Open Letter – di Paolo C. Fienga & Lunar Explorer Italia
“…La differenza che passa fra un Dubbio ed una Certezza è nel valore di mercato che ora viene dato all’uno, ed ora all’altra…” (P.C. Floegers)
Cari Amici di Lunar Explorer Italia,
prendendo spunto da una recentissima (ed importantissima) conversazione (che è poi divenuta disfida dialettica e metodologica) occorsa fra l’Amico e Socio Matteo Fagone (PianetaMarte.net) ed il sottoscritto, ho deciso di “allargare” l’orizzonte delle opinioni da considerare – prima di operare delle scelte definitive – a tutti coloro che lavorano e/o collaborano (anche saltuariamente) con noi, o che sono semplicemente “Amici” di Lunar Explorer Italia.
Il tema è semplice, eppure oltremodo complesso e delicato: chi lavora per Lunar Explorer Italia deve, nell’analisi della documentazione e nella redazione dei relativi commenti, tendenzialmente mantenere posizioni prudenti, equilibrate e possibiliste (e questa è una “policy” della nostra Fondazione).
Così è (quasi) sempre stato sino ad ora e così (quasi) sempre continua ad essere: ma che dire del Futuro?
Cambiare indirizzo filosofico e metodologico o perseverare nei termini di cui sopra?
Questo è il punto.
L’esperienza sino ad oggi maturata ci dice che questa caratterizzazione del nostro Lavoro ha portato tanti Lettori a diventare degli Amici e, a ben guardare, le nostre pagine (ancora aggiornate quotidianamente – e ci piacerebbe continuare a farlo anche negli anni che verranno…) sono lette in buona parte dell’Europa ed anche altrove (da Canada, USA, Argentina ed Australia ci arrivano svariati Lettori i quali, di tanto in tanto, provano anche ad interfacciarsi con la nostra Staff).
I commenti positivi ci sono e sono tanti.
Commenti negativi? Si, ci sono stati, ma “due” (si 2: avete letto bene) lettere, in quasi tre anni di presenza sul WWW, costituiscono un dato statistico praticamente irrilevante.
Comunque sia, anche i commenti negativi, sebbene limitatissimi, sono stati tenuti in debito conto.
Ma il problema non è questo. Il problema è che una (piccola, ma bella) realtà come Lunar Explorer Italia meriterebbe – secondo alcuni (me compreso, ovviamente) – uno spazio maggiore.
Ma dove?
E come?
I “sogni nel cassetto” sono tanti: per alcuni di noi il “sogno” preferito è quello di fare qualche Conferenza in più; per altri è venire “recensiti” (da altri Siti e da Riviste); per altri ancora è giungere a scrivere libri e/o saggi i quali portino il marchio “Lun-Ex-It“.
Bello: l’idea piace… Ma la cosa non è così semplice, anzi.
E non lo è per tanti motivi: vediamone qualcuno…
Non lo è perchè, fra noi, di “personaggi importanti” (o, se preferite, di “ammanicati”…) non ce ne sono.
Non lo è perchè il nostro “stile” è prudente e sommesso.
Non lo è perchè coloro che lavorano/collaborano con Lunar Explorer Italia non sono Scienziati (almeno non nel senso “tecnico” comune del termine).
Non lo è perchè Lunar Explorer Italia “vola bassa”.
Ecco: quest’ultimo “perchè” è stato fonte di discussioni.
“Volare bassi“: che vuol dire?
Sarò rapido e verrò subito al punto: “volare bassi” non è necessariamente sinonimo di “essere mediocri”.
Con questa espressione si vuol solo dire che, prima di “aprire bocca e parlare” (anzi: scrivere), qui si deve pensare. E si deve pensare parecchio.
Molte volte ho detto e scritto che per costruirsi un minimo di credibilità occorrono anni, ma per sfasciare tale credibilità bastano due minuti (anzi: di meno).
Prudenza, quindi: poichè non tutto è come sembra, spesso.
Di possibili Anomalìe di grande portata ne abbiamo individuate davvero tante e, con tutto il rispetto per altri Ricercatori, qui stiamo parlando di Anomalìe anche di valore ben maggiore rispetto alla (stra-abusata) “Faccia di Cydonia“.
Pensate, tanto per restare nel campo della ricerca “pura”, ai possibili bolidi in caduta negli strati superiori dell’atmosfera di Saturno; ai “crepacci” lineari di alcune delle lune del Gigante Anellato; alle “Blue Flares” della Luna ed alle “pseudo-rocce” di Marte (“gusci”, “uova”, “Totem” e così via…).
Abbiamo anche preso delle sviste, ma questo fa parte del “gioco”: chi lavora, sbaglia. Solo chi guarda (e spesso critica) non “sbaglia mai” (ahahahahahahahaha!!!…sorry…).
Tanto lavoro, tanti sacrifici, tante ore (MIGLIAIA!) passate a cercare, selezionare, isolare, amplificare, elaborare etc. (pensate al più recente lavoro sui colori di Marte – a quanto pare già scopiazzato da qualche Ricercatore d’oltre Oceano) e…quanta “eco”?
Pochissima, anzi: praticamente zero.
Se non fosse per Tom Bosco (Nexus) e per i Responsabili di qualche Sito Amico (SpazioUfo.com o UFO-OnLine o Italian Anomaly Hunters) potremmo dire che il nostro Lavoro, per quanto interessante e ben fatto che possa essere (e scusateci la presunzione) è praticamente sconosciuto.
Perchè?
La mia idea/opinione – ed è su questo che vorrei il Vostro aiuto e riscontro – è che siamo “troppo prudenti”.
Pensate, ad esempio, al nuovo “Ricercatore Fenomeno” Italiano: l’Ing. Ennio Piccaluga.
Non lo conosco personalmente, ma mi dicono che è una persona a modo, preparata ed intelligente. Come la maggior parte di noi. Non di meno, ma neppure più di noi.
E allora, ci si chiede, come mai per il Suo “Ossimoro Marte” si è parlato e si parla ancora tantissimo, nonostante si tratti di un’Opera si, graziosa e gradevolmente leggibile, ma anche AMPIAMENTE discutibile (l’ho letta e quindi parlo ex informata scientia e non per “sentito dire”)?
Che cosa costui ha scritto e/o scoperto di così eclatante?
Nulla, ovviamente: il “boom” dell’Ing. Piccaluga - l’ultimo “Miracolo Italiano” – trova la sua origine nella enorme pubblicità che questi ha ricevuto, da un lato, e nel sensazionalismo (sempre un pò bieco ed ingannevole - e che l’Ingegnere mi perdoni la sincerità) che è stato usato per presentare l’Opera dall’altro.
Insomma: quando sulle nostre pagine scriviamo che “forse” abbiamo scoperto (diciamo “individuato”, che è più corretto ed intellettualmente onesto) qualcosa di significativo (cosa successa già svariate volte), qual’è il “Premio”? Il “Premio” è che – statistiche alla mano – saremo stati letti da 100 (o meno) persone e memorizzati da 10 (o meno).
Ma se invece scrivessimo – ben supportati da qualche pseudo-divulgatore/editore senza scrupoli (ed affamato di quattrini e facile notorietà) - che “la Verità è stata finalmente rivelata” e quindi qualcuno sponsorizzasse a modo la nostra “sparata” (chiamiamola “bufala”, che è pure più corretto ed intellettualmente onesto), allora ci leggerebbero – molto probabilmente – in 100000 e memorizzerebbero (ricordandoci) almeno in 50000.
Non ho reso l’idea?
Allora: se si mantiene un atteggiamento onesto, misurato e prudente il risultato è che si rimane, certamente, seri e pragmatici, ma – purtroppo – si naviga “a vista” e si opera nel sottobosco (con il rischio di “affogare” nel sottobosco…).
Magari si arriverà anche, forse – un giorno… – alla scoperta/intuizione “epocale”, ma detta scoperta/intuizione, quand’anche arrivasse, con ogni probabilità (diciamo al 99,99%?…) passerebbe del tutto inosservata.
Se invece abbandonassimo l’onestà intellettuale, la misura e la prudenza e cominciassimo a “far rumore”, a farci “notare” e, forse, anche a scrivere qualche eclatante (ben espressa, sensazionalista e rigorosamente indimostrabile) scemenza di dimensioni planetarie (come mi piace dire), usciremmo rapidamente dal nostro “limbo” per diventare – chissà? – dei Nuovi Profeti della Ricerca (tipo Hoagland e Palermo, o dei “pesci piccoli” – ma conosciuti – come Troy, Bara, England e, perchè no?, anche come il “pesciolino nostrano” Piccaluga – figura, oggi come oggi, decisamente minore, ma che sta avendo un più che notevole successo) o, comunque, delle “persone che SANNO” (anche se il prezzo da pagare per il “Sapere” è, spesso, assai salato…).

Tornando a noi ed alla querelle originale, Matteo Fagone, in buona sostanza, dice “NO al sensazionalismo. Perseveriamo con il nostro metodo (serio, accurato e professionale – ma, nota mia, che rischia di non portarci da nessuna parte) e restiamo alla finestra”.
I pro dell’approccio di Matteo: restiamo dei Professionisti del Pragmatismo Divulgativo e Scientifico e, probabilmente, saremo dei Ricercatori “di Nicchia” molto apprezzati anche in futuro.
I contro: come già si diceva prima, quand’anche arrivassimo alla Scoperta Epocale, essa passerebbe inosservata/ignorata. Tanto lavoro e tanti sacrifici…per nulla.
Il sottoscritto (assieme a due miei Collaboratori di STAFF), invece, dice “restiamo pragmatici”, ma proviamo ad alzare il tiro ed a “cambiare tono” (diventiamo più aggressivi, più espliciti e più controversi).
I pro: probabilmente diventeremo più visibili (con tutto quanto ne segue).
I contro: se commettiamo un errore eclatante (e può succedere) potremmo essere rovinati (anche se c’è chi dice, come l’ottimo Dr Feltri, che “sparando cazzate si rischia solo di guadagnare notorietà, sponsors e quattrini” – e forse il Grande Alessio ha ragione…).
La Materia è complessa, dunque; la scelta “di campo” è difficile ed il dilemma – come tutti i “Dilemmi” che si rispettano – è “cornuto”.
Voi che ne pensate?
Lunar Explorer Italia, fra non molto, cambierà comunque qualcosa al suo interno ed anche il Sito verrà ampiamente rinnovato, ma l’opinione di chi è Amico di Lunar Explorer Italia è e sarà SEMPRE considerata e valutata.
Voi, dunque, che avete reso e che rendete Lunar Explorer Italia viva (leggendoci, stimolandoci ed anche partecipando attivamente a questa “Mission Impossible” di Ricerca, Informazione e Divulgazione), che cosa dite?
Che cosa pensate?
Dov’è il Futuro della Ricerca?
Cosa dobbiamo fare?…
Un abbraccio a tutti e, mi raccomando, scriveteci!
Dr Paolo C. Fienga
Lunar Explorer Italia
il Presidente