True Planets

27 giugno 2007

Le DIECI Regole della Ricerca – di Paolo C. Fienga & Lunar Explorer Italia

Filed under: Articoli — info @ 13:50

…Qualche Lettore, parecchio tempo fa, ci chiese se Lunexit adottasse delle Regole di un qualche tipo nello svolgimento del proprio lavoro.

Beh, scusandoci per il ritardo con cui ci accingiamo a rispondere, speriamo comunque di fare una cosa gradita esplicitando le Regole (un pò scherzose ed un pò serie) alle quali e sulle quali, rispettivamente, si ispira e si fonda il nostro Lavoro…

Regola 1

Anche se è ovvio che tra i Principii e le Leggi studiate ci sono quantitativi probabilmente enormi di errori ed inesattezze, occorre ammettere che ci sono anche dei grandissimi quantitativi di elementi esatti;

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Regola 2

Il Possibilismo, unito alla Conoscenza, alla Sobrietà ed all’Equilibrio, crea Scienziati e Ricercatori; l’Arrogante Certezza, unita al Pressappochismo, al Sensazionalismo ed all’Estremismo, produce idioti;

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Regola 3

Quando si analizza un frame, bisogna partire dall’immagine ed arrivare ad un’idea esplicativa dell’immagine; partire da un’idea esplicativa dell’immagine e tentare, attraverso il frame, di dimostrarla, è un’aberrazione;

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Regola 4

Quando si arriva ad una possibile spiegazione valida ed accettabile di quanto mostrato da un frame, bisogna rammentare che, senza dubbio, esistono anche altre spiegazioni le quali possono essere altrettanto valide ed accettabili;

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Regola 5

Quando si è preso atto di tutte le possibili spiegazioni occorre sceglierne una e (provare a) dimostrarla expressis verbis; la logica silente, nell’Astrofisica, nelle Scienze Planetarie ed oggi anche nella Scienze di Confine, non funziona;

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Regola 6

Quando ci si trova in una situazione di dissenso, può darsi che entrambe le Parti sìano in torto; è comunque difficile (se non impossibile) che entrambe le Parti abbiano ragione;

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Regola 7

Quando si riesce ad intuire e/o dimostrare qualcosa, bisogna conservare l’umiltà necessaria per spiegarla; quando non si riesce ad intuire né a dimostrare qualcosa, bisogna avere l’umiltà di ammetterlo;

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Regola 8

Non esiste una Teoria Perfetta, ma certo esistono dei Principii e delle Regole che sono difficili da questionare; in ogni caso, il non ribattere apertamente ad una Teoria, ad un Principio e/o ad una Regola non significa approvarla;

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Regola 9:  

Non esiste una Scienza Perfetta, nè esiste una Scienza che si fondi sulla sola analisi delle immagini e che non contempli la Sperimentazione (o la Verifica in loco) delle ipotesi;

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Regola 10:

Quando non si ha l’opportunità di spiegare sobriamente e quietamente la propria Verità, allora bisogna gridarla.

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23 giugno 2007

What if… – di Lunar Explorer Italia

Filed under: Articoli — info @ 14:29

Grazie allo splendido lavoro del Dr Gianluigi Barca (Presidente di Lunar Explorer Italia, Sez. Piemonte e Liguria - http://www.lunarexplorer.it/) – il quale ha isolato ed analizzato in dettaglio una serie di 13 frames che, ad un’occhiata superficiale, sembravano non possedere alcun valore particolare – siamo in condizione di proporVi una straordinaria ripresa di quello che sembra essere un autentico UFO il quale attraversa il campo visivo di una delle fotocamere a bordo della Sonda Cassini mentre quest’ultima è impegnata a riprendere la debole luminescenza che caratterizza l’Anello “G” del Gigante Gassoso.
I frames adottati dal Dr Barca per la realizzazione del GIF-movie vanno dal n. N00084958 al n. N00084971.

Le informazioni contestuali ai frames NASA impiegati, purtroppo, non ci forniscono indicazioni per poter calcolare in alcun modo (neppure in maniera del tutto approssimativa) nè il tempo intercorso fra scatto e scatto, nè la distanza percorsa dalla Sonda Cassini nello Spazio di Saturno fra il primo e l’ultimo scatto considerato ai fini della realizzazione del GIF-movie.

Comunque, usando la Logica, il Buon Senso, la Prudenza e l’Esperienza, possiamo dire che l’oggetto in movimento, anche se (teoricamente) potrebbe essere solo una shepherd-moon (ossìa una luna-pastore) il cui scopo è quello di mantenere gravitazionalmente in equilibrio l’Anello “G” di Saturno e che SEMBRA scappare via veloce solo perchè i frames che la riprendono potrebbero, a loro volta, essere stati ottenuti a grande distanza di tempo – ergo di spazio – l’uno dall’altro, è pur vero che l’effetto “striscia” il quale, a volte, caratterizza le fotografie “mosse” dei satelliti minori di Saturno (un effetto che deve la sua causa al concorso di circostanze quali la lunghezza della esposizione in rapporto alla distanza Sonda/Target ed alla velocità relativa dei due corpi) non si è MAI presentato (a nostra memoria) in una forma così accentuata ed ingannevole.
 
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Inoltre, se osservate l’intero filmato con estrema attenzione, noterete che alcuni punti fissi (e cioè punti che mantengono la loro posizione relativa durante l’intera ripresa), li troviamo in quasi tutti i 13 frames che la compongono (e si tratta di punti che non sono certamente – ed almeno a nostro parere – dei semplici photoartifacts o dei raggi cosmici – come lo è, p.e., il dettaglio che appare nel frame N00084968 sulla Vostra Dx -, ma delle stelle).

Ora questa circostanza ci dimostra che la Sonda Cassini ha mantenuto, durante la ripresa, una traiettoria sostanzialmente lineare e senza deviazioni repentine le quali avrebbero creato l’effetto noto come “star trail” (“stella con scia”) che invece abbiamo già visto e riconosciuto in centinaia di frames (pensate in particolare ai frames che ci raccontano di quando la Sonda stava sorvolando una luna saturniana in quelle sue regioni immerse nella notte e, dovendo allungare il tempo di esposizione – o “posa” – per ottenere un minimo di dettagli del suolo (illuminato dal solo “Saturn-Shine“, o “Chiaro di Saturno“), finiva con alterare l’apparenza delle stelle le quali, ben visibili oltre il margine (limb) del corpo roccioso, si trasformavano tutte in “star trails“, appunto).

E non è tutto.
Se è infatti ovvio che un oggetto posto a distanza (che viene convenzionalmente detta) “infinita” rispetto alla fotocamera dell’Orbiter apparirà, sebbene in movimento, SEMPRE e COMUNQUE fermo durante qualsiasi tipo di ripresa (a condizione che la Sonda mantenga la camera fissa ed a fuoco sull’infinito, senza rotazioni o cambi repentini di rotta), è pur vero che l’oggetto anomalo che si evidenzia in questi frames, se fosse davvero una luna pastore, si dovrebbe trovare ad una distanza pari o superiore – come minimo – al milione di Km dalla Sonda (questa informazione la deduciamo dalla magnitudine apparente dell’oggetto) e quindi , a condizioni di camera ferma ed a fuoco sull’infinito, anch’esso dovrebbe risultare (fotograficamente e dunque visivamente parlando) equiparabile/MOLTO simile ad una delle altre stelle che appaiono sullo sfondo.
Inoltre la sua immagine ci risulterebbe, sul frame, come un punto, si, MOLTO più luminoso delle altre stelle visibili sullo sfondo, ma pur sempre un punto (o, al limite, un disco leggermente allungato, ma certo NON uno star-trail, che è invece quello che qui si vede con estrema chiarezza).

Vi rammentiamo – qualora aveste tempo e voglia di fare qualche verifica – che sono presenti nella Sezione di Lunexit dedicata a Saturno ed al suo Sistema, un numero elevato di frames che testimoniano questo tipo di effetto.

Insomma: pur con tutta la prudenza del caso, noi riteniamo che il Dr Barca abbia individuato ed isolato un AUTENTICO OVNI che sfreccia nello Spazio di Saturno (ed onde evitare malintesi di sorta Vi ricordiamo che OVNI, vuol solo dire Oggetto Volante Non Identificato).

Bolide? Corpo Errante? Nave Spaziale Aliena?…

Decidetelo Voi. Non ci fermiamo qui…

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Un commento “al volo” (di Paolo C. Fienga):

E se.

E se l’oggetto isolato dal Dr Barca fosse realmente un’Astronave Aliena in transito?

E se questo GIF-Movie costituisse l’espressione tangibile di un data leak di incredibile portata? Un data leak il quale non farebbe altro che aggiungere una nuova (ed autorevole, poichè di Fonte NASA) conferma all’ipotesi che NON SOLO NON SIAMO SOLI, ma che anzi siamo addirittura circondati da OSSERVATORI/VISITATORI che, agendo con estrema nonchalance, si muovono liberamente e rapidamente dalla Luna, a Marte, allo Spazio di Saturno…

E se provassimo, almeno per una volta, a smetterla di affidare la nostra Intelligenza, Sensibilità, Capacità Intuitiva e Coscienza a quanto scrivono (da almeno mezzo secolo!) alcuni “Scienziati Sempreverdi e Semprescettici” per i quali, ad esempio, “le distanze interstellari e/o intergalattiche non sono nè saranno mai copribili, in tempi “umanamente ragionevoli”, da alcun tipo di astronave“; oppure “anche se esistessero altre Civiltà nell’Universo, il contatto fisico con la nostra Civiltà sarebbe impossibile (per i motivi di cui sopra)“; oppure (dulcis in fundo) “se gli Alieni fossero davvero intorno a noi, essi si sarebbero già fatti vivi da un pezzo ed in maniera eclatante” e così via, à suivre, in un carosello – secondo noi ormai stravecchio e stantìo… - costituito da tanto “Inossidabili” quanto “Questionabili“ Certezze…

E se la nostra Civiltà (Civiltà: parolona, visto quello che stiamo combinando…) fosse davvero “sotto osservazione”?

E se, fra le centinaia di migliaia di avvistamenti UFO che contiamo ogni anno, ce ne fosse un (minimo) 5% di ASSOLUTAMENTE AUTENTICI ed INCONTROVERTIBILI?

E se, fra le innumerevoli Anomalìe che abbiamo rilevato attraverso l’analisi di migliaia di frames (che vanno dalla Luna a Nettuno, passando da Marte, Giove e Saturno – e relativi Sistemi) ce ne fosse un (minimo) 5% di ASSOLUTAMENTE AUTENTICHE ed INEQUIVOCABILI?

Insomma: se avessimo la certezza di non essere soli (o meglio: e se scoprissimo, magari all’improvviso, di essere solamente “una civiltà fra le tante”, e nemmeno una di quelle “venute bene“…), che cosa cambierebbe negli Scenari Storici, Geografici, Scientifici, Politici e Religiosi (certo: anche Religiosi!) sui quali poggia il nostro piccolo Mondo?

Che cosa chiederemmo ai Visitatori da Altrove, nel momento in cui Essi si manifestassero?

E che cosa potremmo offrirgli?

E, soprattutto, che cosa ci racconterebbero le Teste d’Uovo che incarnano e rappresentano l’Establishment Scientifico per giustificare (se gli Alieni fossero realmente qui, “intorno a noi e/o fra noi”, e magari da sempre…) la loro – a quel punto – immensa ed ingiustificabile ignoranza ed arroganza intellettuale?

Pensiamoci sopra un attimo, tutti quanti, e poi, serenamente, proviamo a chiederci le ragioni (Storiche, Politiche, Geografiche, Scientifiche e Religiose) che sosterrebbero - OGGI più che mai – la NECESSITA’ di un eventuale (e reiterato!) Cover-Up.

Morale: la Verità, forse, è davvero davanti agli occhi di tutti.

Peccato che nessuno (o quasi…) abbia realmente voglia di provare a darle almeno un’occhiatina…

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