True Planets

24 ottobre 2006

Game Over – di Paolo C. Fienga

Filed under: Articoli — info @ 22:17

“…Talvolta, la Dedizione prestata al servizio di una qualsiasi Opera dovrebbe ricevere comunque un meritato tributo, sebbene il risultato finale (di una tale Dedizione) sia mancato…”

(Seneca)

§§§

Viviamo Tempi interessanti e crudeli”, disse e scrisse un grande Giornalista Americano degli Anni ’60, in un articolo che commentava l’assassinio del Presidente John F. Kennedy.

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Da quei giorni – e dovreste essere d’accordo con noi – di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta ma questa considerazione, a ben guardare, ci sembra ancora valida ed accettabile.
Viviamo “Tempi interessanti e crudeli”.
Forse più “crudeli” che “interessanti”, ma tant’è…

L’interesse, per molti, risiede nelle vicende politico/belliche/sociali del Mondo; per altri è nella Tecnologia (con tutte le sue ramificazioni, dalla Medicina allo Sport) e per altri ancora – quelli come noi – è nello “Spazio”, nell’Esplorazione del Cosmo e nella ricerca (sempre infinita) della “Vita oltre la Terra” (e questa frase deve intendersi in un senso assolutamente “tecnico” e non etico, spirituale e/o mètafisico).
Purtroppo, dopo gli “Anni della Luna” (1969-1972), ci siamo arresi all’evidenza del fatto che l’Uomo “è rimasto” sulla Terra – almeno per ora –, ma ci possiamo comunque accontentare (sebbene a labbra strette…) del lavoro svolto da sonde automatiche e robots.

Viviamo “giorni nuovi”, indubbiamente, ma i “temi” che gli amanti dello Spazio trattano abitualmente sono ricorrenti e, in fondo e per occhi inesperti, sono sempre déjà vu.
Se, infatti, le informazioni in arrivo “from out there” – di regola si tratta di immagini e, ma molto più raramente, di qualche dato contestuale di supporto (che è comunque il “pane quotidiano” dei Ricercatori che operano nel Campo delle Scienze Planetarie e delle Discipline Affini e Collegate) – sono ormai divenute un vero e proprio “Oceano” (grazie, soprattutto, allo splendido lavoro delle Sonde Automatiche CASSINI NASA, in orbita nello Spazio di Saturno e del suo Sistema –  Mars Global Surveyor e Mars Reconnaissance OrbiterNASA, in orbita nello Spazio di Marte e delle sue due Lune – nonché al continuo peregrinare dei Mars Exploration Rover (MER) Spirit & Opportunity – sempre NASA e ormai da ben oltre due anni operativi sulla superficie del Pianeta Rosso) è pure vero che i “commenti” relativi a queste “informazioni”, sìano essi Ufficiali (e cioè provenienti dalle Agenzie Spaziali coinvolte) e/od Ufficiosi (e cioè provenienti da Liberi Ricercatori, Divulgatori, Appassionati e/o cialtroni veri e propri), sono ormai (grazie, anche e soprattutto, ad Internet) totalmente alluvionali, quasi sempre caotici, qualche volta sconcertanti (per la loro assurdità e/o per le loro possibili implicazioni) e molte volte, ahinoi, del tutto vuoti, inconsistenti o banali.

In generale, comunque – e purtroppo –, questi commenti diventano sempre più confusi e, fra loro, contraddittori.

Forse è sempre stato così – e siamo stati noi a non accorgercene in passato – o forse il “Caos Spaziale” è un recente parto della più bieca politica oscurantista operata da quei Governi che “investono” nell’Esplorazione del Sistema Solare?

Difficile dirlo ma, in fondo, non importa.

Ciò che importa – almeno per noialtri – è, come ormai sapete bene, fare solo della buona (nonché corretta ed obbiettiva, nei limiti del possibile e dell’umano) Informazione e Divulgazione sul tema “Spazio” e quindi…

§§§

Cominciamo con il parlare (ancora una volta…) di Marte e della – possibile, probabile e/o eventuale, a seconda dei gusti e dei punti di vista – “Vita su Marte”.
Ma adesso, ed almeno per QUESTA volta, lo faremo tralasciando tutte le favole che riguardano le “Facce”, i “Teschi”, le “Piramidi” e tutto quant’altro definiamo come “arredamento archeologico misto” di cui il Pianeta Rosso sarebbe (a detta di molti) dotato.

Giusto per iniziare, Vi ricordiamo che la posizione ufficiale della NASA (al pari di quella del gotha degli Astronomi e degli Astro-Biologi di tutto il Mondo) relativamente alla possibilità che Marte ospiti delle forme vitali ancora oggi, è stata e continua ad essere radicalmente negativa: “Marte”, ci viene detto, “è morto – anche geologicamente e quindi “a tutti gli effetti” – da qualche miliardo di anni (3,8 o anche di più) e, allo stato attuale, esso non solo non può ospitare Forme di Vita Indigene, ma neppure essere ritenuto compatibile (e questo lo si dice nella maniera più totale ed assoluta) con il concetto medesimo di Vita.
Almeno allorché la parola “Vita” viene usata nel senso Terrestre del termine
”.

E’ ovvio che una simile posizione, con tutto il suo razionale pragmatismo (che comunque non possiamo non apprezzare), mostra un limite logico di fondo davvero enorme: se, infatti, la Vita “nel senso terrestre del termine” su Marte non si può sviluppare né, del pari, può essere ospitata, che dire allora dell’esistenza – su Marte – di una qualche Forma di Vita in senso “NON terrestre”?

Insomma: fissato il “paletto” secondo cui la Vita Terrestre (e/o simil-Terrestre)  su Marte non c’è e non ci può essere (e va bene), che dire dell’eventualità in cui una Forma di Vita “Indigena” – e quindi, per definizione, “NON TERRESTRE” – potrebbe non solo essersi sviluppata in un (più o meno remoto) passato, ma anche – ed a rigor di logica – essere ancora ben presente sul Pianeta Rosso?

Nessuno Scienziato che sia tale – per pragmatico che possa essere – può limitare il concetto di “Vita” alla nozione “Terrestre” della medesima e quindi…
Le prime conclusioni logiche di questo approccio potete già trarle Voi stessi.

E’ naturale, dato un Tema come questo, che, in primo luogo, l’utilizzo del condizionale è sempre obbligatorio e, in secondo (ed allo stato attuale) l’espressione di una qualsiasi Teoria fa quasi sempre rima con la mera “speculazione” piuttosto che con l’espressione razionale di un pensiero scientifico, però…Però esistono innumerevoli elementi/indizi che supportano e/o, quantomeno, legittimano, il nostro “dubitare” circa la correttezza delle posizioni – diciamo così – “Classiche”.

Pensate ad esempio al fatto che i Poli di Marte, come noi stessi possiamo constatare, si stanno ritraendo con eccezionale rapidità – altro che i circa tre metri per annum di cui parlano alla NASA! – e le conseguenze che inevitabilmente ne deriveranno (e cioè un sostanziale aumento della densità dell’atmosfera Marziana al quale farà seguito una maggiore capacità della stessa di trattenere il calore in arrivo dal Sole) porteranno Marte, in pochi secoli (o forse meno, se i ritmi rimarranno così sostenuti), ad una RADICALE RIDEFINIZIONE del suo (Eco)Sistema.

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Di che cosa stiamo parlando?
Semplice: stiamo alludendo ad una – possibile e del tutto spontanea – “Terra-Formazione” di Marte la quale, di fatto, sta già avvenendo davanti ai nostri occhi (e nel più totale disinteresse dell’Opinione Pubblica).

E non è tutto.

Se Marte, infatti, potrebbe essere tutt’altro che “morto” e “totalmente inospitale” come invece ci viene costantemente (ed in maniera martellante) detto e ripetuto, qualcosa di molto più grosso ed interessante sta accadendo nello Spazio di Saturno e, per l’esattezza, su Titano: il suo Satellite Naturale Maggiore.

Non serve essere degli Astronomi per sapere che Titano è un mondo – da svariati punti di vista – assolutamente VIVO e VITALE e che, molto probabilmente, esso è la fotocopia (sebbene in una versione decisamente più fredda) della Terra di qualche miliardo di anni fa.

Ma questa informazione, sebbene già di per se stessa affascinante, è nulla al confronto di quanto è stato scoperto sulla superficie di Titano (perennemente celata ai nostri occhi da una fittissima cappa di nebbia giallastra): ebbene, grazie agli “occhi radar” della Sonda Cassini, ora sappiamo che, sulla superficie di questa “Piccola Terra”, esistono – in particolare nelle aree Polari – dei grandi laghi e – un po’ ovunque sul Pianeta – una vastissima ed oltremodo intricata rete di fiumi e torrenti.

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Ma che cosa “riempie” i Laghi di Titano?
E che cosa “scorre” nei letti dei suoi Fiumi?

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Questo, ad onor del vero, non lo sa ancora nessuno (almeno con certezza matematica), ma l’ipotesi più accreditata (ad oggi) suggerisce che il Metano, per Titano, è e sarà ciò che l’Acqua è stata ed è per la Terra).

Laghi di idrocarburi, quindi; fiumi e torrenti di Metano ed un’atmosfera non solo densissima e “protettiva”, ma anche (e diremmo “inevitabilmente”) ricca di materia organica…Che cosa può significare tutto questo?
Non abbiamo bisogno di fare speculazioni al riguardo, poiché è stata la NASA stessa a dire qualcosa, pochissimo tempo fa (qualcosa che è stata prima ignorata, e poi è subito caduta nel dimenticatoio): la NASA, infatti, ha ventilato la possibilità che su Titano, nei suoi Laghi, e/o nei suoi Fiumi, e/o un po’ ovunque (superficie e sottosuolo inclusi), potrebbero essersi sviluppate delle “Unusual Lifeforms”.

Forme di Vita “inusuali”…Beh, non serve certo spendere tempo e parole per intuire che cosa si potrebbe celare dietro l’espressione “inusuali”…

Diciamo, così, per Amor di Dialettica, che si potrebbe trattare di Forme di Vita Indigene (?) che, aliene in natura e per definizione, si sarebbero costruite e strutturate secondo un Modello Biologico il quale, essendo talmente lontano dai nostri schemi (e dalle nostre logiche), lo si potrebbe ricondurre proprio a quella nozione di “Vita nel senso NON Terrestre” del termine alla quale accennavamo qualche paragrafo fa.
E per gli “scettici a tutti i costi” (che ci sono – giustamente – sempre o quasi) ci piace ricordare che è di questi giorni la notizia secondo cui alcuni Scienziati della NASA (che stanno lavorando in collaborazione con il Maryland Astrobiology Consortium e lo Space Telescope Science Institute) hanno suggerito l’eventualità che alcuni micro-organismi presenti nelle zone più inospitali del nostro Pianeta (e qui parliamo delle regioni più “climaticamente estreme” della Terra), possano esistere, ma in una forma molto più diffusa, radicata e complessa – tre parole che costituiscono un tranquillo sinonimo dell’espressione “evoluta” – anche su Marte e/o su altri “Gelidi Mondi” trans-Marziani (Titano stesso, ad esempio, oppure Encelado, Ariel – la Luna Maggiore di Urano – ed addirittura Tritone – la Luna Maggiore del lontanissimo – ed ultimo dei cosiddetti Giganti Gassosi – “Nettuno”).

I nomi di questi “microbi”? Alofili e Metanogeni.
Metanogeni…Pensate a quello che abbiamo appena scritto di Titano e poi non potrete non notare la curiosa (nonché intrigante e tempestiva) combinazione…

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§§§

Ma il “caos spaziale” non è tutto “Made in USA”. Non lo è poiché pure l’ESA (e cioè la “European Space Agency”, nota anche per essere l’Agenzia Spaziale più arrogante e bislacca del Mondo) si è resa protagonista di almeno 3 imprese davvero notevoli:

1) Aver fatto (deliberatamente) schiantare la propria Sonda SMART-1 sulla Luna, lo scorso 3 Settembre;
2) Aver distribuito al Pubblico dei “Diorama Orbitali Virtuali” del Pianeta Rosso spacciandoli per “immagini reali” (le quali sarebbero state ottenute dalla Sonda Mars Express) e, ultima impresa – ma non meno importante delle altre due…,
3) Aver mandato in orbita attorno al Pianeta Venere un’altra Sonda (dal nome Venus Express – ed un “evviva” alla fantasia degli ingegneri che l’hanno costruita e battezzata… – la quale dovrebbe svolgere delle non meglio precisate attività di investigazione su quel mondo “bollente e turbolento”.

Che dire?
Tralasciamo i dettagli e veniamo al “cuore” delle questioni: SMART-1 aveva un compito fondamentale: localizzare dei “giacimenti di acqua ghiacciata” i quali, dislocati sul fondo di crateri molto profondi (ergo MAI illuminati dal Sole) e  posizionati non troppo lontano dai cosiddetti “Bacini di Luce Eterna” i quali, a loro volta, si dovrebbero trovare nei pressi del Polo Nord Lunare, avrebbero potuto costituire la risposta (positiva) definitiva ad una serie di problemi energetici e di sostentamento connessi alla realizzazione di Basi Lunari abitabili e sostanzialmente autosufficienti.

Risposta: si ci sono, ha detto l’ESA quasi subito (forse incautamente, ma mostrando anche le immagini della Regione in questione).

Poi è stato silenzio per molti mesi.

Poi – pochi giorni fa – è intervenuta sull’argomento la NASA la quale, parlando però del Polo Sud Lunare, ha escluso categoricamente l’esistenza di questi “giacimenti”, almeno in quella Regione.

Ed a proposito dei rilievi effettuati in precedenza (e per altro analoghi a quelli compiuti dall’ESA in riferimento alle Regioni Nord Polari) i quali, invece, mostravano chiari segni della presenza del prezioso elemento?
“Rilievi Errati”, è stata la chiosa della NASA, secca e definitoria: “…a new radar survey of the Moon’s Southern Pole has cast doubt on the hope that there might be accessible deposits of water ice in permanently dark craters. This new survey, performed with the Arecibo Observatory in Puerto Rico, found elevated Hydrogen levels in regions of bright sunlight – not just inside the shadowed walls of craters. It seems that scattered rocks associated with impact craters have given previous instruments a false reading…”.

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Noi non siamo Scienziati e non abbiamo i “potenti mezzi” della NASA e/o dell’ESA, ma quanto qui di sopra riportato – sebbene “tirata”, ma ancora accettabile – a noi pare una delle “panzane” (e scusateci il termine scarsamente scientifico…) più assurdamente ed inutilmente complicate che si potessero usare per smontare l’argomento.
L’ESA, ad ogni buon conto, ha già prodotto un interessante Report su questo argomento (lo trovate sul Sito ESA dedicato alla Sonda SMART-1) che “considera” (ma senza – ancora – sposare) quanto detto dalla NASA e che Vi invitiamo a leggere personalmente.

Per quanto attiene le  “false immagini” (o “diorama orbitali”) di Marte che l’ESA ha “venduto” – e continua a “vendere” – per vere, ci pare giusto non aggiungere più nulla, dato che già in tanti (noi inclusi) si sono espressi e la materia sta diventando stucchevole almeno tanto quanto lo è la “Leggenda di Cydonia”.

Per quanto attiene Venere, infine, sappiamo ancora troppo poco e quindi rinviamo le nostre – spesso (purtroppo) amarognole – considerazioni ad un futuro (speriamo prossimo e proficuo).

Tutto qui? No, ahinoi: ce n’è ancora un po’ da dire.

Nel Caos costituito, come avete visto, dalla diffusione “nevrastenica” – sia da parte della NASA, sia da parte dell’ESA – di  informazioni parziali, sconnesse, incomplete, contraddittorie o addirittura (forse) errate in nuce, dobbiamo ricomprendere anche (ed ancora una volta bisogna dire “purtroppo”) la JAXA: l’Agenzia Spaziale del Sol Levante.

Essa (da noi stessi – e lo ammettiamo senza difficoltà – troppo avventatamente ed ottimisticamente celebrata, svariati mesi fa, nell’articolo – pubblicato su NEXUS – “Rising Sun”), dopo essere riuscita a mandare una propria Sonda Robotizzata (“Hayabusa”) nei pressi del semi-sconosciuto asteroide Itokawa

 Itokawa.jpg

– e quindi ottenendo un risultato eccezionale sia perché, in tal modo, aveva intaccato il “Monopolio Spaziale Euro-Americano” (più Americano che altro…), sia perché aveva permesso al Mondo di scoprire e di vedere il primo (ed unico, ad oggi) corpo celeste il quale NON mostra traccia alcuna di crateri sulla propria superficie, prima ha interrotto la diffusione al Pubblico delle immagini ottenute da Hayabusa (alcune “fonti ufficiose” ci hanno suggerito che il Governo Americano abbia esercitato delle FORTI pressioni sulla JAXA al riguardo) e poi ha (diremmo definitivamente) “calato il sipario” sulla Missione raccontando che, per motivi sconosciuti – ma ancora investigati (si, certo, come no…) dall’Hayabusa Flight-Team – si è verificata una grave avaria multipla della Sonda i cui effetti hanno pesantemente compromesso il risultato finale della Missione (si è parlato di una consistente perdita di carburante e di una susseguente perdita di controllo – anche se solo parziale – di Hayabusa causata da una sua inattesa – e comunque errata – semi-rotazione su se stessa la quale avrebbe anche provocato il disallineamento della sua master antenna rispetto alla Terra).

Una “jella NERA”, davvero: roba (quasi) da non credere…

Le ultime notizie ufficiali – che risalgono alla fine di Maggio 2006 – ci dicono che, in qualche modo (ma quale?) l’allineamento della Master Antenna di Hayabusa con la Terra è stato ristabilito, ma il rientro della Sonda verrà ritardato, a causa della riconfigurazione del percorso di ritorno, di almeno due anni.
In ogni caso, precisano alla JAXA, Hayabusa ha comunque subito dei danni gravissimi ed è ancora a rischio di andare perduta nello Spazio.

Che dire di più?
La proverbiale “efficienza” Giapponese ha subito un duro colpo ma, almeno apparentemente, i nostri Amici Orientali non sembrano per nulla sconfortati o afflitti (quasi che si aspettassero la “multiple failure” che ha reso l’avventura di Hayabusa più simile ad un fiasco che ad un successo) ed i loro Progetti Spaziali paiono più avviati che mai (SELENE e LUNAR-A – destinazione Luna e con la seconda che dovrebbe addirittura allunare e quindi studiare l’attività sismica residuale del nostro satellite –; PLANET-C – destinazione Venere – e Bepi COLOMBO – destinazione Mercurio).

§§§

Ora, dopo averVi raccontato tutte queste storie, ci sembra quasi obbligatorio (e giusto) aggiungere una considerazione di chiusura.
Lo avevamo detto tempo fa (quasi tre anni fa, per l’esattezza) e lo ripetiamo oggi: quante e quali sono le cause che possono “uccidere” una Ricerca (QUALSIASI Ricerca)?

Sono due, fondamentalmente: una è data dalla MANCANZA di Informazioni e l’altra è da rinvenirsi nell’ECCESSO di Informazioni disponibili.
Se poi, nella seconda, si riesce anche ad aggiungere l’elemento “Caos” (dato dall’incompletezza, vaghezza, discordanza, contraddittorietà etc. delle informazioni stesse), allora il gioco è fatto: ogni Ricerca che venga alla luce in un simile contesto, per quanto ispirata, meticolosa, onesta etc. possa essere, finirà INEVITABILMENTE con l’esprimere un fallimento.

Un fallimento determinato dal fatto che, laddove la “fonte” stessa dei dati di base – ossìa i dati fondamentali – è (o diventa) inaffidabile e/o inattendibile, ogni Ricercatore capace di procacciarsi ed interpretare tali dati – ed il tutto a prescindere dalla sua qualifica, competenza e/o capacità – potrà legittimamente dire tutto ed il contrario di tutto.

E così il gioco è fatto: le migliori (ed anche le più FORTI!) fonti attive di disinformazione e di controinformazione saranno costituite proprio da coloro che cercano, per altro agendo in maniera intellettualmente onesta (e magari anche disperatamente…) la Verità.

Chi ha ragione?
Hanno ragione tutti, perché le informazioni di base, una volta prese ed interpretate – fateci caso – permettono di sostenere qualsiasi ipotesi assieme al suo esatto contrario: un gioco perfetto, come ovvio, ma perverso e pervertitore che, nel tempo, potrebbe produrre conseguenze davvero nefaste.

Capite perché, a questo punto – anzi: ora più che mai – occorre studiare (tanto) e documentarsi ma, nel contempo, bisogna anche essere capaci di dubitare? Perché, viste e considerate le informazioni disponibili, non solo possiamo essere/siamo tutti quanti dei maestri (e quindi, alla fine, non lo è e non lo sarà mai nessuno), ma potremmo anche (a seconda del Modello predisposto) avere tutti quanti ragione (e quindi, sempre alla fine – e come ovvio –, essere tutti in errore).

E, se così fosse, la chiusura potrebbe essere solo questa: cercando di giocare e di “salvare la pallina” , avremmo finito con lo “scrollare” troppo il sistema, rompendolo for good (proprio come accadeva ai flipper da spiaggia degli Anni ’60 e ’70).

Prima un warning, poi un secondo e poi…TILT.

Game Over.

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…And Farewell To You All…

17 ottobre 2006

Open Letter – di Paolo C. Fienga & Lunar Explorer Italia

Filed under: Articoli — info @ 10:57

Dubbio2.jpg 

“…La differenza che passa fra un Dubbio ed una Certezza è nel valore di mercato che ora viene dato all’uno, ed ora all’altra…” (P.C. Floegers)

 

Cari Amici di Lunar Explorer Italia,
 
prendendo spunto da una recentissima (ed importantissima) conversazione (che è poi divenuta disfida dialettica e metodologica) occorsa fra l’Amico e Socio Matteo Fagone (PianetaMarte.net) ed il sottoscritto, ho deciso di “allargare” l’orizzonte delle opinioni da considerare – prima di operare delle scelte definitive – a tutti coloro che lavorano e/o collaborano (anche saltuariamente) con noi, o che sono semplicemente “Amici” di Lunar Explorer Italia.
 
Il tema è semplice, eppure oltremodo complesso e delicato: chi lavora per Lunar Explorer Italia deve, nell’analisi della documentazione e nella redazione dei relativi commenti, tendenzialmente mantenere posizioni prudenti, equilibrate e possibiliste (e questa è una “policy” della nostra Fondazione).
Così è (quasi) sempre stato sino ad ora e così (quasi) sempre continua ad essere: ma che dire del Futuro?
 
Cambiare indirizzo filosofico e metodologico o perseverare nei termini di cui sopra?

Questo è il punto.
 
L’esperienza sino ad oggi maturata ci dice che questa caratterizzazione del nostro Lavoro ha portato tanti Lettori a diventare degli Amici e, a ben guardare, le nostre pagine (ancora aggiornate quotidianamente – e ci piacerebbe continuare a farlo anche negli anni che verranno…) sono lette in buona parte dell’Europa ed anche altrove (da Canada, USA, Argentina ed Australia ci arrivano svariati Lettori i quali, di tanto in tanto, provano anche ad interfacciarsi con la nostra Staff).
I commenti positivi ci sono e sono tanti.
Commenti negativi? Si, ci sono stati, ma “due” (si 2: avete letto bene) lettere, in quasi tre anni di presenza sul WWW, costituiscono un dato statistico praticamente irrilevante.
Comunque sia, anche i commenti negativi, sebbene limitatissimi, sono stati tenuti in debito conto.
 
Ma il problema non è questo. Il problema è che una (piccola, ma bella) realtà come Lunar Explorer Italia meriterebbe – secondo alcuni (me compreso, ovviamente) – uno spazio maggiore.
 
Ma dove?
E come?
 
I “sogni nel cassetto” sono tanti: per alcuni di noi il “sogno” preferito è quello di fare qualche Conferenza in più; per altri è venire “recensiti” (da altri Siti e da Riviste); per altri ancora è giungere a scrivere libri e/o saggi i quali portino il marchio “Lun-Ex-It“.
 
Bello: l’idea piace… Ma la cosa non è così semplice, anzi.
 
E non lo è per tanti motivi: vediamone qualcuno…
 
Non lo è perchè, fra noi, di “personaggi importanti” (o, se preferite, di “ammanicati”…) non ce ne sono.
Non lo è perchè il nostro “stile” è prudente e sommesso.
Non lo è perchè coloro che lavorano/collaborano con Lunar Explorer Italia non sono Scienziati (almeno non nel senso “tecnico” comune del termine).
Non lo è perchè Lunar Explorer Italia “vola bassa”.
 
Ecco: quest’ultimo “perchè” è stato fonte di discussioni.
Volare bassi“: che vuol dire?
 
Sarò rapido e verrò subito al punto: “volare bassi” non è necessariamente sinonimo di “essere mediocri”.
Con questa espressione si vuol solo dire che, prima di “aprire bocca e parlare” (anzi: scrivere), qui si deve pensare. E si deve pensare parecchio.
 
Molte volte ho detto e scritto che per costruirsi un minimo di credibilità occorrono anni, ma per sfasciare tale credibilità bastano due minuti (anzi: di meno).
Prudenza, quindi: poichè non tutto è come sembra, spesso.
Di possibili Anomalìe di grande portata ne abbiamo individuate davvero tante e, con tutto il rispetto per altri Ricercatori, qui stiamo parlando di Anomalìe anche di valore ben maggiore rispetto alla (stra-abusata) “Faccia di Cydonia“.
Pensate, tanto per restare nel campo della ricerca “pura”, ai possibili bolidi in caduta negli strati superiori dell’atmosfera di Saturno; ai “crepacci” lineari di alcune delle lune del Gigante Anellato; alle “Blue Flares” della Luna ed alle “pseudo-rocce” di Marte (“gusci”, “uova”, “Totem” e così via…).
Abbiamo anche preso delle sviste, ma questo fa parte del “gioco”: chi lavora, sbaglia. Solo chi guarda (e spesso critica)  non “sbaglia mai” (ahahahahahahahaha!!!…sorry…).
 
Tanto lavoro, tanti sacrifici, tante ore (MIGLIAIA!) passate a cercare, selezionare, isolare, amplificare, elaborare etc. (pensate al più recente lavoro sui colori di Marte – a quanto pare già scopiazzato da qualche Ricercatore d’oltre Oceano) e…quanta “eco”?
Pochissima, anzi: praticamente zero.
 
Se non fosse per Tom Bosco (Nexus) e per i Responsabili di qualche Sito Amico (SpazioUfo.com o UFO-OnLine o Italian Anomaly Hunters) potremmo dire che il nostro Lavoro, per quanto interessante e ben fatto che possa essere (e scusateci la presunzione) è praticamente sconosciuto.
 
Perchè?
 
La mia idea/opinione – ed è su questo che vorrei il Vostro aiuto e riscontro – è che siamo “troppo prudenti”.
Pensate, ad esempio, al nuovo “Ricercatore Fenomeno” Italiano: l’Ing. Ennio Piccaluga.
Non lo conosco personalmente, ma mi dicono che è una persona a modo, preparata ed intelligente. Come la maggior parte di noi. Non di meno, ma neppure più di noi.

E allora, ci si chiede, come mai per il Suo “Ossimoro Marte” si è parlato e si parla ancora tantissimo, nonostante si tratti di un’Opera si, graziosa e gradevolmente leggibile, ma anche AMPIAMENTE discutibile (l’ho letta e quindi parlo ex informata scientia e non per “sentito dire”)?
Che cosa costui ha scritto e/o scoperto di così eclatante?
 
Nulla, ovviamente: il “boom” dell’Ing. Piccaluga - l’ultimo “Miracolo Italiano” – trova la sua origine nella enorme pubblicità che questi ha ricevuto, da un lato, e nel sensazionalismo (sempre un pò bieco ed ingannevole - e che l’Ingegnere mi perdoni la sincerità) che è stato usato per presentare l’Opera dall’altro.
 
Insomma: quando sulle nostre pagine scriviamo che “forse” abbiamo scoperto (diciamo “individuato”, che è più corretto ed intellettualmente onesto) qualcosa di significativo (cosa successa già svariate volte), qual’è il “Premio”? Il “Premio” è che – statistiche alla mano – saremo stati letti da 100 (o meno) persone e memorizzati da 10 (o meno).

Ma se invece scrivessimo – ben supportati da qualche pseudo-divulgatore/editore senza scrupoli (ed affamato di quattrini e facile notorietà) - che “la Verità è stata finalmente rivelata” e quindi qualcuno sponsorizzasse a modo la nostra “sparata” (chiamiamola “bufala”, che è pure più corretto ed intellettualmente onesto), allora ci leggerebbero – molto probabilmente – in 100000 e memorizzerebbero (ricordandoci) almeno in 50000.
 
Non ho reso l’idea?

Allora: se si mantiene un atteggiamento onesto, misurato e prudente il risultato è che si rimane, certamente, seri e pragmatici, ma – purtroppo – si naviga “a vista” e si opera nel sottobosco (con il rischio di “affogare” nel sottobosco…).
Magari si arriverà anche, forse – un giorno… – alla scoperta/intuizione “epocale”, ma detta scoperta/intuizione, quand’anche arrivasse, con ogni probabilità (diciamo al 99,99%?…) passerebbe del tutto inosservata.
 
Se invece abbandonassimo l’onestà intellettuale, la misura e la prudenza e cominciassimo a “far rumore”, a farci “notare” e, forse, anche a scrivere qualche eclatante (ben espressa, sensazionalista e rigorosamente indimostrabile) scemenza di dimensioni planetarie (come mi piace dire), usciremmo rapidamente dal nostro “limbo” per diventare – chissà? – dei Nuovi Profeti della Ricerca (tipo Hoagland e Palermo, o dei “pesci piccoli” – ma conosciuti – come Troy, Bara, England e, perchè no?, anche come il “pesciolino nostrano” Piccaluga – figura, oggi come oggi, decisamente minore, ma che sta avendo un più che notevole successo) o, comunque, delle “persone che SANNO” (anche se il prezzo da pagare per il “Sapere” è, spesso, assai salato…).

Sapere e studiare.jpg
 
Tornando a noi ed alla querelle originale, Matteo Fagone, in buona sostanza, dice “NO al sensazionalismo. Perseveriamo con il nostro metodo (serio, accurato e professionale – ma, nota mia, che rischia di non portarci da nessuna parte) e restiamo alla finestra”.
 
I pro dell’approccio di Matteo: restiamo dei Professionisti del Pragmatismo Divulgativo e Scientifico e, probabilmente, saremo dei Ricercatori “di Nicchia” molto apprezzati anche in futuro.
I contro: come già si diceva prima, quand’anche arrivassimo alla Scoperta Epocale, essa passerebbe inosservata/ignorata. Tanto lavoro e tanti sacrifici…per nulla.
 
Il sottoscritto (assieme a due miei Collaboratori di STAFF), invece, dice “restiamo pragmatici”, ma proviamo ad alzare il tiro ed a “cambiare tono” (diventiamo più aggressivi, più espliciti e più controversi).
 
I pro: probabilmente diventeremo più visibili (con tutto quanto ne segue).
I contro: se commettiamo un errore eclatante (e può succedere) potremmo essere rovinati (anche se c’è chi dice, come l’ottimo Dr Feltri, che “sparando cazzate si rischia solo di guadagnare notorietà, sponsors e quattrini” – e forse il Grande Alessio ha ragione…).
 
La Materia è complessa, dunque; la scelta “di campo” è difficile ed il dilemma – come tutti i “Dilemmi” che si rispettano – è “cornuto”.
 
Voi che ne pensate?
 
Lunar Explorer Italia, fra non molto, cambierà comunque qualcosa al suo interno ed anche il Sito verrà ampiamente rinnovato, ma l’opinione di chi è Amico di Lunar Explorer Italia è e sarà SEMPRE considerata e valutata.
 
Voi, dunque, che avete reso e che rendete Lunar Explorer Italia viva (leggendoci, stimolandoci ed anche partecipando attivamente a questa “Mission Impossible” di Ricerca, Informazione e Divulgazione), che cosa dite?

Che cosa pensate?
 
Dov’è il Futuro della Ricerca?
Cosa dobbiamo fare?…
dubbio.jpg 

Un abbraccio a tutti e, mi raccomando, scriveteci!
 
 
 Dr Paolo C. Fienga
Lunar Explorer Italia
    il Presidente

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