True Planets

20 luglio 2007

Apollo 13: cenni sulla Cultura, la sotto-Cultura e la contro-Cultura del “Sospetto” – di Matteo Fagone per Lunar Explorer Italia (postfazione di Paolo C. Fienga)

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Cari Amici, per una volta si cambia: questo articolo, infatti, non avrà Marte come argomento primario e di spicco.
No.
Resteremo – diciamo così… – nei pressi di Casa Nostra e ci soffermeremo sul Programma Spaziale Apollo (anche se, magari, a fine articolo, due “paroline marziane” le spenderemo anche volentieri…).

Tempo fa scrissi un soggetto (leggermente ironico) che si intitolava “Come mettere in dubbio le missioni Apollo ed essere felici; si trattava di un articolo di analisi e di critica (costruttiva) su un certo malcostume culturale (proprio di questi anni e di questo Paese) nel quale prendevo decisamente posizione contro i detrattori del Programma Apollo.
Il Programma Spaziale che portò l’Uomo sulla Luna, tra il 1969 ed il 1972.

Forse il messaggio che volevo “far passare” non ha sortito gli effetti sperati e quindi…ci riprovo!…

Ciò che mi lascia ancora oggi un po’ (anzi: molto, a dire il vero) stupito, è il protrarsi delle ormai incontabili teorie/certezze che hanno quale sostanza dominante l’infondata menzogna (a mio parere, ovviamente) secondo cui l’Uomo sulla Luna non c’è mai arrivato e che il Programma Apollo fu – in pratica – una colossale messinscena concepita a livello politico e tecnicamente realizzata negli Studi Cinematografici di Hollywood & Dintorni!
Qualcuno, parlando di questa bizzarra speculazione, parla – riferendosi ad essa ed ai suoi sostenitori – come di “Ipotesi Complottista” o “Cospirazionista”.
E perchè no? Potrebbe essere effettivamente così…Forse.
O forse no.
Comunque sia, ecco, io vorrei invece rivedere l’intera questione da un’altra prospettiva.
Teoricamente parlando, infatti, un complotto di questo tipo dovrebbe soddisfare ALMENO un semplice trittico fatto di Logica, Economia e Proporzionalità: se il Programma Apollo fu solo una messinscena, infatti, esso doveva LOGICAMENTE servire a (diciamo coprire?) qualcosa, NON doveva COSTARE troppo ed il suo risultato doveva essere PROPORZIONALE (in termini economici, politici, sociali etc.) a quanto investito (nei medesimi termini).
Giusto?!?

Tuttavia, solo per restare nell’ambito economico della questione, possiamo dire con voce serena che la documentazione ufficiale prodotta a consuntivo delle Missioni Lunari dimostra che la Race to the Moon avuto dei costi esorbitanti.
Folli, addirittura. Costi “fuori logica e fuori budget” – eccessivi, insomma – se si deve pensare ad una mera “bufala”.
Facendo pochi e semplici conti, infatti, ci troveremmo davanti ad una situazione sostanzialmente paradossale: la situazione di colui/coloro che devono imbastire, realizzare e gestire una ultracomplicata e dispendiosissima commedia il cui unico scopo era quello di occultare qualcosa il cui costo intrinseco era (relativamente) basso.
L’idea del complotto la si potrebbe anche capire e sposare qualora gli Americani avessero inscenato le Missioni Lunari per nascondere qualcos’altro – diremmo di ben più costoso e/o clamoroso…
Ma che cosa?!?
Riguardo a questa ipotesi, quindi, più che di “Ipotesi Complottistica” io parlerei di posizione demenziale oltre che di diffamazione bella e buona. Gli elementi di supporto esplicativo a questa e per questa situazione/posizione potrebbero essere questi due:

• Uno soggettivo, che è dato dall’ignoranza di coloro che parlano delle Missioni Apollo come di “Falso Storico”: costoro, infatti, avendo come base culturale primaria “Internet” e tutte le sue innumerevoli (ormai) aberrazioni, non conoscendo, in parte o del tutto, la Storia e mancando di elementari nozioni scientifiche, possono incappare (anzi: incappano) in discorsi troppo complessi per loro. Discorsi che, laddove affrontati male, si trasformano in chiacchiere insensate e/o addirittura ridicole;
• Uno oggettivo, che è la deliberata manipolazione, alterazione e distorsione dei fatti operata da soggetti interessati (di regola per questioni ideologiche e/o di business) la quale diviene la terra (fertilissima) su cui fiorisce quella che si può chiamare “Scienza da Bar” e che sfocia – anche in questo caso – in una eruzione di chiacchiere dannose, futili e, alla fine, diseducative.

Tutto chiaro? Tutto semplice?
Purtroppo no. Non meno demenziali di molte tesi “complottiste” sono, infatti e purtroppo, altrettante tesi proposte dagli “anti-complottisti”. Perchè? Perchè in esse si è potuta riscontrare la medesima – tristissima – ignoranza di base, nonché la stessa – ottusa ed aggressiva – faziosità ideologica propria dei primi.
Morale: quanto più si va agli estremi nel prendere posizione, tanto più si rischia di perdere l’equilibrio ed il buon senso, finendo con il dare uno spettacolo degno del miglior ciarpame trasmesso dalle maggiori TV nazionali.
Ma non solo. Se la demenzialità spudorata e la diffamazione sono le armi dei Complottisti, è pur vero che gli Anti-Complottisti, per come agiscono, per quello che dicono e per COME lo dicono verrebbero a caratterizzarsi – guarda caso – per il fatto di essere anche loro:

• Ignoranti (ed arroganti), poiché non conoscendo (o misinterpretando, capziosamente), in parte o del tutto, la Storia e difettando, nella grande maggioranza dei casi, di elementari nozioni scientifiche (oltre che di educazione e buon senso) finiscono con l’incappare in discorsi fuorvianti;
• Vittime (consapevoli o inconsapevoli?!?) della deliberata manipolazione, alterazione e distorsione dei fatti operata da soggetti interessati (sempre per questioni ideologiche e/o di business) la quale diviene la terra (ancora una volta fertilissima) su cui fiorisce quella che si può chiamare “Contro-Scienza & Contro-Politica da Bar”; Contro-Scienza & Contro-Politica che sfociano – anche in questo caso – in una valanga di chiacchiere e di stupidate.

E allora, tutto ciò premesso, come tenere a freno l’esuberanza (massì, chiamiamola così…) che è propria sia dei complottisti che degli anti-complottisti? Personalmente credo che le guerre ideologiche siano comunque delle guerre perse in partenza; per i terzi osservatori, poi, la Presa di Posizione è inutile, poichè non c’è bisogno di combattere nessuno dei contendenti: essi finiranno inevitabilmente con l’annientarsi (filosoficamente e, forse, anche fisicamente) fra loro…
Piuttosto, credo che la presenza di questi chiacchieroni sia utile a fare pubblicità proprio agli Enti, ai Siti ed alle Persone che costituiscono oggetto del loro odio-amore: più costoro ne parlano, infatti, e più accrescono l’interesse e la curiosità dei Terzi verso queste Materie e verso i loro Cultori.

Per quanto riguarda chi Vi scrive, devo dire che a me, in sostanza, i complottisti e gli anti-complottisti non provocano fastidio né irritazione. Sono lieto che esistano e che si dilettino nel diffondere “saggezza”, “amore per la verità”, “conoscenza” e via dicendo…
Devo essere sincero: fra i due Schieramenti, in vero preferisco gli anti-complottisti – perchè (talvolta) li trovo più istruiti ed obbiettivi rispetto ai cospirazionisti (i quali molto spesso si arrampicano sugli specchi per sostenere le loro tesi). Però, quanto più essi cercano di essere divergenti gli uni dagli altri, tanto più finiscono con l’assomigliarsi (specie se si osserva l’attenzione maniacale con cui costoro, nel definire la loro Ideologia, scartano i bugs grandi come moscerini e, ovviamente, si dimenticano di rimuovere quelli grossi come elefanti…).

Ma che cosa c’entra l’Apollo 13 con questa problematica “culturale” (e, come da titolo, anche “sotto-culturale” e “contro-culturale”)?

C’entra.
Ed ora, per provarlo, spenderò qualche parola sulla missione più sfortunata degli Apollo Days e che ho scelto quale Simbolo per la difesa della Autenticità del Programma Spaziale Americano. Vediamo la faccenda in modo semplice ed immediato…
La missione Apollo 13 ebbe inizio l’11 aprile 1970. Soffermiamoci su questa bellissima fotografia originale NASA facente parte degli archivi di Lunar Explorer Italia

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Vi siete mai chiesti quanto sarebbe costato realizzare un simile scenario, con tanto di razzo che decolla – per non parlare del rischio incendi di un modellino così complicato da gestire? Tutto questo per nascondere…cosa?
Al lancio del vettore Saturno V c’erano un’infinità di presenti: le famiglie degli Astronauti, gente comune, giornalisti, personale militare e personale specializzato in caso di disastro. Credete forse che alla NASA conveniva spendere tanto denaro per pagare tutti i presenti affinché recitassero la parte degli attori improvvisati in un film stile Capricorn One? E allora i giornalisti con le loro cineprese accese che cosa stavano filmando?
Ed a proposito di film e di “fictions”, avete mai visto il film “Apollo 13″ (quello con Tom Hanks, Gary Sinise, Kevin Bacon e la bellissima Kathleen Quinlan)? No? Beh, se questa è la Vostra risposta, allora guardatelo: spendere qualche euro per un film come questo è denaro speso bene! Non è un romanzo di fantascienza, bensì il genuino reportage “day-by-day” della missione Apollo 13. E c’è davvero molto da imparare guardandolo… Secondo il mio punto di vista questo film è la più bella risposta che si poteva offrire agli amanti dei complotti.
Ecco i tre membri dell’equipaggio Apollo 13: Fred Haise, Jack Swigert e Jim Lowell (il Veterano, dato che Lowell prese parte anche alle missioni Gemini 7 e Gemini 12).

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Quanto avrebbero ricevuto costoro per inscenare una missione mai effettuata? Nel film, per chi lo ha visto, sono stati raccontati con sufficiente dovizia di particolari tutti i momenti belli, emozionanti e persino più commoventi vissuti anche dalle famiglie degli Astronauti. Per esempio la madre di Jim Lowell era ricoverata in un istituto dopo aver avuto un ictus. Roba inventata? E poi sono ben narrati gli eventi critici del volo Terra-Luna, sopratutto dal momento in cui si verificò il famoso problema ai serbatoi dell’ossigeno…
Perchè ed a quali scopi la NASA si sarebbe inventata un “fallimento di grande successo”? Per nascondere cosa? O per distogliere l’attenzione da che cosa?
Come avrebbe detto il grande Totò: “Ma mi faccia il piacere!
Riprendiamo: si era già sottolineato che al momento del lancio (rectius: di TUTTI i lanci!) erano presenti molte persone (e televisioni, collegati in Mondovisione!), esattamente come all’atto del recupero della/e capsula/e post ammaraggio. Ma guardate Voi stessi: questo frame è originale…

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E allora: chi avrebbe convinto tutte queste persone a partecipare ad una sceneggiatura tanto reale quanto squallida? Si provi a fare un ragionamento basato sul sempre attuale Rasoio di Okkam: ebbene, in virtù della logica sottesa a tale “rasoio”, sarebbe molto più semplice – ergo più corretto/esatto – dedurre che potrebbe essere stato tutto vero.
Chi inventò l’otite di Alan Shepard (originariamente Membro scelto per la Missione Apollo 13 e poi dirottato – per sua fortuna! – sull’Apollo 14)? Non solo: Jack Swigert era, addirittura, la riserva della riserva. Il medico della Missione pensò che uno dei membri dell’equipaggio di Lowell (Mattingly, per l’esattezza) avesse contratto il morbillo. Swigert fu allertato due giorni prima del lancio!).
E chi si inventò l’accesa discussione tra Lowell ed i Responsabili della Missione? Diverbi (anche alquanto “pregnanti”…) inventati per quale motivo? Non occorre fare un eccessivo sforzo per capre quanto una missione come Apollo 13 fosse complessa: una Missione risoltasi in un’infinità di situazioni curiose ed inattese, di imprevisti, di calcoli meticolosi, di tanto estenuante lavoro svolto da tante Persone operando con ansia, tensione, una buona dose di orgoglio, un pizzico di buona sorte e tanto entusiasmo…
Lo stesso Lowell, alla fine, disse che TUTTI, dagli Astronauti ai ragazzi che pulivano i pavimenti della Sala di Controllo, facevano parte di quel Progetto.

E non tralasciamo l’indotto industriale che costruì materialmente il Saturno V, l’industria che realizzò il Lunar Module (la Grumman Inc., ad esempio, un Colosso dell’Ingegneria Metal-Meccanica, letteralmente). Erano tutte industrie fantasma?
Oppure la NASA pagò tutto e tutti per simulare delle finte missioni? Beh… scusate ma… sarebbe costato meno (MOLTO MENO!) andare sulla Luna!
E procediamo con l’Odissea del “Lucky Thirteen“… Ad un certo punto della Trans-Lunar Coast, Jack Swigert ricevette l’ordine di rimescolare i serbatoi dell’ ossigeno e poco dopo si verificò l’esplosione a bordo del CSM Odyssey.
Ma quando e come alla NASA avrebbero avuto il tempo e la fantasia per pensare ad un simile racconto, così ben romanzato e carico di pathos? Chissà che l’immagine qui sotto sia solo uno scatto che riprende un bel modellino in versione “sporca” (i collezionisti di fantascienza sanno…).

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Soffermiamoci ancora su questo: Apollo 13 era già la terza missione diretta verso la Luna. Stando alle stesse parole dell’Addetto Stampa della NASA pare che i media (nella fattispecie i telegiornali) cominciassero a snobbare il Programma Spaziale perchè troppo “normale” e meno interessante di una gita a Pittsburgh! Sarebbe stato decisamente improduttivo per chiunque seguire un evento fantasma, privo di qualsiasi drammaticità se non nella mente di chi avrebbe inventato tutto, non vi pare? Per ridestare l’interesse dei giornalisti occorse proprio l’incidente a bordo dell’Odyssey. Ora la situazione era più intrigante ed i giornalisti avrebbero trovato carne da mettere al fuoco…
Un argomento “pro-falsità” della Missione? No: fu infatti l’allora Presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, il quale volle una stima sulle probabilità di salvataggio dei tre astronauti. Dunque anche Nixon prese parte ad una colossale farsa?     
Ma c’è ancora tanto altro da vedere e valutare…Ci sono stati, infatti, tantissimi momenti drammatici nella missione Apollo 13, tra i quali ci piace rammentare quello dell’eccesso quantitativo di CO2 nell’aria respirata dagli Astronauti ed il consumo di corrente elettrica sul LEM (la loro “scialuppa di salvataggio” per il ritorno a casa).
Per ritornare sulla Terra sani e salvi, infatti, gli Astronauti dovevano ridurre drasticamente il consumo di corrente elettrica altrimenti sarebbero rimasti senza energia in poco tempo. Ma come fare “a risparmiare sulla Bolletta”? Gli Astronauti, infatti, dovevano mantenere il LEM attivo durante tutto il viaggio di ritorno e non solo: dovevano pure mettere sotto carica il CSM per lo svolgimento delle operazioni preliminari al rientro finale in atmosfera… Insomma, bisognava abbassare il consumo di corrente da 60 a 12 Ampères: non di più e non di meno.
Certamente si trattava di una situazione estremamente delicata: agli Astronauti occorrevano adeguate procedure operative (leggi: Istruzioni sul CHE COSA fare e sul COME farlo) nel più breve tempo possibile. E così fu, grazie al prezioso lavoro svolto a terra nei simulatori.
E continuiamo a riflettere: dato che la Missione doveva culminare con la discesa del LEM sulla Luna, la situazione standard (prefigurata a Terra, in sede di Mission Planning) prevedeva due Astronauti sul nostro Satellite ed uno in orbita sul CSM. Risultato: se le cose fossero andate “comme il fallait”, tutti avrebbero avuto aria a sufficienza e senza problemi di letali eccedenze di CO2 (sul LEM, infatti, vi erano ben 5 Air-Filters dimensionati per le esigenze di 2 persone su un giorno e mezzo di permanenza).
Purtroppo però, gli eventi presero una piega diversa dal previsto e quindi Lowell, Swigert ed Haise rimasero TUTTI a bordo dell’Acquarius e con una sola priorità: ritornare a Terra.
Date queste premesse, è naturale che il problema dell’eccesso di CO2 nell’aria del LEM non tardò a manifestarsi…
Ma la vera domanda è (fu): come risolverlo? La “rogna” più grossa consisteva nel fatto che le cartucce/filtro del LEM erano a pianta circolare mentre quelle del CSM erano a pianta quadrata! Volendo utilizzare i filtri per il CO2 del CSM Odyssey bisognava quindi inventarsi un sistema per infilare un piolo quadrato in un buco circolare, utilizzando il (poco) materiale disponibile.
Anche in questo caso occorrevano nel più breve tempo possibile le procedure operative per realizzare il tutto sul LEM. E, anche questa volta, tutto venne concepito, elaborato e realizzato alla perfezione.

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Credete ancora che i drammatici eventi dell’Apollo 13 furono parte di un colossale spettacolo teatrale inscenato per nascondere… niente? Beh, scusatemi ma ci vuole proprio un bella faccia di bronzo per sostenere una simile baggianata!
Tutto inventato? La Sala Comando era finta oppure erano le persone presenti ad essere gli attori di una commedia spaziale? Finti i vettori Saturno V? Ma, abbiate pazienza, coloro che assistevano ai lanci, che cosa vedevano alzarsi? Forse un modellino…in scala naturale? E perchè gli Astronauti, una volta sulla superficie lunare, saltellavano per spostarsi (diciamo che si muovevano “innaturalmente”) mentre nelle produzioni di science-fiction (tra cui segnaliamo Spazio 1999 e 2001 Odissea nello Spazio) si vedeva chiaramente che i movimenti degli attori erano “movimenti terrestri” (un semplice camminare, appunto) ma ripresi al rallentatore?
Il Programma Apollo fu reale si sa. Lo so io, come lo sanno tutti: costò miliardi di miliardi di Dollari e qualche vita umana. Fu amato da milioni di persone e meno amato da milioni di altre, ma “accadde”. L’allunaggio del 20 luglio 1969 tenne (in accordo alle stime dell’epoca) circa un miliardo e mezzo di telespettatori incollati alla sedia. Eppure, a distanza di quasi 40 anni, si continuano a blaterare cose meschine e vergognose su quella che si può definire la più grande Impresa che l’Uomo riuscì mai a realizzare…
Ci sono, naturalmente, alcuni dettagli oscuri (diciamo pure curiosi, misteriosi, talora ambigui e molto spesso controversi) di quello che accadde durante il Programma Apollo: sappiamo anche questo.
Il problema fondamentale, però, era ed è rimasto nella complessità legata al tentativo (quasi sempre isolato e disperato), posto in essere da parte dell’Appassionato e/o del Ricercatore Indipendente, di “acquisire certezze”.
Prendiamo come esempio un caso interessante: Armstrong nel momento in cui scendeva la scaletta del LEM. Egli stava per posare il suo piede sul suolo della Luna:”A small step for a Man, a giant leap for Mankind“.
Tutti lo videro scendere.
E allora: c’era una macchina da ripresa all’esterno del LEM? E chi la sistemò là fuori?

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Possibili risposte:
• Neil Armstrong non fu affatto il Primo Uomo a posare il piede sulla Luna perchè qualcun altro uscì “prima” di lui per piazzare la cinepresa;
• Neil Armstrong era l’attore “principe” di un film girato da qualche parte;
• A bordo del LEM (ed anche all’esterno del medesimo) c’erano diverse macchine da ripresa.
Ora, che cosa Vi suggerisce il “Rasoio di Okkam”?!?
Ma l’elenco di “stranezze” è lungo: la bandiera americana che vibra nel “vento” lunare, alcune ombre “impossibili” dei LEM, della bandiera stessa, delle rocce lunari e degli Astronauti…e così via.
Vedete, cari Lettori, per QUASI tutte queste “stranezze” esistono delle spiegazioni tanto semplici, quanto ovvie. Però, se non ci prendiamo almeno il tempo per capire alcune elementari Leggi Fisiche ed Ottiche, saremo facili prede di coloro che, forse in buona o forse in mala fede, giocano con la nostra mediocre conoscenza dei meccanismi che governano l’Universo in cui viviamo.
E non è tutto: vi sarebbero, infatti, parecchie conversazioni intercorse fra gli Astronauti ed il Mission Control che testimonierebbero la presenza (costante?) di “oggetti volanti non identificati” nello spazio fra la Terra e la Luna (presenza non semplicemente limitata ad una sola delle Missioni Spaziali dirette al nostro unico Satellite Naturale).
Inoltre, nell’abbondante documentazione fotografica (ufficiale per intenderci) disponibile esistono svariate immagini che mostrerebbero tracce luminose nel cielo della Luna, riflessi anomali, curiose conformazioni del suolo etc.
Ed è proprio l’insieme formato da tutto ciò che avrebbe dato tanti argomenti ai ciarlatani, siano essi complottisti o anti-complottisti.
Il ruolo di Internet, poi, in questi ultimi 10 anni è stato determinante nel fungere da cassa di risonanza ed amplificatore per i sostenitori di entrambe le fazioni: basta sfogliare il Web per trovare siti, forum e blog laddove le accuse, le contro-accuse, le smentite e le conferme, le gags, le battute sarcastiche, gli insulti e quant’altro si sprecano.
Ed il bello (si fa per dire…), in questo panorama assurdo e demenziale, è che tutti, o quasi, ritengono di aver ragione…Ma chi è che ha realmente ragione? Per rispondere a questa domanda ho scelto questa immagine che segue.
Essa è riferita alla missione Apollo 11. Mentre Neil Armstrong fotografa “BuzzAldrin si nota nel visore di Aldrin un punto luminoso, in alto, verso il margine superiore del visore.

Image 051.jpg

Di che si tratta? Forse di una stella? Forse era un oggetto in caduta del tipo meteorite o simili? Oppure si trattava di un OVNI?
Già, domande. Ma come fare a stabilirlo? Potremmo analizzare il fotogramma in centomila modi diversi, ma non credo proprio che riusciremmo a stabilire la natura dell’oggetto luminoso riflesso nel visore di Aldrin.
Naturalmente questa (comunque splendida) immagine si presterà facilmente ad interpretazioni che si configureranno da “appena diverse” e sino a “totalmente divergenti”, in base alle varie correnti ideologiche alle quali gli Interpreti del frame ritengono di appartenere: per chi opta verso tesi esotiche si tratterà, evidentemente, di qualcosa di emblematico e/o di alieno.
Per i pragmatici, si tratterà solo un difetto dell’immagine o di qualcosa di simile… Ma in ogni caso – e per la “gioia” di complottisti ed anti-complottisti – le Missioni Apollo sono e saranno ancora (riteniamo per molto tempo) un eccellente campo di battaglia dove potersi (virtualmente) massacrare, orchestrando al meglio le proprie capacità dialettiche e persuasive.
Ma potranno mai i complottisti dimostrare che le loro tesi sono la “verità”?
E potranno mai gli anti-complottisti fare altrettanto?
Una cosa è certa: dimostrare che il Programma Apollo fu reale non richiede certo l’aderire al fronte anti-cospirazionista.
Le Missioni Apollo fanno parte della Storia Moderna dell’Uomo.
Piuttosto poniamoci qualche altra (più interessante) domanda:

• Chi è in grado di dimostrare l’infondatezza delle presunte conversazioni tra gli Astronauti e il Controllo a Terra, riguardanti le costanti presenze – attorno ai CSM ed ai LEM – di “OVNI”?
• E chi, d’altro canto (Astronauti e NASA a parte), potrà mai dimostrarne indiscutibilmente la fondatezza?
• Dopo aver speculato fino al parossismo sulle tracce luminose visibili nei Cieli della Luna in numerosissimi frames originali Apollo, a che conclusioni arriveremo?
Dal momento che, trascorsi 35 anni dall’ultima missione lunare (Apollo 17), siamo ancora qui ad assistere al pietoso spettacolo offerto da coloro che si guadagnano la pagnotta su assurdità cosmiche e dall’altrettanto pietoso spettacolo offerto da sapienti denigratori e faziosi schernitori, mi chiedevo se il Programma Spaziale Apollo non fosse addirittura diventato meno interessante dei suoi – comunque affascinanti – contorni, veri o presunti…
Mi chiedo se valga di più l’Astronauta che cammina sulla Luna oppure il puntino luminoso che si vede in qualche frame…
Se, dunque, nello spazio Terra-Luna c’era “qualcosa” o “qualcuno” che accompagnava gli Astronauti, le opzioni disponibili sono solo tre:

• La NASA si è inventata tutto;
• Qualche bontempone ha capziosamente interpretato il nulla travestendolo da qualcosa (per motivi politici o di business);
• Oppure “qualcosa” o “qualcuno”, là fuori, c’era davvero…

Scegliete l’opzione che preferite: al sottoscritto (come a tutti gli Amici e Colleghi di Lunar Explorer Italia) non verrà comunque in tasca nulla!
Idem dicasi anche per le cosiddette “anomalie fotografiche”, considerando che esistono spiegazioni tanto semplici quanto razionali per interpretarle tutte (nota: sul significato di “razionale” varrebbe la pena – magari un’altra volta – di spendere qualche parola).
Ma il punto della querelle è un altro: siamo noi (tutti noi!) capaci ed in grado di fare delle scelte senza necessariamente dichiarare guerra a coloro che la pensano diversamente?
La risposta è nei fatti ed i fatti dimostrano che, ancora oggi (come nei secoli e nei millenni trascorsi), gli uomini si dilettano a massacrare – fisicamente, moralmente ed intellettualmente – tutti gli “altri” uomini che “dissentono” (rispetto ad un certo punto di vista, ovviamente).
Non si fanno distinzioni di colore, sesso, fede politica e chewing-gum preferito: l’importante non è dibattere e convincere; l’importante è alzare i toni delle conversazioni (meglio urlare), offendere e cercare proseliti. Nulla di più.
Ed in questo (squallido) scenario – tanto per tornare al punto primario e chiudere – chi sarà il vincitore nel duello tra i Cospirazionisti ed i loro avversari?
Beh, personalmente non credo alle grandi cospirazioni attuate dagli Americani in collaborazione con altri governi per celare alle masse delle (tutte da dimostrare!) grandi ed eclatanti scoperte le quali devono restare rigorosamente occultate.
Però vorrei pure rammentare a TUTTI che esistono sia negli USA, come d’altronde in Italia ed in tutto il Mondo, parole quali “Segreto Militare”, “Segreto di Stato”, “Segreto Istruttorio”, “Segreto Industriale & Professionale” e persino noi, gente comune, abbiamo i nostri piccoli segreti.
Esistono i Servizi Segreti, esistono Organizzazioni Segrete… E tutto questo è perfettamente legale, riconosciuto ed accettato.
E che cosa vuol dire tutto ciò? Forse che viviamo in un mondo di cospiratori? Credo che i nostri amici Complottisti ed Anti-Complottisti, prima di aprire bocca e dire stupidaggini, farebbero bene a ricordarsi questa “scaletta” (non esaustiva ma meramente esemplificativa) delle maggiori Classi di “Informazioni” (e relativi “Segreti”…):

Informazioni di Classe I (o Commonly Available or Known to Everybody Info): sono informazioni prive di “tensione” (politica, sociale, culturale, storica, scientifica et sim.) che si possono tranquillamente rivelare al Pubblico (anche “in diretta” – cioè mentre vengono acquisite – e senza problemi);
Informazioni di Classe II (o To Be Evaluated Info): trattasi di informazioni che si possono anche rivelare al Pubblico, ma solo in un secondo momento rispetto alla loro acquisizione (diciamo quindi in leggera “differita”) e dopo che sia stata effettuata una piccola analisi relativa al loro potenziale di Impatto (politico, sociale, culturale etc.);
Informazioni di Classe III (o Virtually Dangerous Info): sono informazioni che non possono essere rivelate al Pubblico entro tempi brevi, (occorre attendere, da pochi mesi e sino ad alcuni anni). Le motivazioni di questa semi-segretezza sono svariate e non esaminabili in questa sede;
• Logicamente derivanti dalle Informazioni di Classe III ci sono le Informazioni di Classe IV (Classified Info) le quali non possono essere rivelate se non dopo che sìano state acquisite (ed eventualmente diffuse) conoscenze, pensieri e sensibilità logicamente e tecnicamente preliminari rispetto ad esse (le tematiche relative alla cosiddetta retro-ingegneria fanno parte, ad esempio, delle info di Classe IV);
Informazioni di Classe V: sono informazioni “trasparenti” – nel senso di “invisibili” – e sono al 100% TOP SECRET. Esse NON sono destinate al Pubblico. Mai.

Ma, si dice, l’Opinione Pubblica (e cioè “NOI”) vuole sapere, deve sapere, ha il diritto di sapere e così via.
Davvero? Noi vorremmo sapere?
E che cosa vorremmo sapere? O meglio: che cosa dovremmo sapere?
Ma siamo realmente pronti per sapere e conoscere determinate “cose”?
Siamo abbastanza maturi da accettare informazioni che potrebbero minare il nostro estabilishment sociale, economico, politico e religioso?
Ciascuno (dopo essersi guardato attorno e dentro) risponda nel proprio “Foro Interno” – con onestà, se possibile.
Il punto nodale di tutta la Materia, alla fine (e cioè una volta esaurite tutte le domande e le speculazioni logiche e filosofiche che, rispettivamente, avremmo potuto porre a noi stessi e quindi svolgere), è solo uno: nel momento in cui una determinata “cospirazione” (o “complotto”, che dir si voglia) avesse un costo maggiore rispetto a quello che dovrebbe essere il suo “utile” finale, essa non avrebbe un sostegno logico per la sua esistenza.
E comunque, se possibile, cerchiamo di non confondere la “cospirazione” che si sostanzia nel dubbio sull’esistenza o la non esistenza di qualcosa (o di qualcuno) con il mantenimento – per motivi, forse, a volte discutibili – di un controllo sulla diffusione delle informazioni relative alla stessa esistenza di quel “qualcosa” o di quel “qualcuno”.
Ad esempio: out there, nello spazio interplanetario, non c’è proprio nulla oltre che rocce, gas e fanghiglie chimiche? Oh, no! La mia opinione è che, fuori dalla nostra atmosfera, ci sono infinite meraviglie e sorprese (tutte MOLTO interessanti…); senza andare troppo lontano, pensate a
• segni di Forme Vitali pregresse su Marte (e non solo…);
• tracce di Forme Vitali tuttora presenti su Marte (e non solo…);
• tracce di attività intelligente “alternativa” alla attività terrestre nel nostro Sistema Solare (…);
• immense ricchezze a disposizione del Genere Umano (ed esprimibili in risorse Energetiche – minerali ed idrocarburi in primis).
Forse mi sbaglio, ma tutto questo potrebbe essere abbastanza plausibile da giustificare qualche piccola limatura nel “normale flusso delle informazioni”…
Complottismo? Anti-complottismo?

“…Houston, We Have A Problem…Again!”.

§§§

Postfazione (di Paolo C. Fienga)

L’articolo (lungo, come di consueto) del nostro Amico e Socio Matteo Fagone ha, come sempre, portato alla luce alcuni aspetti interessanti, controversi e mai completamente e compiutamente affrontati in relazione alle Missioni Apollo.
Mi piacerebbe concorrere all’arricchimento delle (comunque già abbondanti e pregnanti) argomentazioni portate da Matteo, ma penso che questo ci farebbe scivolare – inevitabilmente – nella ripetitività e nella “pesantezza”.
Dunque nessuna “aggiunta” e nessun “arricchimento”: solo qualche considerazione.
A mio parere, molte delle argomentazioni suggerite da Matteo come inequivocabilmente anti-complottiste (e cioè chiaramente a sostegno della autenticità delle Missioni Apollo), funzionano comunque “both ways“, come dicono proprio gli Americani, e cioè su (per) entrambe le vie (argomentazioni).

Ma non mi fraintendete, per favore! Io, come Fondatore e Presidente di Lunar Explorer Italia, ho DA SEMPRE sostenuto la ASSOLUTA GENUINITA’ delle Missioni Apollo (ed in effetti Lunexit è nata anche per questo: per ricordare ed investigare la più Grande Conquista del Genere Umano – se qualcuno, poi, ha frainteso o malinterpretato, la colpa non è certo nostra…) così come, d’altro canto, ho DA SEMPRE sostenuto il fatto che la NASA NON E’ MAI STATA “TOTALMENTE CRISTALLINA” su quanto scoperto al di fuori della nostra atmosfera (sia durante l’Epopea Lunare, sia in seguito – dal 1969 ad oggi).

Insomma, domanda 1, Missioni Apollo/Luna: verità o fantasia?

A parere mio e della Fondazione che rappresento la risposta è VERITA’! E’ tutto vero ed è tutto splendidamente autentico!

Domanda 2, Missioni Apollo/Luna e Missioni successive: è stata detta la Verità su quanto è stato visto/scoperto durante le Missioni Apollo/Luna e su tutto quanto è seguito ad esse?

Ebbene, sempre a parer mio e della Fondazione che rappresento, la risposta questa volta è “NO”. Assolutamente no.

Al fondo della questione, poi, c’è un fatto – a mio parere acclarato ed incontrovertibile -: la “Cultura” del Sospetto (o Cultura del Complotto) – e non serve essere dei Filosofi o degli Storici per capirlo – non è stata creata da ragazzotti decerebrati o da finti-intellettuali e pseudo-ricercatori in cerca di quattrini.

No. Costoro hanno solo “cavalcato l’onda!”.

La Cultura del Sospetto – ahinoi!… – l’ha creata proprio la NASA, con il suo comportamento reticente, con i suoi silenzi, le sue contraddizioni e le sue (rare) “mezze ammissioni” che poi sono diventate, negli anni, delle “mezze smentite”.
L’aver poi – di fatto – “tappato la bocca” agli Astronauti del Programma Apollo, non ha certo deposto in favore della “coscienza pulita” della Amministrazione Spaziale Statunitense, ma tant’è: questo è quanto accadde.
Gli anni sono trascorsi, i Programmi Spaziali sono andati (lentamente e, spesso, goffamente) avanti, ma le “zone d’ombra” sono rimaste.

Ma – dice qualcuno, sempre a proposito degli Apollo Days e di alcune Missioni Lunari successive – i filmati INTEGRALI ed ORIGINALI di tutte le Missioni Apollo sono reperibili sulla Rete a prezzo modico! Avete dei dubbi? Comprateli!”.

Vero e non vero.

Vero che i filmati di tutte le Missioni Apollo sono acquistabili, ma – ahinoi! – NON si tratta nè di filmati INTEGRALI nè, in tanti casi, di filmati ORIGINALI. Le mancanze (gli “spazi vuoti”) sono tante; i “buchi” da riempire innumerevoli; le “ripetizioni” sono incontabili.
Come posso dirlo? Perchè questi Filmati Originali ed Integrali, come ovvio (assieme a circa 80000 – orribili e praticamente inutili – NSSDC Original Frames Clementine), li ho comprati, guardati e poi messi a confronto con “altri originali” (NASA e RaiTeche) che già possedevo e…Sono venute fuori una marea di incongruenze.

Ora, tutto questo che cosa vuol dire? Che le Missioni sono false?
Ma no, diamine! Certo che no!

Questo vuol solo dire che, su “parte” di quelle Missioni, è stata fatta calare una coltre di silenzio e di non-informazione.
Il motivo? Non lo so, ma posso immaginarlo. Tutti possono immaginarlo.

Insomma – ed in conclusione -: complotto si/complotto no. E’ questo il problema?
No!

Il problema è capire “che cosa” è stato visto/scoperto che ha fatto così tanta paura all’Amministrazione Spaziale della Nazione più forte e progredita del Mondo (almeno così era negli Anni ‘60-’70; oggi…non saprei dire…).

“Che cosa” ha spinto questa Amministrazione alla costante reticenza?
“Che cosa” c’è “là fuori”, che sembra incutere tanto timore?

Ecco: il Lavoro del Ricercatore/Divulgatore è proprio questo. Cercare di dare una risposta intellettualmente onesta ad una serie di quesiti “scomodi”, “difficili” e, comunque, “controversi”.

Si tratta di un Lavoro magnifico e, mi preme dirlo ad alta voce, si tratta di un Lavoro (anche quando è carente, malfatto o, semplicemente ed umanamente, incompleto) che è SEMPRE e COMUNQUE COSTRUTTIVO (a differenza del lavoro svolto da tanti altri personaggi e figuri i quali, a differenza di quanto detto e scritto dal mio Amico Matteo, a me ed a tanti Associati che rappresento, danno molto fastidio – specie quando “mettono occhi e becco” sul Lavoro altrui e su Materie nelle quali un bel ”4=” esprime il quantitativo medio non solo e non tanto della loro cultura e competenza quanto, piuttosto, della loro Onestà Intellettuale e Sensibilità).

Detto questo, che ognuno proceda con la propria Visione & Missione e lasciamo – come sempre – che sìano i Posteri a giudicare.

Se vorranno. E se potranno.

E – soprattutto – se saremo stati davvero capaci di lasciar loro qualcosa di decente da leggere, rileggere,  meditare ed infine valutare…

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