“In Vino Veritas”, non c’è dubbio, ma…Che cosa c’è “In Scientia”?!? – di Gianluigi Barca
“…E ora un altro fatto molto semplice. Qualsiasi persona che abbia doti d’ingegno può trarre dagli scritti di Paracelso o di Boheme diecimila volumi d’ugual valore di quelli di Swedenborg, e un numero infinito da quelli di Dante o Shakespeare.
Ma quando l’abbia fatto non venga a dirci di saperne di più del suo maestro, poiché non fa che tenere una candela accesa in pieno sole…”
W. Blake, Libri Profetici (il Matrimonio del Cielo e dell’Inferno)
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Se è vero che per la maggior parte del mondo, Accademico e non, la parola Scienza fa rima con “Verità”, è altrettanto vero che spesso, in questo connubio di termini, si dimentica un’altra parola – certo non di poco conto - ovvero “Ricerca”.
La Verità Scientifica, per certi versi, non esiste, non per follia di chi scrive – crediamo – ma solo per Logica: sia Scientifica (appunto), sia Linguistica.
La Scienza, infatti – quella con la “S” maiuscola –, è passata, inter alia e da quel che ne sappiamo, dalla nozione di Terra piatta e posta al centro dell’Universo a quella che, oggi, vede la Terra come un “granello di polvere perso su una spiaggia infinita”.
Quante “Rivoluzioni” Scientifiche ci sono state in passato?
Innumerevoli, ma la Scienza (al pari della Conoscenza), pur cambiando faccia e connotati, è rimasta, si è migliorata ed è cresciuta.
E l’Uomo?
L’Uomo, che di questa Scienza è – da sempre – stato un pò servo ed un po’ padrone, è passato dalla fase preistorica a quella di Homo Sapiens Sapiens (ed ora sta attraversando il periodo definito come dell’ “Homo Technologicus”).
Percorsi diversi, fatiche maggiori…Strano, specie se pensate che la Scienza (almeno in teoria…) è Figlia dell’Uomo (e non viceversa…).
Tanti contrasti, tante rivoluzioni, tanti cambiamenti, certo, ma tutto questo è normale: si chiama Evoluzione e l’Evoluzione implica il miglioramento ed il miglioramento implica il passaggio da concetti e sistemi rudimentali (o addirittura errati) a sistemi e concetti avanzati (e magari esatti).
Ma la Verità?
La Verità, in senso Filosofico e Dialettico,coincide – o, almeno, è assimilabile – alla Verità in senso Scientifico?
Forse e forse no.
Certo NON sempre, ma non assolutizziamo: sarebbe infatti sciocco dire che non esistano Verità Scientifiche appurate e dimostrate – ossìa provate mediante riproduzioni in laboratorio ed in condizioni controllate – le quali potrebbero anche essere valide non solo sulla Terra, ma anche nell’Universo (ma se allarghiamo troppo lo scenario di riferimento, passando dall’infinitamente piccolo – la Terra – all’infinitamente grande – l’Universo – effettivamente si comincia, se parliamo di “Certezze”, a sentir scricchiolare qualcosa), ma la questione “generale” credo che andrebbe, almeno in parte, ridefinita.
Ad esempio, noi crediamo che il fatto di ricordarsi alcuni concetti di base non faccia male.
Prendiamone uno su tutti: la Scienza – fortunatamente – evolve, proprio come e con noi uomini, e come noi cambia, muta, e se ieri suggeriva di cacciare usando lance e pietre, o di danzare per propiziarsi piogge e, con esse, terre fertili e messi abbondanti, oggi Essa può sia indicare la strada per migliorare la qualità delle nostre Vite (o anche salvarle), suggerendoci la concezione e la realizzazione di nuove medicine (dalla penicillina alla morfina), di tecniche chirurgiche rivoluzionarie (pensate ai 1000 usi del laser, specie nel campo dell’oculistica!) e strumenti di analisi all’avanguardia (i termini “risonanza magnetica”, oppure “eco-Doppler” Vi dicono qualcosa?!?), sia condurre alla totale distruzione del Genere Umano (e non serve certamente fare degli esempi e/o spiegare come…).
Vogliamo sbizzarrirci, per gioco ovviamente, in una breve riflessione metropolitana?
Se molti di noi devono ringraziare gli studi sulla Genetica (nota: per chi ancora non lo sapesse, in gran parte sostenuti dalle Multinazionali operanti nel Settore delle Assicurazioni) poiché, grazie alle incredibili scoperte fatte molte persone sono ancora vive, altri, invece, continuano – nonostante tutto, ha vivere in situazioni disastrose.
Della serie: hai il diabete o qualche altro orribile malanno? Di guarire non se ne parla, ma prova a farti un’assicurazione sulla vita!
Tutte scelte, naturalmente, ma anche tutti vissuti reali.
E allora sarà “cattiva ed amorale” l’azienda assicurativa o lo sarà la Scienza da essa creata e finanziata – ma che resta pur sempre Scienza?
Ebbene, a mio modesto parere non è questo il problema; il problema vero siamo noi.
I vaccini salvano molte persone, ma ogni “tot” di vaccini, matematicamente (e scientificamente), qualcosa non funziona e qualcuno muore.
Ma va bene lo stesso (si fa per dire…): abbiamo scelto (?) il vaccino, ci abbiamo creduto (e ci crediamo) e quindi, evidentemente, la procedura vale la candela.
E la morte di qualcuno?
Leggi Statistiche, è la risposta (gelida ed ineccepibile).
Ma in altri ambiti (scientifici) funziona sempre così?
I famosi “cover-up” i quali, si dice, sìano sempre o quasi operati (e benedetti), in ultima istanza, dall’ONU – e secondo cui una “certa porzione” di Ricerca, con le relative Scoperte, DEVE essere filtrata, poiché possibile (e ricca) fonte di destabilizzazione politico-economica (ma per il popolo si preferisce dire “per ragioni di sicurezza”) – sono tutte azzeccate?
Molte lo saranno sicuramente (seppur con tutto il vortice di conseguenze che da tali scelte “di occultazione” derivano); altre, probabilmente, lo sono un po’ meno (pensate alla Materia delle Energie alternative e pulite, agli impatti ambientali derivanti dall’applicazione di alcune tecnologie, alle strutture ed ai metodi sanitari etc.).
Un domani, (si spera) tutto sarà chiaro e disponibile, ma oggi, seppur molte idee sono già ad uno stato di avanzata elaborazione, alcune “scelte” operate ai “piani alti” della Scala Gerarchica ed Organizzativa del nostro pianeta le spezzano sul nascere.
E questi sono fatti, non parole o paranoie complottistiche, ahinoi…
Ma torniamo ai problemi linguistici.
Come si diceva, di Verità Scientifiche ne esistono…ma non esistono…
Lasciamo perdere le tautologie…dire che su un piano, tra due punti, la linea retta è la più breve – notava già una parte della filosofia moderna – è come dire che “un marito è sposato”: non è tanto questione di Verità o di Linguaggio, ma è più un gioco di parole, di regola figlio della singola cultura di riferimento.
Pensate: per noi Occidentali, è vero che” un cerchio è un cerchio”: non ci piove.
Ma è anche vero che, per molte tribù aborigene dell’Africa Centrale o della Nuova Guinea, un cerchio su un foglio, come alcuni interessanti studi antropologici confermano, non è altro che…la Luna, o un braccialetto!
Che cos’è, allora, un “cerchio”? Chi era Euclide? E che cos’è – realmente – la Geometria?
Insomma, è tutta questione di Linguaggio – laddove questo termine, ovviamente, intende ed implica un contesto alternativo –: ci sono luoghi e contesti in cui il “cerchio” è “un cerchio” (e basta), ed altri luoghi e contesti in cui la nozione di “cerchio” non esiste, ma esiste la semplice rappresentazione della realtà fisica (ed allora il nostro “cerchio” diventa Sole, o Luna, o Bracciale).
Ci sono luoghi e contesti, quindi, dove troviamo Verità diverse e dove – molto probabilmente – ha ben più senso conoscere la Luna piuttosto che Euclide…
Oppure dove è meglio conoscere l’albero del salice piuttosto che l’acido acetilsalicilico, ovvero, l’aspirina…certo, quest’ultimo esempio ha in comune un principio attivo che, dal nostro punto di vista, scientificamente produce lo stesso effetto sul corpo al quale viene somministrato, ma potremmo dire così anche per tutti i rituali della guarigione propri delle culture tribali?
Tra l’altro, restando dalle nostre parti, forse non tutti sanno che, secondo le Leggi Chimiche “Convenzionali” ed in accordo ed ossequio ai (cosiddetti) parametri “ufficiali”, le medicine omeopatiche non sono altro che acqua…già, come quella del rubinetto di casa! Una sorta di “placebo” (e pure costoso, a volte), in fondo, eppure c’è chi giura che…
Ma non è tutto qui.
Abbandoniamo la Terra e guardiamo un po’ il cielo: la NASA e l’ESA, ciclicamente, forse per hobby, o per acutezza (ai più invisibile) o per mera disinformazione (visibile e comprensibile…), creano inutili diatribe e sollevano ridicoli polveroni tra Scienziati, Ricercatori ed Anomaly Hunters, facendo dichiarazioni discutibilissime e/o vendendo al Pubblico, per lo più incauto ed “ignorante” – detto in senso non malevolo – come fotografie autentiche quelli che sono semplici elaborazioni digitali su frames (forse) autentici (ma mai visti).
Si chiamano “Pseudo-fotografie” – definizione creata da Lunar Explorer Italia – e se ne trovano davvero a “bizzeffe” nei Siti ESA.
Comunque sia: una volta “date in pasto” al Pubblico – con scelta di tempi e modalità strategiche da far invidia a Cesare e Napoleone – queste pseudo-fotografie (delle vere e proprie “esche” per allocchi, la cui unica finalità è quella di deviare l’attenzione dalle problematiche reali – ma “noiose” – per rivolgerle alle “scemenze planetarie” – interessantissime e redditizie), allora – e letteralmente “in sciami” – vengono in soccorso del “Povero (e, lo ribadiamo, ignorante) Pubblico, i Paladini della Verità…
Non ci credete? Ad ogni e per ogni esca gettata nel Mare Magnum della “Ricerca Indipendente” (sia che si tratti di un’esca “made in USA” – Houston o Pasadena o chissà-dove – per la NASA – o di esca “made in Europe” – per lo più Berlino – per l’ESA), basta qualche click sul computer per trovarsi subito (ed irrimediabilmente) sepolti o sommersi da oceani di interpretazioni: TUTTE INOPPUGNABILI e TUTTE – rigorosamente – AUTENTICHE.
E’ così che abbiamo scoperto che sulla Luna ci siamo andati solo grazie ad un filmetto fatto ad Hollywood e che su Marte (e non solo) abbondano piramidi ciclopiche e volti monolitici dall’espressione più sorpresa della nostra!
Ancora non Vi basta? Ed allora, per approfondire l’argomento, andate in libreria a comprarVi il solito (e rigorosamente “to be continued…”) ultimissimo best seller RIVELATORE, oppure prepagateVi on line un qualche nuovo dvd – anch’esso rivelatore – che, in due giorni, porterà a casa Vostra, a prezzo contenuto (e con sconto del 15% per i primi diecimila ordinanti), la Verità sulla Storia della Terra, del Sistema Solare, del Cosmo, di Dio e di tutto quant’altro avete sempre voluto sapere ma non avete mai osato chiedere.
Tranquilli: 20/25 Euro sono sufficienti per “Conoscere la Verità” (e poi dicono che la Cultura non è “accessibile a tutti”!…)
Grazie, grazie a tutti, dunque…
Ma ora, esauritosi il sarcasmo e la triste (ed amarognola) ironia, proviamo – solo per un momento, naturalmente – a toglierci la maschera propria dei (fessi) Consumatori di Spazzatura sub-culturale e tentiamo quindi di ragionare (si, lo sappiamo: è difficile e costa fatica, ma bisogna tentare di farlo, almeno qualche volta…) con la nostra testa, o con quel che ne rimane.
Ricordiamo per un attimo il volto di Cydonia…è dal 1976/79 che se ne parla senza arrivare a nulla.
La notizia regge due o tre giorni, poi ci si dimentica della questione per qualche anno (o solo qualche mese) ed infine, assecondando dei cicli quasi “stagionali”, tutto ritorna e la Sfinge Marziana sbuca nuovamente dalla polvere (rossa, come ovvio) di Marte per tornare a spiarci dal buco della serratura della nostra incertezza: siamo soli nell’Universo (ci sussurra)?
Ora…il problema, anche in questo caso – secondo noi – non è tanto se la questione in sé sussiste o se si tratta di disinformazione pura; sicuramente ci sono un’infinità di persone più preparate a riguardo, ma se volete la nostra idea essa si sostanzia in un…boh?
La “Sfinge” di Cydonia è un monumento alieno? O è solo un gioco di ombre e luci?
Signori, un attimo di attenzione per favore. Fermiamo la musica ed accendiamo il Buon Senso: ma come diavolo facciamo a saperlo?
Ed anche se avessimo un’immagine perfetta (che comunque non c’è, non esiste o – probabilmente – non è stata diffusa) o di più: se domani ci trovassimo personalmente in orbita attorno a Marte, riusciremmo forse a capirlo?
No, sicuramente.
Nella ricerca di anomalie ci sono molti, troppi problemi; una piccola (e troppo ovvia per essere considerata) Verità, tanto per gradire, è che tra oggi ed il giorno in cui l’Umanità approderà su Marte ci vorranno ancora – ahinoi! – anni ed anni, ma noi già da tempo crediamo di sapere tutto.
O quasi.
Nel caso di Cydonia poi, dovremmo anche ricordarci che non stiamo discutendo su un qualcosa che si vede, ora bene ed ora meno bene, su svariate centinaia o migliaia di frames.
No, cari Signori: tutto questo (sorry) “casino” è stato montato su 3 o 4 immagini.
Una (la prima e “storica”) immagine del Viking Orbiter, un paio di (decenti) frames Mars Global Surveyor (entrambe Sonde NASA) e quindi la “bufala” di Mars Express (Sonda ESA).
Concordiamo in pieno sul fatto che la “collinetta” di Cydonia è “strana”, ma il punto è che ogni sera, navigando sui siti NASA, MSSC, ODYSSEY, MARS EXPRESS o quant’altro, di “cose strane” su Marte se ne vedono (e, se state leggendo qui, probabilmente lo sapete benissimo anche Voi) quotidianamente a decine!
In pochi mesi ne avremo centinaia, poi migliaia ecc…
Certo, un frame perfetto può esistere, e tutti lo aspettiamo con ansia; il frame che possa cambiare il mondo, le nostre certezze ed i nostri valori (se crediamo sul serio che possa sfuggire ai filtri della censura) è perfettamente pensabile, sia che esso si sostanzi in un piccolo e nascosto particolare, sia che esso “esploda” mostrandoci un omino verde che scommette con l’amico su quanta strada farà oggi il Rover.
Purtroppo però, ed almeno per ora, abbiamo ben altri dettagli da osservare (tantissimi, vecchi e nuovi, e che arrivano da ogni parte e per ogni missione).
C’è la realtà dei fatti (a volte coinvolgente e stupenda, altre volte massacrante e deludente) che pretende da noi tutti sacrifici, nottate in bianco passate a pensare ed a catalogare, con ivi annesse migliaia di ore di osservazione e di studio.
Ma non solo.
C’è anche chi, con poche parole e pochissime immagini, spiega al mondo intero DOVE sono le prove delle manipolazioni e DOVE sono le VERE Anomalie: scopritori di acqua calda, ma grandi illusionisti ed incantatori.
Poche parole azzeccate, qualche connessione logica questionabile e mille teoremi indimostrabili (ma AFFASCINANTI!!!) ed il gioco è fatto: libro, pubblicità, qualche Talk-Show, due o tre conferenze e vai: successo, fama, quattrini.
Complimenti!
Per carità, se si riesce a vendere ghiaccioli in Alaska facendo soldi a palate, in fondo, tanto di cappello; i dubbi e le rabbie però nascono allorché le parole e gli atteggiamenti di alcuni di questi Fenomeni, prodighi di spiegazioni e di certezze a buon mercato (ma pur sempre a pagamento), implicano la loro autoelevazione – da perfetti imprenditori di se stessi – a Vati e Difensori della Verità.
E no: questo no!
In realtà il mosaico di questa sub(dola?)-pseudo-scienza è ancora più ampio: c’è chi proclama come fatti delle mere supposizioni; c’è chi crea scoop, avendone i mezzi, facendo un pizzico di touch-up a tesi vecchie e superate da anni, spacciandole come inedite (permetteteci questa metafora: cerone e make-up su un viso distrutto dal Tempo…come quello della Sfinge!).
Il tutto “Non per soldi”, come ovvio, ma… solo “per denaro”, naturalmente.
E così, questo è il panorama di riferimento: da un lato ci sono i Soloni della Scienza Alternativa, prezzolati sino all’inverosimile, sfacciati e millantatori (ma onnipresenti e populisti) e dall’altro abbiamo invece gli Anomaly Hunters, gli Ufologi ed i Ricercatori Indipendenti che, quotidianamente, danno anima e corpo per fare solo piccolissimi passi nella – ormai – “laguna” della Divulgazione Scientifica e che, nel farlo, devono ricordare a loro stessi di essere sempre cauti e pragmatici, di non buttar fango – sempre e comunque – sulla NASA (perchè comunque non conviene a nessuno) e che, magari, stanno costantemente in bilico fra “scoperta” e “bufala”, sempre rischiando la faccia e la reputazione magari commentando – sempre in buona fede – un riflesso o un graffio della pellicola o un vizio da interferenza (per le immagini trasmesse dallo Spazio).
I Ricercatori VERI, quelli che non “volano alti” ma che, anzi, strisciano nei dettagli di migliaia (a dir poco) di immagini e che, anche quando la tentazione di gridare è forte, tacciono, riflettono e poi, sommessamente, propongono la loro “Versione della Realtà” (che NON è la Verità: attenzione!) ad un Pubblico “di nicchia”, anch’esso – come loro – attento, dedicato ed appassionato, ma oscuro e – sovente – del tutto marginale e, purtroppo, insignificante in un Mondo che si muove solo sui (cosiddetti) “Grandi Numeri”.
Insomma: qualcuno racconta balle, ma “fa spettacolo e desta sensazione”? Ben venga: porte aperte, visibilità garantita e – dato che non guasta – sponsor e soldini.
Qualche altro si ammazza di lavoro e quindi propone un qualcosa di realmente nuovo e verosimile, ma che NON fa spettacolo e NON desta sensazione?
Niente da fare: costui o costoro, allora, possono anche morire.
Conclusioni
Non ce ne sono, ovviamente.
Diciamo che Vi lasciamo soli con alcuni pensieri e qualche considerazione:
1) quello che deve importare realmente è solo la Ricerca, quali che sìano i mezzi usati per attuarla e le teorie adottate per sostanziarla; essa, comunque, per essere tale, deve condurre – sebbene (ed inevitabilmente) con fatica – se non alla Verità, quantomeno “sulle tracce” della Verità;
2) la strada verso la Verità è, non per sua Natura ma per colpa dell’uomo, tremendamente tortuosa e difficile da percorrere;
3) nel nostro cammino dobbiamo stare attenti non solo a non prendere sviste (che pur sono un inconveniente del “mestiere”), ma anche a prendere le distanze da quella (pseudo) Scienza Commerciale che racconta favole e baggianate e che, inoltre, sovente trascina nel suo vortice di banalità e di déjà-vu anche le (vere) fatiche ed i (veri) studi.
Un soffio fuori tempo, qualche parola di troppo, e via: tutta una vita di sacrifici sparisce.
E qui, Cari Amici, non stiamo parlando di qualche sonda andata persa (complotti o meno) da un minuto all’altro e senza spiegazioni, che sarà anche costata anni di lavoro e miliardi di investimenti, ma che è comunque ripetibile; no.
Qua non si scherza più, poiché è di noi stessi che si parla: noi, che pur con tutti i nostri limiti, i nostri sbagli e le nostre (talvolta) giuste intuizioni, ci stiamo scoprendo rari (se non unici) e, a volte, proprio per mantenere il nostro Lavoro nei confini stabiliti dalla Correttezza e dalla Onestà Intellettuale, persino soli.
Soli e, con buona pace di Cydonia, “anomali”, in un certo senso.
E che la Sfinge ci perdoni…
