, lo fanno (solo o prevalentemente) per Sete di Gloria, Ambizione, Gratificazione Personale e – come ovvio… – Fame di Quattrini.

Ma lasciamo stare le “frecciate” e diciamo questo: comunque sia, fra qualche tempo (forse pochi mesi) l’abstract che racconta step-by-step la Storia (VERA) dei Colori dello Spazio (con un particolare riferimento a quelli della Luna e di Marte) verrà pubblicato e Voi, se vorrete – oltre che leggerlo per il piacere di sapere –, potrete anche USARLO – tipo “Guida Pratica” – per “fare quello che abbiamo imparato a fare noi” (e cioè RICOSTRUIRE, partendo da finti frames in bianco e nero, i frames a colori veri dei Mondi che si trovano OLTRE la Terra: su tutti – per ora – la Luna e Marte).

E si, perché la Scienza e la Verità, a nostro avviso, sono e devono essere (o, probabilmente, DIVENTARE – per essere utili) un Patrimonio Comune.

Un Patrimonio che, se “tenuto in un cassetto”, sotto chiave o, comunque, a disposizione di pochi, non servirà mai a niente, se non a creare disinformazione ed ulteriore ignoranza.

E l’ignoranza, si sa, è la vera ed unica madre di tutti i mali.

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Un Mondo che cambia

Non è un caso frequente, ma è successo (anche recentemente) che qualche Amico Lettore ci scriva chiedendoci quale sia la posizione “ufficiale” di Lunar Explorer Italia verso il fenomeno – ormai conosciutissimo – delle cosiddette “Scie Chimiche” (o “Chemtrails”).

Eccellente domanda!

Beh, una “posizione ufficiale” noi, come Lunar Explorer Italia, essendo una Libera (e PRIVATA!) Associazione di Ricerca e Divulgazione non possiamo averla (almeno in senso tecnico).
Diciamo che abbiamo qualche idea, più o meno come tutti coloro che, di quando in quando, alzano gli occhi al cielo.

Abbiamo qualche idea perché non solo leggiamo e ci documentiamo su tutto (perché solo così si acquisisce e si forma la necessaria “base” di Cultura e Conoscenza su cui, poi, si può provare a costruire – su qualsiasi argomento –una teoria, o una semplice ipotesi o magari una semplice convinzione, magari non razionalmente e/o tecnicamente dimostrabile), ma anche perché – appunto – “guardiamo all’insù”.
Guardiamo all’insù per inclinazione, professione, tendenza e, last but not least, perché agiamo in accordo all’insegnamento dell’immortale Carl Sagan.

Qui, a Lunar Explorer Italia, si lavora (fondamentalmente) nel Campo dell’Astronomia e l’Astronomia, come disse Carl Sagan - appunto - è “guardare su” (Astronomy is Looking Up).

Ed è difficile, allorché si “guarda all’insù” per anni ed anni, il non notare alcuni fenomeni ed alcuni cambiamenti.

Ci chiedete una “posizione” sull’Argomento? Ok, per questa volta Vi diremo qual’è la posizione di chi sta scrivendo mentre, nei prossimi editoriali (e se l’interesse dei Lettori permarrà), verranno esplicitate – in e con pari dignità – le posizioni degli altri Soci e Partners di Lunar Explorer Italia, nonché – se ci scriverete – le Vostre ipotesi e posizioni.

Ora il punto: la posizione del Presidente di Lunar Explorer Italia sulle Scie Chimiche (insomma: la mia posizione) è che, dopo un iniziale periodo di scetticismo aprioristico (culminato con l’articolo “Scie Cliniche”, tutt’ora presente nella Collezione di TruePlanets e per il quale – proprio perché “aprioristico” e quindi “pre-orientato” – mi scuso verso tutti) la mia idea si è modificata e, se posso dirlo, si è anche completata e raffinata.

Come?
Semplice. Nell’unico modo in cui è possibile modificare, completare e/o raffinare le proprie idee e conoscenze: attraverso l’analisi dei dati e l’effettuazione – semplice ma, spesso, molto efficace – di osservazioni, rilievi, e scambi di informazioni contestuali.

Vengo al punto: io abito a Legnano, in provincia di Milano e, soprattutto, a poche decine di Km dall’aeroporto di Malpensa.
Questo vuol dire che il “traffico aereo”, per me (e per quelli che abitano nella zona) appartiene alla quotidianità.
E questo vuol anche dire, dato che io (quotidianamente) “guardo all’insù”, che di fenomeni strani, curiosi, intriganti o, semplicemente, ripetitivi – negli  anni – ne ho visti davvero tanti.

Tantissimi: per tutti i “gusti” e per tutte le “fedi”.

Magari (anzi: certamente), in futuro – così finalmente (ed ufficialmente…) rispondendo ad alcuni Amici Lettori che ci/mi domandavano “Perché Voi Astronomi non vedete mai gli UFO?” – parlerò anche di questo (per giunta falsissimo) “luogo comune”, il quale è caro solo agli Astronomi “miopi” od “ottusi” o “da scrivania” (e ce ne sono migliaia…), ma per questa volta mi focalizzerò solo sulle Scie Chimiche.

Ebbene, io credo che questo “fenomeno” (non so come altrimenti definirlo), non sia affatto il frutto di “menti complottiste e bacate” e di “personaggi in cerca di fama”.
Certo, qualcuno che specula su questa fenomenologia ci sarà pure (“sfruttare” è un verbo che esiste da quando esiste l’uomo…), ma da qui a ritenere che tutti coloro i quali parlano di questo Fenomeno sìano dei mitomani, dei malati, delle persone in malafede o, semplicemente, dei poveri visionari…ce ne passa.

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Io credo, parlando da persona ragionevolmente attenta alle vicende del Mondo, che questo fenomeno sia reale.
Sia un fatto.
Esiste ed è vero: opera sulle nostre teste, in piena luce e con un’evidenza che rasenta – ormai – la sfacciataggine.

E’ del tutto ovvio che io non ho competenza per valutarne le cause né per comprenderne le implicazioni su Larga Scala, però ho fatto (con l’aiuto di alcuni Amici di Gallarate, Ferno, Malpensa stessa, Varese e Domodossola) una raccolta dati che copre (ad oggi) poco più di 25 mesi di osservazioni.
Ed i risultati emersi (diciamo i risultati più significativi e ripetitivi) sono questi:

1) aerei che si muovono ad altitudini uguali (o molto simili) e su rotte parallele, molto spesso non si comportano allo stesso modo (il che vuol dire che, magari, un aereo produce – abbondanti – “scie” e l’altro, che lo anticipa o che lo segue, no);
2) aerei con caratteristiche uguali (o molto simili) i quali si muovono, a distanza di tempo minima (diciamo separati di 8 o 10 minuti al massimo l’uno dall’altro), sulla medesima rotta e nelle medesime condizioni meteo (apparenti), non si comportano allo stesso modo (idem c.s.: qualcuno rilascia delle “scie” – singole o multiple – e qualche altro no);
3) le “scie” persistenti vengono rilasciate nelle ore che vanno dalla tarda mattinata alla sera, con punte nel primo pomeriggio; raramente (MOLTO raramente!) di notte;
4) le “scie” vengono rilasciate a quote medio/alte ma, di regola, a quote inferiori ai 3500/4000 metri;
5) a seguito di rilascio delle “scie”, la pressione barometrica al suolo tende, più o meno rapidamente (ma comunque nell’arco di un tempo massimo non superiore alle tre ore) ad alzarsi;
6) a seguito del rilascio di “scie”, i venti dominanti tendono ad affievolirsi, sino a scomparire del tutto;
7) a seguito del rilascio di “scie” abbondanti POSSONO verificarsi “cadute di ragnatele”, ma solo a condizione che l’aria sia particolarmente secca ed asciutta ed i venti a bassa quota assenti o quasi;
8) l’incremento nel rilascio di “scie” produce un paritetico (e vertiginoso, nonché quasi immediato) decremento nel quantum delle precipitazioni (le quali, nell’area di riferimento, stanno subendo – da tempo – un CROLLO VERTICALE, letteralmente, il quale ci sembra prodromico di una nuova ondata di siccità).

Potrei andare avanti, ma non lo faccio perché, in primo luogo, questi dati sono già in sé e per sé sufficienti a capire che non stiamo assistendo ad una fenomenologia isolata e sporadica, bensì ad una fenomenologia complessa e persistente e, in secondo luogo, poiché – a mio avviso – se si vuole (provare, se non altro) a “comprendere un fenomeno” (e cioè questo fenomeno), occorre SMETTERLA di CREDERE o di NON CREDERE “A PRIORI”, MA OCCORRE RACCOGLIERE DATI, VALUTARLI E QUINDI SPERIMENTARE DI PERSONA.
Solo così, alla fine, ed in qualsiasi Campo, si potrà arrivare ad avere un’Opinione Informata.

Io non so se questo Fenomeno delle “Scie Chimiche” sia il prodotto di un’azione di “Pirateria Mondiale”, finalizzata a “fare del male” alla Popolazione, così come non so se sia vero il contrario – e che quindi la (direi ovvia) segretezza che caratterizza tutto il fenomeno abbia lo scopo primario (od esclusivo) di “proteggere l’Umanità” dall’insorgere, ad esempio, di ovvie derive emozionali le quali sarebbero, con ogni probabilità, seguite da  fenomeni di isteria collettiva.

Non lo so.

Nessun Ricercatore che stia studiando il Fenomeno lo sa, in questo momento.

Però l’Onestà Intellettuale che DEVE SEMPRE caratterizzare l’operato di un VERO Ricercatore, ci/mi DICE che il Fenomeno è un Fenomeno REALE.
Un Fenomeno dagli scopi non noti e dalle modalità esecutive palesi, ma comunque un Fenomeno ASSOLUTAMENTE REALE, da studiare, monitorare, seguire con attenzione e cercare di capire.

Se mi è consentita una “dritta”, io direi – agli Amici che sono “sensibili” e dotati di “Buona Volontà” – di iniziare un monitoraggio sul volume di precipitazioni che caratterizzano le aree/regioni ad “ampia copertura” di Scie.
Controllate anche le fluttuazioni della pressione barometrica e, nel tempo, i Massimi ed i minimi delle temperature, con particolare riguardo al periodo andante dalla metà di Aprile alla fine di Luglio.

Tutto qui. Dire di più, al momento, sarebbe inutile e fuorviante. E comunque, se posso fare un invito, suggerirei a TUTTI di guardarsi il minifilmato realizzato dal bravissimo Dr Barca e che potete trovare su YouTube, a questo indirizzo: http://it.youtube.com/watch?v=6w6O9ZHbKSs (Chemtrails: Scie Chimiche a Genova).

Un Mondo di Furbi

Come detto in precedenza, Voi ormai sapete quanto le polemiche risultino invise alla nostra Fondazione ed a coloro che la rendono viva, tuttavia…
Tuttavia, un mini-intervento, in questo caso, ci voleva e si imponeva.
Siamo consapevoli del fatto che qualcuno avrà da ridire ma – come si dice? – “That’s Life”.
And Life is Tough”: Questa è la Vita e la Vita è dura.

Per tutti.

Allora: il 99% del materiale pubblicato sulle nostre pagine è materiale individuato, studiato ed elaborato direttamente da noi.
O meglio: direttamente da chi opera per Lunexit e cioè: Voi (tutti i Soci e gli Appassionati che ci mandano immagini ed elaborati); i Ricercatori di STAFF, il Presidente di Lunexit, Sez. Piemonte e Liguria (Dr Gianluigi Barca); i nostri Amici e Collaboratori Senior (su tutti: Marco Faccin e Lorenzo Leone), i bravissimi Tecnici dell’immagine (Lorenzo Foschin e Manuel L.) ed il Presidente di Lunexit (Paolo C. Fienga).

Esiste, però, un 1% (va bene: diciamo anche un 2%…) di materiale che recuperiamo da altri Siti e che, di regola, riportiamo “così com’è” oppure che rielaboriamo in parte.
In ogni caso, e Voi lo sapete (basta leggere le nostre pagine per capirlo, comunque), quando le nostre “ispirazioni” sono derivate dal Lavoro di altri Ricercatori (da Keith Laney a Richard Hoagland e da Mike Bara & Steve Troy al Dr J. Skipper), noi (a prescindere dal fatto che siamo o non siamo d’accordo con loro) abbiamo SEMPRE RICONOSCIUTO, RICONOSCIAMO e CITIAMO LA FONTE DEL MATERIALE (e/o dell’IDEA).

E questa non è solo una materia di Cortesia Professionale, sia ben chiaro: questa si chiama ONESTA’!

Ora, per favore, recateVi a questo indirizzo (http://www.marsanomalyresearch.com/evidence-reports/2008/135/mars-rover-misc.htm) e leggete bene.

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Forse non tutti Voi (specie gli Amici più “freschi”…) ricorderete, ma la Verità è che le tematiche trattate dal Dr J. Skipper sul Suo Sito (il giorno 22 Febbraio 2008) ed al link di cui sopra sono (a nostro parere) l’evidenza di una OVVIA COPIATURA di nostre “intuizioni” e, perché no?, di nostre potenziali scoperte occorse MESI e MESI PRIMA.

Avevamo contattato il Dr J. Skipper, tempo fa (oltre due anni fa – forse quasi tre…) e gli avevamo GENTILMENTE chiesto l’autorizzazione a riportare parte del Suo Materiale sul Sito Lunexit, per valutazione e commenti e comunque RICONOSCENDOGLI la paternità di ogni e qualsiasi scoperta la quale fosse stata menzionata sulle nostre pagine o da noi derivata sulla base delle Sue “intuizioni”.

E che cosa accadde?
Accadde che il buon Dr J. Skipper ci disse “No”.
No perché non legge (ergo “non capisce”) la nostra Lingua e perché “teme i plagi”.

Ok. No problem.
Quel minimo di materiale prelevato dal Suo Sito (ad eccezione di pochi frames che lui conosce bene) venne cancellato e, nonostante la (indubbia) scortesia dimostrata, il Dr J. Skipper venne mantenuto nel novero dei Ricercatori che, a nostro parere, “sono intelligenti, valgono e vanno letti”.
Il nostro link al Suo Sito (NON contraccambiato, se proprio vogliamo essere onesti sino in fondo…) è una prova della nostra “dichiarazione di principio”.

Quindi il silenzio: noi leggiamo Skipper e Skipper legge noi: tutto Ok.

Tutto Ok.
Apparentemente. Qualche volta lui scrive cose che poi noi acquisiamo o riprendiamo in seguito e qualche volta è successo il contrario.
Diciamo che ci siamo “sfiorati/appena toccati”, in tema di argomenti trattati, in più di una occasione.

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Poi però, improvvisamente, due giorni fa, scopriamo che il bravo Dr J. Skipper ha preso e (riteniamo) COPIATO almeno TRE importanti intuizioni Made in Italy (e Made by Lunexit) e le ha quindi usate per farsi il Suo Report n. 135, del 22 Febbraio 2008.

Voi, cari Amici Lettori, leggete l’Inglese?
Se “si”, allora andate all’indirizzo che Vi abbiamo segnalato qui di sopra e leggete.
Se “no”, allora prendeteci in parola: il Dr J. Skipper ha fatto con Lunar Explorer Italia (in maniera – riteniamo – eclatante) quello che lui ci disse che temeva potesse essere fatto in danno della Sua “Mars Anomaly Research”.

E cioè? E cioè ha (evidentemente) letto (o “sfogliato”, senza leggere…) le nostre pagine, ha preso qualche spunto (e ripreso anche le elaborazioni grafiche – che ha trasformato in color giallo ambra, svuotandole di profondità ed appeal, ma per il resto le ha lasciate così come erano…) e quindi si è costruito le Sue teorie.

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Ci siamo sentiti con lui, grazie alla Buona Volontà e Diplomazia del Dr Marco Faccin e l’ineffabile Dr Skipper ha detto – testualmente – che “…non sapeva nulla delle nostre trattazioni…” (già: non “legge” nè “capisce” la Lingua Italiana…) e che la triplice analogia di immagini e temi da lui trattate con le immagini ed i temi trattati da noi costituisce una mera “coincidenza”.
Un bene, insomma ed in aggiunta, perché vuol dire che occhi diversi e teste diverse (oltre che lontane) si sono “allineate” nel notare le medesime fenomenologie.

Coincidenza.

Va bene.
A noi va bene tutto: siamo una Fondazione “no-profit”, e facciamo i Divulgatori.

Tutto quello che “scopriamo”, lo “mettiamo in bella vista”: e ci mancherebbe pure (altrimenti che Divulgatori saremmo?)!

Siamo onesti e cristallini (e scusate l’autoelogio).

Ma non siamo stupidi.

Prenderci per incompetenti o visionari (come è già accaduto), ci può anche stare; ma essere presi per fessi e per boccaloni, no.
Questo no.

Questo non lo permettiamo a NESSUNO.

Una “triplice coincidenza” di immagini considerate e di temi trattati?
Ma, anche volendo, a questa spiegazione come facciamo a crederci?

Già quando si verifica UNA SINGOLA “affinità di immagine e di conseguente tema trattato” si è poco propensi a considerare la “casualità” (e, lasciatecelo dire, tutti i Ricercatori e Divulgatori Professionisti sanno che la “coincidenza” è una autentica Anomalìa Scientifica, ovunque ed in qualsiasi campo essa si verifichi).

Ma addirittura TRE-COINCIDENZE-SU-TRE-IMMAGINI (TUTTE parte della stessa “indagine”)…E che diamine: nemmeno Pippo crederebbe a questa storia!

Conclusione: secondo noi questo è stato un caso, eclatante e piuttosto sgradevole, di plagio.

Legalmente, non possiamo fare nulla (né, potendo, faremmo nulla: pensate ai tempi ed ai costi di un’eventuale azione giudiziaria…), ma – de facto – una cosetta la possiamo fare ed è questa: possiamo chiamare il bravo Dr J. Skipper con i Suoi nomi veri.

Nomi che fanno rima con ipocrita e bugiardo.

Perché, come detto, il nostro Lavoro è Patrimonio di tutti: è vero ed è giusto che sia così.
Ma se qualcuno lo prende e lo usa “pro domo sua”, deve essere almeno abbastanza coraggioso ed educato da dire “GRAZIE” a chi gli ha servito la “minestra pronta”.

Noi lo abbiamo sempre fatto: SEMPRE e con TUTTI!

E J. Skipper? No, J. Skipper no.
Lui – come il suo stesso nome suggerisce – è un “velista”.
E le barche a vela, si sa, quando il vento è favorevole (ed è un “Vento Latino”, come quello che soffia sull’Italia), vanno veloci…

In questo (spiacevolissimo) evento, comunque, un qualcosa di positivo c’è.
C’è, ad esempio, una risposta valida a chi, da tempo ed anche di recente, ci contestava la scelta di fare di Lunar Explorer Italia un Sito a “registrazione obbligatoria”.

Capite adesso?
Lo vedete che succede a “lavorare tanto” ed a “lavorare bene”?!?

Succede che, qualche volta, le idee e le intuizioni vengono scippate.
Vengono rubacchiate.
Vengono scopiazzate.

Ed il tutto, senza nemmeno dire “Grazie!”.

Non meravigliatevi, quindi, se in un futuro (prossimo?) Lunar Explorer Italia o non esisterà più “on-line” oppure, se continuerà ad esserci, non sarà più solo un Sito per “Soci Registrati”, ma anche – e questa volta definitivamente – un Sito “A Pagamento”.

Non mandateci letteracce se Vi chiederemo “UN Euro” per abilitarVi alla visione del nostro Lavoro per, magari, un annetto. Un Euro, per Voi, è nulla. Ma per noi – che abbiamo MIGLIAIA DI LETTORI, potrebbe significare (finalmente!) la fine di un dispendioso – ed ingiusto – autofinanziamento e l’inizio, se non altro, di un periodo di pace, da dedicarsi solo alla Ricerca.

Un pizzico di ironia, adesso…Come disse Gaio Valerio Marziale, in un suo immortale epigramma “C’è qualcuno che va in giro a recitare i miei versi, dicendo che sono suoi. Ed infatti lo sono: lui ha pagato il libretto che li contiene e quindi, dato che li ha pagati, essi sono effettivamente suoi”.

E’ vero, caro Gaio Valerio, ma la Verità è che a noi è andata MOLTO PEGGIO! Peggio perché, purtroppo, noi – in questo caso (il più eclatante, ma certo NON il solo!) non ci abbiamo guadagnato neppure un sesterzio.

Va bene, comunque: per questa volta passi, ma una prossima volta, se l’evento si ripetesse, per lui o per qualsiasi altro “furbetto”, sarà anche l’ultima.
Di “minestre pronte” non ne serviremo più.

Non “Gratis et Amore Dei”, comunque…

§§§

Che altro aggiungere, a questa nostra chiacchierata?

Basta così.

Grazie per la Vostra attenzione, scusateci per “l’uscita dai binari della quieta (e silente…) tolleranza” e, sperando di averVi comunque interessato, possiamo dire solo un’ultima cosa: Arrivederci alla Proxima!

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