True Planets

21 giugno 2007

No U-Turn – di Paolo C. Fienga e Lunar Explorer Italia (Seconda Parte) – Postfazione di Giuseppe Spina

Archiviato in: Articoli — info @ 20:22

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Dunque: che cosa c’entra tutto questo, tutto ciò che abbiamo raccontato sino ad ora, con lo Spazio e con Lunar Explorer Italia? Poco? Tanto?
Ebbene una relazione esiste, e non è neppure tanto difficile da vedersi e da cogliersi: andiamo ad esaminarla insieme…

Dal momento in cui Lunar Explorer Italia (al pari di altre medio-piccole Realtà Scientifico-Divulgative Indipendenti e più o meno affini alla nostra ha iniziato ad acquisire una certa visibilità e, di conseguenza, un discreto seguito, sono subito iniziate ad arrivare – sebbene in misura assai contenuta, almeno per adesso… – le critiche.
Le critiche però, se espresse in maniera civile, sono state sempre affrontate a viso aperto. Spesso con dispiacere, certo, ma pure con serenità e diplomazia.
E le “diatribe” sono state SEMPRE amichevolmente risolte: qualche volta abbiamo sbagliato noi (lo sappiamo, lo diciamo e lo scriviamo: ci mancherebbe!), qualche altra volta, invece,  hanno sbagliato i Lettori (lo sanno, lo dicono e ce lo scrivono!) e qualche altra volta ancora…non ci siamo capiti, né all’inizio, né alla fine.
E’ successo, succede e succederà: nulla quaestio.

Critiche.

Critiche “Tecniche”, ovviamente.
Un commento, infatti, riesce bene ed un altro meno bene; un articolo per TruePlanets (o per un altro Sito o un’altra Rivista) è più completo, omogeneo ed appetibile ed un altro lo è di meno: ci sta.
Siamo solo “umani”…
Che poi alcune delle nostre posizioni ed interpretazioni dei “Fatti del Cosmo” risultino accettabili o addirittura gradite ad alcuni Lettori mentre altri le ritengono azzardate, o parzialmente scorrette o addirittura completamente errate, pure ci sta: questa Materia, in larga misura (e cioè laddove essa non è Matematica Pura), è “opinabile” e, quando una Materia è opinabile, le diversità di vedute – anche quelle nettissime e radicali – sono normali.
Anzi: sono inevitabili.
Talvolta sono addirittura belle, poiché diventano fonte di arricchimento.

Quindi tutto bene.

Quello che invece non va bene (a nostro parere) è la “critica ideologica”, la quale è tanto cara alla Politica Italiana (“ufficiale” ed “ufficiosa”) che potremmo quasi considerarla una “figlia” (spuria) di quest’ultima.
La Critica Ideologica, in campo politico, è la critica che – a nostro avviso - non guarda alla bontà dell’azione posta in essere (e/od al suo risultato), ma alla “ispirazione politica” (reale o supposta) dell’azione stessa.
Inutile dire che la Critica Ideologica “Politica”, di qualsiasi colore si tinga e da qualsiasi parte provenga, è sempre la più faziosa e capziosa (e dunque becera) che possa esistere.
Le Critiche Ideologiche nel nostro Campo, invece, sono quelle critiche che non solo investono – seppure marginalmente – la competenza (o l’incompetenza) tecnica specifica di quelli che scrivono di e su Materie davvero “scivolosissime”, ma che attaccano anche la loro Onestà Intellettuale.

Ecco: questo nuovo (e dobbiamo dire decisamente e sventuratamente italiano) genus criticarum a noi (e, per fortuna, anche a tanti altri nostri Lettori) non piace.
Non piace perché un siffatto genus (per regola anonimo, gratuito ed offensivo) non serve a niente.
O meglio: a qualcosa serve…Serve a creare una “rissosa visibilità” che investe ed illumina non solo coloro che sparlano ma anche, spesso, quelli che rispondono.
Una “rissosa visibilità” che ricorda tanto quella “audience” promossa, auspicata e supportata dalla trash-tv e che, se è (come è) il pane quotidiano di personaggi estremisti (e, purtroppo, spesso alquanto ignoranti), alle persone equilibrate non piace.

Certo, Voi allora ci direte che questo tipo di “critica” meriterebbe solo di essere ignorata e sepolta nel più totale silenzio, assieme a chi la pratica.

Vero e non vero.

Vero e non vero poiché, dato che il silenzio non è più sinonimo di “Saggezza ed Equilibrio”, ma solo di “Debolezza” (o, peggio, di “Colpa riconosciuta”…), allora l’aggiunta e lo sviluppo di un commento e di qualche riflessione a questo riguardo diventano necessari.

Vediamo un po’…Che cosa possiamo dire?…

Possiamo innanzitutto dire che queste “critiche” – traducendosi, di fatto, in semplici ed autentici “attacchi ideologici” – hanno una ratio precisa.
Una ratio, a nostro parere, fondata sulla pretesa di esclusività delle posizioni (MAI Scientifiche o para-scientifiche, ma SEMPRE e COMUNQUE politiche e/o politico/filosofiche…) proprie di alcuni personaggi che, per noia, diletto, professione o necessità, producono “Informazione Alternativa” sulla Rete.

Ovviamente non c’è nulla di male riguardo a questa “Informazione Alternativa” (anche Lunar Explorer Italia fa Informazione Alternativa, in un certo senso…), ma c’è MOLTO di male allorché questa Informazione diviene uno strumento di sopraffazione e di violenza il quale, in ultima analisi, si fonda su un principio (malsano e malevolo) che può essere riassunto nella frase che recita “chi non è con me/noi, è contro di me/noi”.
Triste, molto triste.
Ma, oltre che triste, tutto ciò è anche interessante ed educativo.
E si, perché è proprio nei momenti più difficili del cammino che coloro i quali vogliono davvero imparare qualcosa riescono realmente ad apprenderla.

Come? Semplice: basta rimanere calmi e riflettere.
In fondo, tutta la Realtà è suscettibile di essere ricondotta a delle Matrici.
O, se preferite, a degli Stereotipi. A dei Concetti Elementari.

Chi non è con me, è contro di me”.

Ok: se questa, a quanto pare, è la Realtà degli Anni che stiamo vivendo, allora questa è pure la “minestra” che dobbiamo adattarci a mandar giù. E va bene: la berremo.
Ne prendiamo atto.
Così come prendiamo atto della circostanza per cui la condivisione è morta e sepolta, al pari della dialettica (anche accesa).
Prendiamo atto della circostanza per cui ora non importa più “convincere” il Prossimo (il “con”, e cioè la particella che accende il senso di una parola quale è “condividere”, se ne è andato via). Ora conta il “vincere” (e magari lo “stravincere”) e basta.

E prendiamo inoltre atto della circostanza per cui, relativamente al “vincere”, adesso non importa più come, non importa più perché e non importa neppure se ciò per cui si lotta “vale davvero la pena o no”.
Importa solo vincere, con ciò intendendosi il fatto di imporre la propria visione del mondo e degli eventi agli altri.

Tutti gli altri. Ed a prescindere, come diceva Totò.

E quelli che dissentono?
E quelli che si dissociano?
E quelli che – magari anche confusamente – chiedono delucidazioni?

Ma che vadano al diavolo! (eufemismo, eufemismo!!!)
Costoro (gli “Infedeli”) devono essere prima derisi, poi demoliti e quindi cancellati.
Le diversità di vedute e di opinioni, per quanto umane, logiche e razionali esse possano essere, sono solo un elemento di disturbo nelle teste di coloro che vogliono imporsi a tutti i costi.
Per questi soggetti, “alla fine della fiera”, conta solo l’accettazione incondizionata della visione da essi suggerita (suggerita solo finché non avranno abbastanza potere da imporla) e quindi, come ovvio, ordinata (allorché il potere sarà stato conseguito).

Certo, fintanto che i tentativi di imposizione di visioni più o meno folli della realtà arrivano da precoci (o tardi – in tutti i sensi…) adolescenti, dediti al culto della propria personalità ed in preda a tanto violente, quanto estemporanee (si spera, soprattutto per loro…) crisi ormonali e di crescita, oppure da frustratissimi impiegati che sfogano il proprio livore esistenziale sui loro blog, la cosa non disturba quel più di tanto. Dà fastidio, certo, ma poi tutto finisce lì.

Ma quando queste atroci visioni iniziano ad arrivare (e qui parliamo in generale) anche da coloro che gestiscono il Potere (e cioè uomini di stato: presidenti, ministri, parlamentari, intellettuali – più o meno prezzolati – e tirapiedi vari), allora le cose iniziano a diventare serie.
Iniziano a diventare gravi. Anzi: gravissime.

E questo, a nostro avviso, è “Lo Stato dell’Arte”, oggi.

E noi, poveri osservatori del Mondo, in che “stato” siamo?
Lunar Explorer Italia dove si trova?
Che cosa sta facendo?
Poco o nulla, naturalmente.
O meglio: Lunar Explorer Italia (e chi la incarna) fa solo il proprio Lavoro. In qualche modo. Noi continuiamo a cercare, analizzare, scomporre, ricomporre e commentare: sempre.
Il risultato?
Qualche apprezzamento, qualche critica, molta indifferenza. In altre parole: un paradigma in miniatura di quella che è la Realtà quotidiana ed odierna.
Quasi tutti guardano, qualcuno si muove ed interpreta (piuttosto pochi), qualche altro critica (di regola quelli che pensano di essere, per Diritto Divino ovviamente, “super partes”).
Stop.
Nulla di più.

E la domanda, a questo punto, è obbligatoria: ma se avessimo saputo, dalla fondazione di Lunar Explorer Italia (A.D. 1999) e dall’ingresso sulla “Rete” (2004) che il nostro Lavoro sarebbe rimasto, in larghissima misura, ignoto o frainteso; per alcuni (silenziosi e certo non moltissimi a dire il vero, ma che non smetteremo mai di ringraziare) una ispirazione e per altri (pochissimi, ma rumorosi…) lo spunto per criticare ed offendere, avremmo deciso comunque di cimentarci in questa “impresa”?
Avremmo provato a creare qualcosa da condividere?
Avremmo gettato la “faccia” e la “credibilità” nella mischia?

Ebbene si. Certo che si: senza alcun dubbio!

Ognuno di noi “vive” per qualcosa: questo atteggiamento è parte dell’Umana Natura.
E noi viviamo per questo. Per raccogliere, analizzare e rimettere in gioco quello che ci arriva dallo Spazio.
Correttamente? Erroneamente? Non importa!
Forse è un’opera inutile e vana; o forse è l’inizio di qualcosa che si completerà quando noi non ci saremo più.
Chissà…Ma questa è la nostra “Mission”.

Ma oggi, che cosa vale la nostra “Mission”, oggi?

Onestamente – e qui siamo costretti a ripeterci – diremmo poco. Molto poco.
Ed in fondo, se ci pensiamo bene, non potrebbe essere altrimenti.
Passateci qualche metafora, per favore…Avevamo già detto che il nostro Ambiente si deteriora giorno dopo giorno, sempre di più, e che non si fa nulla, tranne blaterare. Invano.

Risultato? Probabilmente abbiamo passato il “Punto di Non Ritorno”.

No U-Turn.

Adesso, a nostro avviso, bisogna lasciare che la Natura (Fisica per la Terra e Spirituale per l’Uomo) faccia il suo corso, sino in fondo.
Probabilmente lo farà con ferocia e con lucida magnificenza, così come è accaduto qualche milione di anni fa, qualche secolo fa e così come accadrà ancora: oggi stesso, forse la settimana prossima o forse fra dieci anni od un secolo.
Ma comunque sarà No U-Turn, a livello planetario. A livello “macro”, come si dice in Economia.
Ma non tutto è “macro” a questo mondo.
Ci sono pure gli eventi “micro”, come la Politica, la Cultura, il Sociale, i Costumi…Tutte realtà, queste ultime, che vanno esattamente così come sta andando l’Ambiente: e cioè a scatafascio.

Siamo in grado di rimettere le cose a posto?
Secondo noi (SEMPRE e SOLO secondo noi – nessuna assolutizzazione, per carità – altrimenti qui ci arrivano nuove critiche ideologiche…), non più.

Chi propone il “cambiamento forte e radicale”, lo fa in maniera – per lo più – violenta ed il futuro che viene sbandierato come raggiungibile NON sembra, agli Uomini Moderati (e quindi anche a noi di Lunexit), un futuro “auspicabile”, né “appetibile”.
Chi propone il “cambiamento graduale e moderato”, in realtà, cura solo il proprio orto e se ne infischia del resto. Di tutto il resto.

Insomma: “Parole, Parole, Parole”, come diceva una bella canzone di parecchi anni fa.
Chi, poi, propone la “presa di coscienza”…Alla fine dice che il cambiamento “fuori” arriverà se e quando avverrà un cambiamento “dentro”.

Bello, certo. Come no. Ma sempre “Parole, Parole, Parole”.

E allora? E allora il fatto, a nostro parere (repetita iuvant…), resta solo uno: nel “micro” come nel “macro”: no U-Turn.
Secondo noi, a questo punto, non c’è più molto da fare o da dire: adesso la (nostra) Società ha imboccato una strada che non ammette più dietro-front. Occorre solo procedere verso il nostro Destino. Tranquillamente ed inesorabilmente: e sarà quello che sarà.

Ed infine, per tornare a noi e quindi chiudere questa (lunghissima…) chiacchierata, che dire dello Spazio, della Luna e di Marte, di Giove, Saturno e delle loro lune?
Che dire delle centomila Teorie sulla Vita nel Cosmo e dei milioni di dati ed informazioni discordanti che abbiamo raccolto ed interpretato grazie alla nostra Scienza Positiva ma che abbiamo rimesso totalmente in discussione grazie all’utilizzo del Buon Senso, dell’Intuizione, della stessa Fantasia e – per chi ci vuol dare un pizzico di credito – della piccola dose di competenza che hanno coloro che si muovono “soli” ma “liberi” in questo Campo?
Ebbene, come ha scritto il nostro Amico Tom Bosco, in un suo editoriale di non molto tempo fa, è difficile dire qualcosa perché ormai noi – Liberi Pensatori – siamo come “Pugili Suonati”.
Troppi dati (discordanti); troppe informazioni (contraddittorie); troppe teorie (incoerenti) e troppi fatti (sconcertanti) da leggere ed interpretare.
Troppi cazzotti in faccia.
Troppo swing.
Troppo “casino”.

Risultato: noi non riusciamo più ad orientarci in questa colossale bolgia pseudo-scientifica, pseudo-politica, pseudo-culturale e pseudo-post-tecnologica. Sorry!

E allora?
Cosa dobbiamo fare?
Qual è il ruolo dei Liberi Ricercatori, al pari di quello degli Intellettuali Indipendenti?
Difficile a dirsi.
Secondo noi, a questo punto, l’unica risposta/non-risposta accettabile, è ancora e sempre la stessa: anche qui abbiamo superato la soglia del Non-Ritorno.

No U-Turn, su tutta la linea.

Noi possiamo solo continuare a fare il nostro lavoro, così come lo abbiamo sempre fatto (bene o male, lo decideranno i Posteri). E possiamo continuare ad analizzare (finché ci verrà consentito).

Il Mondo ci è sfuggito di mano e, anche se nessuno di quelli che “contano” ha il coraggio di dirlo apertamente, la Verità è che siamo giunti (e noi vogliamo dire “finalmente”!) nella fase decisiva della partita.
No U-Turn: e questo significa che si può solo andare avanti. Ognuno come sa e come può. E, soprattutto, ognuno come vuole. Inutile mentirsi addosso, poi: ci sarà un prezzo da pagare (e sarà un prezzo – probabilmente – salato).
L’unico spazio discrezionale che è rimasto attiene la “scelta di campo”.

Vogliamo “giocare” a fare i “buonisti/ottimisti” (tipici del “Bel Paese”, che predicano moderazione e comprensione solo e sin tanto che nessuno tocca il loro “privatissimo & quietissimo” orticello)?
Oppure preferiamo i “rivoluzionari da salotto” (i quali, italianissimi pure loro, predicano il loro Verbo a colpi di “Manifesti” e di violenza verbale mostrando una feroce ed indiscriminata aggressività a tutti i costi, ma che non imbracciano gli AK-47 perché non li hanno ancora trovati (con offerta paghi-2 e prendi-3 inclusa) sugli scaffali dei Grandi Magazzini dove vanno a fare il “family shopping”…)?
O magari – ed infine – vogliamo provare ad essere i “perseveranti” (quelli che – come diceva Enzo Jannaccivanno avanti come muli e non importa come e dove, sino a che li sostengono occhi e cuore)?

Vedete Voi. Noi, lo sapete (e lo leggete), la nostra scelta l’abbiamo fatta. Da tempo.
Voi, come è giusto che sia, fate la Vostra, ponderatela bene e quindi tenete in mente la frase che, a nostro parere, risuonerà con vigore nelle teste di TUTTI noi, già da un prossimo futuro e, forse, per un lungo periodo di tempo.

No  U-Turn.

Il resto, a questo punto, dall’informazione storico-politica ai documentari, dai campionati di calcio alle cronache “rosa” e dalla saggistica e le news-flash sulle crisi del Mondo ai giochi a quiz per diventare milionari – il tutto passando per le Isole dei Famosi ed i Grandi Fratelli –, sono soltanto intrattenimento.
Amusement: ossìa tempo da gettare via guardando ed ascoltando qualcosa.
Chiacchiere e stupidaggini.
Insulse scemenze recitate come una litanìa pagana dai media del Mondo; una litania ipocrita e sempre più ipnotica che serve da orribile soundtrack alle parole con cui, da tempo, un più che probabile Futuro si sta presentando alle nostre porte.

No U-Turn.

***

Postfazione, di Giuseppe Spina

Gli Autori di questa (ribadisco: lunga!) dissertazione affrontano la questione della “Critica Ideologica”, se ho ben compreso, considerandone l’intellettualità virtualmente scissa in due anime: una socio-politica e l’altra tecnico-scientifica.
Io penso che la Critica Ideologica debba riguardare, essenzialmente, solo il “contenuto intellettuale” di entrambe a prescindere dalla matrice che lo contiene.
Probabilmente, però, la riflessione maturata dagli Amici di Lunar Explorer Italia è rivolta ad un altro ordine di pensiero: quello che lascia – giustamente – alla Scienza il compito di argomentare attraverso i fatti, ed alla Conoscenza quello di elaborare e creare relazioni ideologiche, attraverso l’opera e l’intervento degli Intellettuali.
Ognuno di noi possiede un’attività intellettuale, ma questo non attribuisce ad ognuno di noi, pur essendo un Intellettuale in potenza, tale funzione.

Cosa significa Essere Intellettuali, allora?

Di certo, non possono esserlo dei semplici dispensatori di informazioni, addirittura possibili e pericolosi veicoli di disinformazione se si limitano ad una sterile, per quanto innocente, rappresentazione della molteplicità di vedute e di angoli di cui è fatta la Realtà e la Cultura stessa.
Per essere un Intellettuale è necessario avere una visione unitaria ed organica dei processi, la capacità ed il coraggio di non scivolare nella mistificazione pur di assecondare interessi e bisogni e, non ultimo, la capacità di produrre Cultura propria.

Talora, Lunar Explorer Italia si è dovuta confrontare con pseudo-intellettuali che hanno aperto fronti dove è venuta meno proprio la presenza dell’antagonista per eccellenza: l’Intellettualità: quella forte, colta, irriducibile nelle sue posizioni ma onesta.
Nell’articolo che sto commentando si dice che il “Silenzio non è più sinonimo di Equilibrio e Saggezza, ma un segno di debolezza o addirittura di colpa”: VERO!

Ma la platea è vasta. Ci sono gli Innocui, abituati a navigare a vista e sempre pronti a cambiare rotta seguendo le indicazioni di chiunque glie ne fornisca una, ma di loro non vale la pena occuparsi vista l’assenza di un pensiero proprio che ne vivifichi e giustifichi l’intelletto.
Per costoro i colpevoli o gli innocenti sono solo fatti di cronaca.

Poi ci sono quelli ai quali non serve chiarire alcunché, essendo i produttori dell’immondizia con la quale cercano di sporcare e seppellire ogni Verità, e per i quali vedo due sole strade percorribili: il silenzio, entro certi limiti, o il Diritto Penale, mirato più che a restaurare una Verità violata, essenzialmente a correggere se non a negare - e non solo in linea di principio - l’abuso menzognero della Parola, consumato anche in spregio alle più elementari regole etiche.

Quelli che restano, e non sono pochi – Intellettuali a parte –, sono coloro che cercano di capirci o che vogliono dare un contributo in questo senso e che finiscono per dare un senso proprio alla “Mission” di Lunar Explorer Italia.

Loro sono l’humus su cui vale la pena coltivare idee e, sebbene non rappresentino la maggioranza, sono quelli che resteranno!

Il punto del non ritorno sarà il limite su cui invece arresteranno la loro corsa tutti gli altri che oggi stanno urlando parole disarticolate, creando confusione e disorientamento; che stanno distruggendo l’Ambiente, la Cultura ed i suoi Valori e che stanno, altresì, vanificando l’immane fatica con la quale abbiamo attraversato un imprecisato numero di milioni di anni, vantandoci di essere la specie superiore.

Chissà, paradossalmente, proprio Loro - causa prima ed unica di tutti questi processi che, alzando sempre di più il livello del disordine del sistema (ed annichilendosi vicendevolmente, lasciando spazio ed ordine ai sopravvissuti) - potrebbero diventare di fatto i veri artefici della catarsi attraverso cui passerà il Pianeta e l’Uomo.

Credo anch’io che non ci sarà alcun cambiamento di tendenza il quale possa evitare, per umana volontà, il futuro annunciato dal furore dei nostri tempi, ma mi piace credere che ciò che resterà non potrà essere uguale a ciò che ha provato a distruggerlo.
E’ corretto quindi dire che vale la pena continuare a cimentarsi nelle cose in cui si crede, per una ragione che condivido appieno: ognuno di noi vive per qualcosa, e quanto vale questo qualcosa sarà chiarito solo da ciò che ne rimarrà rispetto a quanto si sta cercando di far sopravvivere – drammaticamente – nel confuso Universo Umano di oggi.

***

Per conoscere me e le mie verità
Ho combattuto fantasmi di angosce con perdite di io.

Per distruggere vecchie realtà
Ho galleggiato su mari di irrazionalità.

Ho dormito per non morire buttando i miei miti di carta
Su cieli di schizofrenia
”.

Franco Battiato – “No U-Turn”

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10 giugno 2007

No U-Turn – di Paolo C. Fienga e Lunar Explorer Italia (Prima Parte)

Archiviato in: Articoli — info @ 13:51

“…Ovvero: guardare in alto e studiare l’Universo va bene; ma, ogni tanto, è forse meglio abbassare gli occhi e guardarsi intorno…”

§§§

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Quando Lunar Explorer Italia si è “affacciata” sul World Wide Web (Ottobre 2004), l’idea-base era, in primo luogo, quella di creare un grande archivio on-line di “Immagini Spaziali” e poi, in secondo luogo, di rendere disponibili – per chiunque avesse anche solo un minimo interesse – alcuni risultati delle nostre (amatoriali) ricerche.
Non è inutile precisare che sono da includersi nella generale definizione di “risultati” anche le ipotesi – dalle più razionali a quelle, cosiddette, “di frontiera” –, le teorie e, naturalmente, qualche intuizione e molte speculazioni.
Tutto, insomma: un “brodo (quasi) primordiale” di idee offerte “free” al Pubblico (di fatto sempre più grande ed attento) degli Appassionati.

Sogni di “grandezza”? A dire il vero, pochi e piccoli. Ma per necessità,

Infatti, anche se all’interno della nostra Fondazione abbiamo alcuni “tecnici” (con ciò intendendosi delle persone dotate sia di una specifica qualifica in campo astronomico – od astronautico –, sia di un adeguato curriculum universitario – che tanto sembra aver importanza in questo “Bel Paese”…), l’idea cardine era solamente quella di offrire “spunti”.

Nessuno schieramento ideologico e nessuna pretesa di Verità o di Esclusività Intellettuale; solo tanta passione, tantissima pazienza ed un pizzico di competenza: un cocktail semplice-semplice, creato per aggiungere una voce indipendente al panorama della Libera Ricerca nel Campo dello Spazio (e dintorni…).
Fu questa una “buona idea”?
Forse.

O forse no.
I Tempi, infatti, cambiano; gli eventi si succedono e la Storia si sviluppa e si evolve.

Tempora mutuntur et nos mutamur in illis”.

Giusto, logico e, soprattutto, inevitabile. Anche per Lunar Explorer Italia.
Ed ovviamente anche per coloro che la rappresentano, che la fanno vivere, che la rendono una realtà, oggi (e ciò viene detto senza falsa modestia), tra le più attive e più grandi d’Europa (almeno in termini di “volumi” di materiale proposto).

I nostri (davvero notevoli) Archivi, infatti, lentamente ma inesorabilmente, si sono trasferiti – e stanno ancora trasferendosi sulla Rete – e, assieme ad essi, trovano un costante e continuo spazio sulle nostre pagine anche le immagini e le informazioni che, ogni giorno, vengono diffuse verso il Mondo da parte dei maggiori Enti Spaziali del Globo, e cioè la NASA (ovviamente), l’ESA e la JAXA (certo, quest’ultima non è ancora una “parte” essenziale dello scacchiere…ma lo diventerà: credeteci sulla parola).

Le immagini e le informazioni vengono raccolte in tempo reale, esaminate, soppesate e quindi “fatte nostre”.
Ciò significa che, laddove necessario e possibile (e con ciò contravvenendo ad una delle nostre idee iniziali – la “non-modificabilità” dei frames proposti – ma, come detto, si cambia e ci si evolve…), le immagini vengono valutate, ripulite, spesso colorizzate (perché “pure gli occhi vogliono la loro parte”) e quindi offerte al Pubblico.
Le informazioni contestuali di riferimento, invece, sono riportate “tali e quali”, o meglio: esattamente così come esse vennero rilasciate e formalizzate dall’Ente Spaziale di riferimento.
Ovviamente, accanto a quest’opera di “copia&incolla” (tanto disprezzata da alcuni, ma tanto utile a MOLTI altri…), c’è anche – da qualche tempo a questa parte – l’intervento creativo, correttivo o integrativo dei nostri Soci ed Amici.

Ciò significa che, quando occorre ed allorché pensiamo di essere all’altezza, alle “Grandi Voci” di commento al materiale che proponiamo, aggiungiamo anche le nostre.
Piccole e non autorevoli, certo, ma non per questo fuori posto o fuori luogo.

Commenti, teorie, ipotesi speculative, intuizioni e sviste: questo è il Luna Park intellettuale che gettiamo sul tavolo ogni qual volta abbiamo l’ardire di prendere in esame un’immagine (o una teoria “ufficiale”) e quindi commentarla.
In altre parole: questa è l’essenza (ed il “RISCHIO”) che Lunar Explorer Italia, rispettivamente, persegue e corre tutte le volte in cui, al posto del (od in aggiunta al) “copia & incolla” costituito dai “Commenti Ufficiali” ai frames pubblicati, inseriamo i nostri commenti.

D’altronde…“Solo chi non fa non sbaglia”, non credete?

Noi facciamo e quindi (ed inevitabilmente) sbagliamo.
Ma – per fortuna – qualche volta diciamo anche cose esatte.
Rectius: assumiamo posizioni che, nel tempo, finiscono con il risultare credibili, se non addirittura valide.

Ma non è tutto qui.

Lunar Explorer Italia, infatti, ha anche deciso di prendere posizione (in termini di pura linea filosofica e di pensiero) su alcune Materie e Problematiche specifiche.

Ad esempio: noi rigettiamo il “Moon Hoax” ed asseriamo, con devozione e rispetto, la ASSOLUTA GENUINITA’ del Programma Apollo ma, nel contempo, non esitiamo a dire che una enormità di dati (immagini, commenti ed informazioni contestuali di supporto) relativi a tale Programma sono stati alterati.
Oppure nascosti.
Oppure – semplicemente – “washed away”, “lavati via”, così come accade ai rilievi della Luna allorché viene scattata una fotografia “up-Sun”, ossìa “contro-Sole”.

Noi, inoltre, asseriamo la ASSOLUTA GENUINITA’ (inter alia) dei Programmi NASA Clementine, MER Spirit ed Opportunity, Mars Global Surveyor, 2001 Mars Odyssey, Mars Reconnaissance Orbiter e New Horizons ma, nel contempo, non abbiamo paura di dire che, anche in questi casi, un numero impressionante di dati (e ripetiamo per maggior chiarezza che, con la parola “dati”, intendiamo le immagini, i commenti e le informazioni contestuali di supporto) sono stati alterati.

O Manipolati.

Questo significa – e lo diciamo con grande calma e serenità (e muovendoci nella assoluta convinzione di aver detto una cosa tanto evidente, quanto esatta) – che un certo numero (ad oggi indefinito ed indefinibile, ma senza dubbio elevato) di scoperte e di “illuminazioni” sui Mondi che abbiamo visitato, dagli Anni ’60 ad oggi, è rimasto occultato. Sconosciuto al Grande Pubblico.
Oppure è stato distorto.

Manipolato, ribadiamo.

Lavato, riveduto e corretto a piacere delle Masse”, come ha detto e scritto più volte un nostro Associato (a proposito, ad esempio, dei “colori di Marte”) al quale va la nostra più grande stima ed ammirazione.

Ma perché è stato fatto questo? Perchè “celare” o “distorcere” la Verità?

Perché la Verità, in fondo e da sempre, fa paura:
Fa paura perché, fra le altre cose, è un elemento – per definizione – destabilizzante e rivoluzionario, specie allorché esso viene inserito sic et simpliciter in un contesto statico e cristallizzato il quale, inoltre, poggia su quantitativi smisurati di menzogne.
Sulle “panzane” (se preferite) e sull’ignoranza di Stato: quella, cioè, voluta, promossa e coltivata da coloro che comandano (perché quanto più la “massa” è ignorante, tanto più essa rimane agevole da gestire e controllare, come ci insegna la Storia – anche quella recente e recentissima).

La Verità, insomma, è cosa da temere, specie allorché viene a configurarsi come (un ulteriore e mortifero, forse…) elemento perturbatore di un’Umanità che appare – a chiunque non sia del tutto idiota oppure completamente soggiogato dalle proprie pie illusioni – sempre più vittima di se stessa.

Vittima della sua (ormai quasi insopportabile) insipienza ed arroganza.
Vittima della sua stessa (altrettanto insopportabile) avidità e violenza.
Vittima della sua enorme (e forse invincibile) ignoranza.

Stiamo esagerando? Vediamo…

Lo sfacelo ambientale, ritenuto da svariati decenni e da (quasi) tutti i “politici” ed i “cervelloni” (scientifici) che vanno per la maggiore come un “fenomeno grave ma non gravissimo; avanzato ma reversibile etc.” , è davanti ai nostri occhi.

Ebbene che cosa si sta facendo “di pratico” (e cioè di utile, visibile – negli effetti -, semplice ed immediato) per iniziare, se non a risolvere, quanto meno ad arginare l’avanzamento del problema?

Niente – chiacchiere e fiumi di carta a parte.

Lo sfacelo politico e culturale – e qui parliamo dell’Italia in particolare (ma certo non dimentichiamo le altre, cosiddette, Grandi Democrazie Mondiali…), è nelle città e, quindi, nella case di tutti.
E’ nelle scuole, nelle strade, nelle imprese e, diremmo naturalmente, è anche in televisione: lo strumento di “indottrinamento e rimbecillimento” più comune e, dunque, più usato.

Ed è presente – last but not least – sulla Rete, ovviamente.
Sul World Wide Web.

Cosa stiamo facendo per arginare questo sfacelo? Ma è evidente: la stessa cosa che si sta facendo per il degrado ambientale.

E cioè, niente.

Ma non è tutto (anche se – forse – è già abbastanza). Parlando proprio del World Wide Web (noto anche come “Internet” o “La Rete“), sottolineiamo che i “luoghi di aggregazione reale” di un tempo sono diventati, in larga maggioranza, “luoghi di aggregazione virtuale” e, quindi (oggi), luoghi di conflitto.
Conflitti futili, in tantissimi casi, ma pur sempre conflitti.

Noi leggiamo i giornali (anche se questa potrebbe non essere più una grande idea…) e cerchiamo di mantenerci aggiornati, in qualche modo. Cerchiamo anche di confrontarci, qualche volta.
Anzi: sempre.
Ma per finire con lo scoprire cosa?

Che c’è una voglia planetaria di crescita e di arricchimento reciproci?
Che c’è voglia di rinnovamento interiore?
Che c’è voglia di pulizia forse?

No. O meglio: a “chiacchiere”, forse, queste “voglie” ci sono, ma nei fatti…
Nei fatti, l’unica “voglia” che appare – ormai – sempre più grande e sempre più forte è SOLO quella di “far casino”.
Voglia di “usare violenza”.
Voglia (e soddisfazione nel fatto) di “offendere” e di “macellare”, talvolta nel nome del piacere del sopruso; talvolta nel nome della propria ed esclusiva “visione del mondo”.
Una “visione” che, naturalmente, non deve essere condivisa attraverso il confronto, magari anche caldo e dialetticamente succulento.
No.
Essa deve essere IMPOSTA, comunque ed a qualsiasi costo.

A tal riguardo, vengono in mente le ore trascorse – qualche anno fa (anzi: parecchi anni fa…) – al bar, alla sera (di ritorno dall’ufficio), con qualche amico, a parlare di calcio.
Non importava tanto, allora, l’essere tifosi di “Tizio” o di “Caio”.
Ciò che importava era “essere tifosi di qualcuno o di qualcosa”. Così, tanto per condividere una passione comune e, tra uno sfottò e l’altro, per ritrovarci uniti.
Litigiosamente magari, ma “UNITI”!
Adesso le cose sono cambiate. Ora, al bar (o in qualsiasi altro “luogo di aggregazione” reale o virtuale si voglia andare), bisogna stare attenti a quello che si dice. Non solo: bisogna anche stare attenti anche a “come” lo si dice.
Nel mondo “reale”, il rischio di accendere una rissa e quindi di ritrovarsi con la testa rotta o una coltellata in pancia c’è, esiste, ed è considerevole.
Lo stesso rischio che si corre osservando troppo a lungo (e/od apostrofando, quindi) un automobilista inetto e maleducato (e cioè che, magari, è passato con il rosso, o a velocità elevata in un’area pedonale o nei pressi di un parco o di una scuola).

Il rischio di trasformare l’umana protesta e l’umana richiesta di confronto in uno scontro all’ultimo sangue, inatteso e becero, ma sovente inevitabile, è diventato (forse già in una buona parte del Mondo, di certo lo è qui in Italia) uno sgradito collaterale del concetto Liberale ed Illuminista che noi identifichiamo nella “Libertà di esprimere la propria individualità”.

Ma stiamo divagando. (…continua)

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