True Planets

3 febbraio 2006

In the Name of God – di Paolo C. Fienga

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Dopo aver riesaminato e risezionato – a distanza di qualche tempo – l’intervista con il Prof. Richard Hoagland (pubblicata nel numero 53 – Dicembre 2004/Gennaio 2005 - di Nexus Magazine) occorre ammettere che, oltre al sottoscritto, in molti sono rimasti profondamente colpiti ed impressionati dalle dichiarazioni del brillante Scienziato Americano.

Come avrete probabilmente notato, però, negli anni ci siamo accorti, operando sia nel campo della Ricerca Scientifica, sia in quello della Ricerca – cosiddetta – “Speculativa”, di essere non solo molto lontani dalle posizioni assunte da colui che è anche conosciuto come “l’Uomo della Sfinge di Marte”, ma anche piuttosto critici e scettici non solo in rapporto a taluni dei suoi approcci, ma anche nei confronti di moltissime delle sue (attuali) convinzioni e conclusioni. In ogni caso, anche se in molti (incluso colui che scrive) non condividono l’opera del “Ricercatore Hoagland”, tutti noi abbiamo grande stima per l’Uomo e quindi, oggi, i nostri sentimenti sono contrastanti.

Richard Hoagland (come tutti sanno e sottolineano) è una degnissima persona ed un uomo di grande cultura, esperienza ed intelligenza. Non ce la sentiamo, in tutta onestà, di andare a cavillare “punto – per – punto” le sue asserzioni (cioè quello che ha detto e che dice); nessuno di noi possiede l’esperienza che ha lui e, fra l’altro, nessuno ha il suo carisma e, quindi, non ci sentiamo proprio di cimentarci in un “botta e risposta” che finiremmo con il perdere largamente. Però… Però abbiamo pensato che la “Ricerca della Verità” non è una partita a carte e non è una scommessa: è una sfida. E’ un confronto costante e leale che, talvolta, impone delle prese di posizione su argomenti delicati e complessi, anche se i livelli di esperienza, cultura e credibilità sono pesantemente sbilanciati. Lunar Explorer, in questo caso, è la “parte” con poca esperienza, insufficiente cultura e – riteniamo – ancora pochissima credibilità. Però abbiamo qualcosa da dire anche noi e dunque, non solo per onestà intellettuale, ma anche per amore verso la Ricerca – a prescindersi da quelle che siano le forme, le modalità ed i mezzi impiegati per realizzarla – abbiamo deciso di provare a svolgere alcune riflessioni su quanto raccontatoci da Richard Hoagland; riflessioni che non devono essere lette come semplici “critiche” (perché a criticare solamente sono buoni davvero tutti:ma proprio tutti, specialmente gli incapaci…), bensì come spunti per maturare, magari, nuovi approcci e nuove ricerche. Insomma, Lunar Explorer ha la propria “visione” del Cosmo, così come il Prof. Hoagland ha la sua: tutto qui. In ogni caso noi speriamo che, comunque, Voi possiate trovare il tempo di leggere anche il nostro punto di vista e di valutarlo con tutta tranquillità.

In primo luogo dobbiamo sottolineare – a gran voce – che l’eventuale “riconquista della Luna” non è uno scherzo e non è una manovra promozionale, anche se molti cercheranno di farla passare come tale. Essa è un obbiettivo estremamente importante il quale non andrebbe affidato incondizionatamente né – nella migliore delle ipotesi – ad una (sempre e comunque) piccola élite di Enti Spaziali (i quali, come si sa, sono – di fatto e, talvolta, anche di diritto – controllati dai Ministeri della Difesa – quando va bene – delle Nazioni Madre e finanziati, più che con denaro pubblico, da lobbies dell’energia), né – nella peggiore delle ipotesi – ad UN SOLO Ente Spaziale (e cioè la NASA: un Ente che è ormai divenuto, secondo noi, completamente inattendibile ed inaffidabile, poiché totalmente asservito alle “filosofie” ed alle ragioni delle più alte sfere militari e di intelligence degli Stati Uniti d’America).

Siamo totalmente d’accordo con Hoagland allorché ipotizza che l’AT&T (o chi per essa e/o con essa) abbia tratto immediato e diretto vantaggio da alcune “scoperte” fatte sulla Luna (citiamo:“…Io ritengo che il vetro utilizzato come base di tale rete proveniva dalla Luna, dalla straordinaria tecnologia di cui un tempo noi stessi disponevamo, e che fu abbandonata milioni di anni fa in occasione della catastrofe. Comunque è soltanto una delle applicazioni tecnologiche inserite nell’infrastruttura industriale di questo mondo in fase di esplosiva crescita…”).

Non siamo d’accordo, invece, quando Lui dice che le Missioni Luna erano, in realtà, finalizzate a “recuperare dei manufatti” (citiamo:“…in realtà la ragione principale delle missioni aveva a che fare con tecnologie energetiche, fisica, antigravità e altre cose importanti. Kennedy venne persuaso che era il momento e i russi stettero al gioco, ma si trattò di una messinscena ben congegnata…”) che già si supponevano (?) esistenti. A ben guardare, quindi, Hoagland sembra ammiccare verso una sorta di retro-ingegneria “made in the Sixties” (e benedetta da USA ed URSS) la quale, proprio perché riferita a quel periodo, diventa (secondo noi) assolutamente improponibile. Ci basti considerare che, almeno per quanto ne sappiamo, di retro-ingegneria, nel senso proprio e moderno del termine, si iniziò a parlare su ampia scala (e dunque non limitatamente a qualche laboratorio sperduto ed ultrasegreto o, semplicemente, “alternativo” tipo lo “Star-Lab”…) soltanto verso la fine degli anni ‘70, se non addirittura nei primi anni ‘80, con le rivelazioni del sedicente fisico Americano Robert, “Bob”, Lazar.

Insomma: che sulla Luna si sia scoperto “qualcosa” che è suscettibile di creare, in primis, uno “shock culturale” e quindi – a patto che venga messa nelle “mani giuste” – uno “sviluppo tecnologico” (e, non dimentichiamolo, commerciale!!!) è più che plausibile (diremmo che è un fatto certo ed acquisito; un dato che “solo chi, per un motivo o per un altro, non vuol vedere, riesce a non vedere”…).

Da qui a dire, però, che le Moon Missions sìano state concepite (come si sa verso la fine degli anni ‘50) e realizzate (un decennio dopo) per “andare a prendere qualcosa che sapevamo essere sulla Luna, già pronto per noi da usare”, ci sembra un approccio fortemente (anzi: eccessivamente) speculativo. Insomma: se il Prof. Hoagland avesse espresso solo un’opinione, allora avremmo detto “Ok, va bene. Lui la pensa così ed avrà i suoi buoni motivi”. Ma se, invece, Hoagland ha manifestato una semplicissima (ancorché incredibile!) certezza, allora noi saremo costretti a dire “Alt: questa asserzione è talmente “grave” che necessita – almeno – di un qualche frammento di prova, se no è pura speculazione” e, in quanto tale, anche se proviene da uno Scienziato, è comunque improponibile e vale quanto vale l’opinione (sempre che sia sostanziata da un minimo di logica e di buon senso) di un qualsiasi Ricercatore.

Ciò che intendiamo dire è che Richard Hoagland non può fermarsi ad ammiccamenti, allusioni e mezze frasi: o sa – e allora deve parlare e dire tutto, mostrando le prove – oppure anche lui si limita (come facciamo anche noi, spessissimo) a “supporre” – ed allora la sua opinione, per quanto forte, dato che non risulta sostanziata né sostanziabile, resta un’opinione il cui valore non è né maggiore, né minore di quello delle opinioni di chiunque altro.

Proseguiamo. Relativamente ai Lunar Domes ed alla loro origine e funzione, nonché per tutto quanto attiene la possibile catastrofe relativa alla distruzione del fantomatico “Quinto Pianeta” ed alla susseguente distruzione semi-totale di Marte e della Luna (ivi inclusa la scomparsa dei dinosauri sulla Terra in correlazione temporalmente accettabile rispetto al primo e catastrofico evento), non possiamo dire nulla, perché non ne sappiamo, purtroppo, nulla. Per quanto attiene i TLP (acronimo per Transient Lunar Phoenomena), invece, ricordiamo che Lunar Explorer Italia è nata proprio con l’obbiettivo di classificarli, studiarli e cercare di capirli. Si parla di “bagliori lunari” sin dai tempi dell’Antica Grecia e della Roma Imperiale; se ne sono visti in tutte le epoche e da tutte le latitudini (dalla Cina al Nord Europa e dall’India all’Africa del Sud per arrivare sino agli Stati Uniti); la NASA stessa sembrò coltivare interesse in questo fenomeno e ne iniziò una sorta di catalogazione (il famoso “Technical Report R-277″) la quale – secondo noi – è stata comunque fatta in maniera incompleta e discutibile.

Esistono anche delle notevoli correnti di pensiero (scientifico e mèta-scientifico) al riguardo, ma finiremmo con il dilungarci oltre misura, annoiandoVi. Lasciamo quindi a Voi il compito di indagare sulle “lucciole della luna”, se l’argomento Vi interessa davvero.

Noi diciamo solo che l’opinione di Hoagland circa l’origine di questi “bagliori” è suggestiva, ma – purtroppo… – piuttosto improbabile e davvero scarsamente plausibile. Ad oggi. In primo luogo non esiste uno straccio di prova fotografica o filmata indiscutibile, per nitidezza e definizione, che questi Lunar Domes (anzi: i loro resti, martoriati da ere di bombardamento meteorico) si trovino effettivamente, da qualche parte o in più parti, sulla Luna. Tutto ciò che abbiamo sono immagini sfuocate e crateri in apparenza “luccicanti”, ma noi sappiamo che quest’ultimo effetto può ben essere causato da elementi diversi dai Lunar Domes. In secondo luogo dovremmo cercare di essere un pizzico pragmatici in questo difficile campo (una volta tanto…): i TLP, infatti – a nostro parere –, se davvero provano qualcosa, provano solo che la Luna potrebbe essere ancora (sia pure in minima parte) geologicamente attiva.

Il “Mistero” non è – sempre secondo noi – soltanto sulla “natura” dei TLP (la quale è anche relativamente ipotizzabile e spiegabile, come abbiamo già accennato in passato e come tratteremo più diffusamente in futuro).

Il “Mistero” (quello vero e sconcertante, da tanti punti di vista) è sul “perché” la Scienza convenzionale – e qui mettiamo nel calderone Astronomi Americani, Italiani, Russi, Inglesi ecc. – insiste a dire che questi Fenomeni Transitori (e cioè subitanei, estemporanei, imprevisti ed imprevedibili), semplicemente, NON ESISTONO o NON SONO CIO’ CHE SEMBRANO. Si è parlato di ERRORI INTERPRETATIVI nella lettura dell’evento da parte dei Testimoni o, nel caso di avvistamenti confermati da più fonti, di curiosi EFFETTI ATMOSFERICI (fulmini inclusi!) o, nei casi migliori, di METEOR STRIKES.

Dubbi, mezze conferme e mezze smentite, “annebbiamenti” di crateri e via-via, in un continuo calando, si sono spesso dette e pubblicate tante assurdità che offendono non solo l’onorabilità professionale di chi proferisce queste idiozie, ma anche e soprattutto l’intelligenza di chi ha la sventura di sentirle o di leggerle. Già, è questo è il Mistero: l’incapacità della Scienza Positiva, che noi chiamiamo “Convenzionale”, di vedere oltre lo scritto ed il codificato. Ma, purtroppo (anzi: per fortuna!), la Scienza è anche sorpresa, imprevedibilità, inspiegabilità e mistero insondabile. Studiabile, certo, ma comunque insondabile.

L’Astronomia non è tutta scritta nei libri e forse, di tanto in tanto, bisognerebbe che qualche “Scienziato” ci provasse, almeno, ad alzare lo sguardo dai suoi tomi e trattati, dal suo personal computer e dai programmi di simulazione e da tutto quanto compone il “kit dello scienziato” e tentare di “guardare su”.

“Astronomy is looking UP!” disse – quanto mai a proposito – un altro grande e lungimirante Scienziato: Carl Sagan…

Last but not least, un’asserzione raggelante del Prof. Hoagland è quella relativa alla possibile dichiarazione del Presidente Americano George W. Bush su un rapido (4/5 anni o 4/5 mesi?) “ritorno alla Luna”. Ecco: Voi sapete che Lunar Explorer Italia non fa Politica (anche se non la ignora) e che cerchiamo di non mettere comunque mai la Politica e le opinioni politiche (simpatie ed antipatie incluse…) accanto alla Ricerca perché, così facendo, si rischia sia di rendere un pessimo servizio all’onestà intellettuale, sia di fare delle atroci commistioni di generi. Però un commento sul possibile “Back to the Moon” si impone.

Si sa – lo sanno tutti – che Mr Bush è si il Presidente degli Stati Uniti d’America, ma è anche un ometto (per sua stessa ammissione) di consistente ignoranza e di scarsissima sensibilità ed umanità. Lui stesso, tuttavia, “orgogliosamente” ci racconta che, sia ai tempi del suo Governatorato in Texas (quando “doveva rifiutare” la grazia ad un condannato a morte), sia nel 2003 (quando ha “dovuto invadere” l’Iraq), le sue decisioni, per quanto possano essere sembrate sciagurate e sanguinarie agli occhi del Mondo, erano e sono sempre state prese con l’avallo dell’Altissimo.

Cosa stiamo dicendo? Che il Sig. George W. Bush – badate che queste cose le dice lui! – si raccoglie in preghiera per una notte e poi, quando il misticismo lo invade, Gesù gli appare e gli dà consiglio. Insomma: George parla della “questione” da trattare e da risolvere (la quale può andare dalla vita o la morte di un presunto assassino, alla guerra preventiva contro un Paese mediorientale la cui ricchezza – del sottosuolo – è inversamente proporzionale al benessere della sua popolazione…) con il Figlio dell’Altissimo il quale, dopo averci pensato un po’, lo consiglia e così facendo ne informa, con Parola Divina, le sue “terrene decisioni”.

Ora: a parte la assurdità che si nasconde dietro simili e farneticanti dichiarazioni, a noi è venuta una certa paura. Un altro, nuovo eppure antico, terrore.

Quale?

Il terrore che le Nuove Conquiste che potremo o potremmo fare (la Luna, Marte o quello che si vuole), vengano avviate, oggi, domani o fra dieci anni, da un qualche pessimo rappresentante della Specie Umana: magari sarà uno pseudo fondatore di una nuova Teocrazia Tecnologica, malato di protagonismo e traboccante di aggressività repressa; o forse sarà un ipocrita abbindolatore di Masse il quale, quando fa o fa fare qualcosa, non soltanto lo fa o lo fa fare esclusivamente per gli interessi propri e delle lobbies che incarna e rappresenta, ma lo fa o lo fa fare anche “Nel Nome di Dio”: o “In The Name of God”, come dice lo stesso George W.

Un approccio simile alla “Conquista di Nuovi Mondi” (ossìa “Veniamo In Nome di Dio”) ci pare che venne adottato anche dai Conquistadores Spagnoli nel Sud- America di qualche secolo fa. Tutti sanno, crediamo, i disastri e le catastrofi che costoro hanno combinato e che sono derivate – provocando effetti a cascata di arretratezza, miseria ed ignoranza che arrivano sino ai nostri giorni! – dalla loro “Crociata di Civilizzazione e di Evangelizzazione”. Per cui, se Voi permettete, vorremmo anche noi, nel nostro ultra-piccolo, lanciare un messaggio agli Uomini (in generale) ed ai Ricercatori Scientifici (in particolare).

Noi diciamo: “Andiamo avanti, conquistiamo, riconquistiamo, allarghiamo le nostre frontiere e le nostre menti e cerchiamo, sulla Terra, sulla Luna, su Marte ed ovunque nel Sistema Solare e nel Cosmo, le radici della nostra Storia e, magari, le energie (intese come “risorse”) per affrontare il Domani dell’Umanità in un modo migliore e più sereno, ma, per favore, NON facciamolo “In Nome di Dio”!

E NON facciamolo fare a degli sciacalli i quali, per giunta, hanno l’arroganza e la cieca presunzione di dire che, quando agiscono, lo fanno “In Nome di Dio”. Non lasciamo agire degli individui che sono pronti a sacrificare qualsiasi bene (Vita – degli altri – inclusa) senza battere ciglio: sarebbe una tragedia, per gli Uomini di Oggi e per quelli di Domani. Lasciare agire anche “al di fuori dell’atmosfera terrestre” questi sconsiderati, ubriachi di Potere e di Vanagloria, sarebbe (secondo noi) la vera “catastrofe”: una catastrofe che, a distanza di oltre 70 milioni di anni (per riprendere e concludere i riferimenti alle affascinanti dichiarazioni di Richard Hoagland), potrebbe rivelarsi, nel tempo a venire, forse ancora più grande di quella che provocò la distruzione del Quinto Pianeta e, con esso, l’annientamento delle (ipotetiche) Culture dalle quali noi tutti discenderemmo.

“Acta Deos, numquam mortalia, fallunt”.

Purtroppo, tanto per tornare ad oggi, il Signor Bush non capisce il latino ed è un vero peccato, perché questa massima, come vedete Voi stessi, sembra proprio fatta per lui e per tutti quelli simili a lui – che vennero o che verranno – che, nei secoli, lo hanno preceduto nel periglioso cammino delle “Conquiste”.

Un cammino che l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, oggi più che mai, sembra pronto ad intraprendere.

In the Name of God, of course…

Dio.jpg

nota: questo articolo venne scritto nel Marzo 2005. Le clamorose dichiarazioni del Sig. George W. Bush, ipotizzate dal Prof. Hoagland e relative ad un rapido ”Ritorno alla Luna”, come sapete, non ci sono state e l’intelligente idea di accantonare da subito (inizi 2005) quella specie di V-1 evoluta che è lo Space-Shuttle è anch’essa finita nel dimenticatoio. Oggi si parla di far tornare un Uomo sulla Luna non prima del 2015 e, per quanto attiene una possibile Base Lunare, non appare plausibile ipotizzarne la realizzazione prima del 2020/2025. La Sonda New Horizons – destinazione Plutone – è appena partita (coprendo la rotta Terra-Luna in 9 ore: lo sapevate?!?); le Sonde Cassini, MGS, 2001 Mars Odyssey e Mars Express sono tutte in buona salute ed operative e così pure lo sono i MER Spirit ed Opportunity. La JAXA ha combinato qualcosa di buono con la Sonda Hayabusa (anche se le cose adesso non sembrano andare nella maniera migliore) e l’ESA, dopo Marte e Saturno, si sta avvicinando a Venere. Tutto, come vedete, sembra andare per il meglio, eppure…eppure la nostra (e non solo) sensazione è che le informazioni davvero importanti continuino a costituire un piatto riservato a pochi “Eletti”, più vicini a Dio – guarda caso… – che agli uomini.

Ma forse ci sbagliamo…

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