True Planets

1 febbraio 2006

Scie Cliniche – di Paolo C. Fienga e Lunar Explorer Italia

Archiviato in: Articoli — info @ 14:41

“…Proprium est Stultitiae, vitia cernere aliorum, suorum oblivisci…”

 (Cicerone – Tusc. Disp. 3, 73)

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Lunar Explorer Italia, come sapete, si occupa dello Spazio.
In particolare (ed ormai in larga prevalenza), si occupa, sempre muovendosi in un contesto di mera divulgazione, della Luna e di Marte.

Parecchi Lettori, tuttavia, ci hanno chiesto (molto recentemente, soprattutto) qualche opinione su delle materie che, per quanti sforzi possiamo fare, proprio non appartengono alla famiglia specifica delle nostre competenze.
Cogliamo l’occasione per dire e ribadire che a noi di Lun-Ex-It sembra che il fatto di tacere, allorché si discute di argomenti che non si conoscono (né bene, né discretamente: qui parliamo di argomenti che NON si conoscono tout-court), sia un segno di maturità e non di disinteresse.

Tuttavia, vista l’insistenza di alcuni Amici e considerato pure che, qualche volta, la tentazione di “mettere il naso” in ambiti nuovi è forte (così forte che resistere diventa difficile), abbiamo deciso di provare a cimentarci in questa (piccola) sfida.

L’argomento in questione – e che pare aver affascinato davvero una bella fetta di Appassionati di “Scienza e Dintorni” – è quello che viene rubricato sotto il “cappello” delle cosiddette “Scie Chimiche” (o “Chem-trails”).

Abbiamo fatto un “bagno” in questa materia (comunque delicatissima), ci siamo documentati (la parte più facile: i quantitativi di materiale disponibile sono davvero enormi…) ed ora proveremo a dire qualcosa anche noi, pur restando il più possibile coerenti con la nostra Filosofia di base, la quale è ispirata alla chiarezza, alla semplicità ed alla semplificazione (ma non alla semplicizzazione – o almeno così speriamo che sia).

Scie Chimiche.

Ma che cosa sono queste “scie”?

Per capire che cosa sono le “Scie del Cielo” (e lasciamo stare per ora la connotazione qualificante espressa dalla parola “Chimiche”), basta guardare verso l’alto e poi aspettare che passi qualche aereo.
Non sempre, ma molto spesso (anzi: sempre più spesso), noteremo che il passaggio degli aerei è caratterizzato dal rilascio, alle spalle dei medesimi, di “scie” bianche: scie dalla durata variabile (possono durare dai pochi secondi ai 3 o 4 minuti minuti e sino ad arrivare ai 15-20) e dalle forme variabili (alcune possono essere regolari e sottili, oppure estremamente vaporose; altre restano piccole sino all’atto di svanire, mentre altre ancora si allargano a dismisura, sino ad assumere l’apparenza di cumuli stratiformi).

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Si tratta di un fenomeno anomalo ed interessante, ma si tratta anche di un fenomeno “nuovo”?
Ebbene, a questo riguardo diremmo proprio di no.

In effetti, anche se molti sembrano essersene dimenticati, di Scie nel Cielo se ne vedevano – ahinoi come passa il tempo… – sin dalla prima metà degli Anni ’60.
ALMENO dalla prima metà degli Anni ’60!

Allora ci avevano detto (anzi, dovremmo dire “insegnato”) che queste Scie erano l’evidenza visibile di semplici fenomeni di condensazione.

Vera o no che sia questa spiegazione (comunque condivisa da svariate Autorità Scientifiche, sia recentemente, sia in passato), l’aspetto della “temporalità” è il primo che, da incompetenti in materia quali siamo, ci terremmo a sottolineare bene, se non altro per motivi di onestà intellettuale: queste “scie” – ribadiamo, anche se adesso se ne parla tantissimo – caratterizzano i nostri cieli (e, verosimilmente, i cieli del resto della Terra) da almeno 40 anni.

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Nessuno se ne è mai preoccupato negli Anni ’70, né negli Anni ’80, né nella prima metà degli Anni ’90 (diremmo sino a tutto il ’95).
Poi, improvvisamente, diremmo a partire dal 1996 e quindi in un crescendo via-via sempre più Rossiniano, l’interesse per questo fenomeno è cresciuto sino a diventare, dal 2000 in avanti (con un culmine nel 2005 il quale non sembra proprio essersi affievolito), un “must” nelle conversazioni che riguardano la rovina del Pianeta, l’alterazione e/o la rovina dell’Ambiente, i Complotti Globali ed il Condizionamento di Massa.

Come dite?

Che cosa c’entrano i Complotti Globali ed il Condizionamento con le “Scie”?
Ok, cercheremo di essere più chiari: noi stiamo parlando di un argomento di attualità, interessante di certo, ma estremamente complesso e controverso (soprattutto – a nostro parere – grazie a delle notevoli ondate di informazione, allarmismo e disinformazione).
Noi non abbiamo idea della connessione esistente (ammesso che ne esista una) fra Scie, Complotti e Condizionamento, ma gli Esperti di “Scie” dicono che questa connessione esiste e noi, essendo impreparati ed avendo bisogno di indicazioni, diciamo pure che “va bene con riserva” e ne prendiamo atto.

Adesso non fraintendeteci, per favore: noi non stiamo dicendo, né implicando (magari facendo dell’ironia) che questa presunta “connessione” sia solo una baggianata, ovvero il parto discutibile di menti oscurate da onde di  cospirazionismo.

Noi stiamo solo dicendo, con grande chiarezza e sincerità, che queste Scie esistono e si manifestano nei nostri cieli (come nei cieli di tutto il Mondo) da almeno 40 anni e che oggi, dopo una trentina d’anni di indifferenza ed un 7/8 anni di “incubazione”, l’interesse nei loro confronti è (curiosamente) cresciuto a dismisura.
E’ cresciuto in maniera tale da rendere questo fenomeno meritevole di attenzione.
Ora, dato che non ci va di urtare la sensibilità di nessuno mettendoci a parlare di cose delle e sulle quali abbiamo più dubbi che certezze, ci limiteremo – così come è nello spirito di Lun-Ex-It – a fare delle estrapolazioni di tipo filosofico, lasciando poi a Voi il compito di rifletterci sopra e di avanzare delle ulteriori ipotesi, oppure di respingere (in toto od in parte) le nostre costruzioni, oppure di abbracciarle (sempre in toto od in parte).

L’importante, secondo noi, è “far pensare”: il resto non ha molta importanza.

Dicevamo: credete che le Scie (“Chimiche”, come le chiamano gli Esperti) sìano strumenti finalizzati all’alterazione del clima e/o delle umane coscienze?
Va bene: siete/siamo (ancora e relativamente…) liberi e quindi potete/possiamo pensare quello che volete/vogliamo.
Credete invece che le Scie non sìano null’altro che fenomeni (magari anomali) di condensazione? Va bene lo stesso.

L’importante è riflettere.

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Ed a questo punto, proprio perché a noi piace riflettere e cercare di far riflettere, Vi lanciamo questa provocazione: ma come mai, ci domandiamo, esiste tutto questo interesse verso le Scie nel Cielo (lo sapevate che esistono – in Italia – niente di meno che un paio di Interpellanze Parlamentari ancora pendenti – a quanto ne sappiamo… – sull’argomento?) e, d’altra parte, esiste e si radica sempre più  un disinteresse globale (o, comunque, ampiamente generalizzato) verso le problematiche (altrettanto insidiose) delle polveri sottili che stazionano a bassissime quote?

Ebbene si: perchè se è vero, come sembra esserlo, che l’interesse per le Scie del Cielo cresce a dismisura, il disinteresse per l’inquinamento da gas di scarico, monossido di carbonio e micro-polveri lievita in misura altrettanto drammatica e proporzionale.

Cosa intendiamo dire?

Molto semplice: come mai esiste tutta questa partecipazione per le (possibili) implicazioni derivanti dall’eventuale (e tutt’ora da dimostrare) rilascio di “sostanze imprecisate” nell’atmosfera (le Scie “Chimiche”, appunto) e, d’altro canto, esiste una tolleranza quieta e silente (diremmo quasi sonnacchiosa ed accomodante) verso le EXTRA-CERTE implicazioni (e TUTTE negative, senza eccezione!) derivanti dall’accumularsi di sostanze tossiche nell’atmosfera (rectius: nell’aria che respiriamo) delle nostre città, dalle più piccole alle più grandi?

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Forse perché parlare delle Scie del Cielo è più interessante e più accattivante?
Forse perché le Scie del Cielo sono un fenomeno più eclatante e periglioso?
O forse perché le Scie del Cielo, in fondo, non impediscono, ad una enorme maggioranza di Individui, di usare le loro macchine per andare al lavoro, o a fare la spesa, o recarsi al bar a comprare le sigarette e farsi un caffè o magari, semplicemente, per farsi “un giretto”?
Forse parlare delle “Scie Chimiche” – e scusateci l’ironia – va bene perché, in fondo, i “piccoli privilegi” non vengono direttamente attaccati ed intaccati dalla querelle, comunque essa vada a svilupparsi…
Parlare delle Scie Chimiche è accattivante, perché fa vedere che si è impegnati, coscienti, vivi e con gli occhi aperti; parlare di abbandonare le care “macchinine” e provare ad usare di più i treni ed i mezzi pubblici in generale (che non funzionano a dovere, per giunta!), è invece rischioso.

Come farebbero in tanti (ivi inclusi, naturalmente, i Magnati del Combustibile Fossile e le realtà economiche collegate) a sopravvivere, nel caso – meravigliosamente auspicabile, ma secondo noi, oggi, totalmente assurdo ed improponibile – in cui qualcuno prendesse davvero la situazione in mano e dicesse “Stop alle macchine ed agli scarichi inquinanti per – che dire? – una settimana? O magari un mese?!?”.

Cosa succederebbe?
Quante lamentele dovrebbero essere fronteggiate?
Ed a quante “eccezioni” dovremmo far fronte?

Mentre invece quello che succede nel Cielo, nel “Blu dipinto di Blu”, è “lontano”: non si vede (nell’immediato, almeno) la capacità di queste “Scie Chimiche” di produrre degli “effetti a cascata” i quali sìano capaci di compromettere le sacre abitudini di alcuni (tantissimi, a dire il vero) ed i preziosi interessi di altri (tanti anche loro).

Forse (o molto probabilmente) quello che succede a 6/7000 metri di quota o anche di più, è davvero il primo passo verso la distruzione del nostro ambiente.
Forse.

Tuttavia – e qui senza forse – l’inquinamento (chimico, ma non solo: che dire di quello acustico o luminoso ad esempio? Ce ne siamo scordati di questi ultimi?!?…) che sopportiamo intorno a noi, “ad altezza d’uomo”, ogni giorno, 365 giorni l’anno, non lascia spazio a dubbi: esso è CERTAMENTE deleterio e mortifero.

In molti discutono accanitamente sulle ipotesi e si dimenticano (o ignorano deliberatamente, vedete Voi…) le certezze.
O magari se ne ricordano solo quando, pur non essendo fumatori, la mattina si alzano e tossiscono sino a sputare anche l’anima.

Eppure…
Eppure quando il traffico viene bloccato, magari una domenica ogni due mesi, per poche ore e con valanghe di eccezioni (l’Italia è il Paese delle Mille Regole e delle Centomila Eccezioni, cercate di non dimenticarlo), allora tutti (o quasi) si inquietano (grande eufemismo quest’ultimo…)!

E con questa considerazione, forse, siamo riusciti a fare il nostro punto: finché si blatera di e su cose che “magari si, magari no”, recano danno alla Terra ed all’Umanità (e che, soprattutto, restano “lontane” dalle nostre miserie quotidiane), tutti sono pronti a combattere.
Tutti diventano Paladini della Verità, senza macchie e senza paure (meglio degli sbiancanti per denti e tessuti).

Ma nel momento in cui, per fare realmente qualcosa, si devono andare – diremmo inevitabilmente – a toccare i “privati orticelli di comodità” (niente macchinina: domenica a piedi; favorire il risparmio energetico aumentando il costo dell’energia e così via…), allora no!
Allora tutto ciò di cui si è parlato sino ad ora, da problema serissimo, diventa una barzelletta, una stupidata, un quid inutile.

Sono tutte sciocchezze: le polveri, i gas, il CO2 e quant’altro!

Ridurle? Ma come? Ma scherziamo? E’ il progresso!

Ecco fatto: questi siamo noi (anche qui con qualche eccezione – per fortuna – ma, “grosso modo”, questi siamo noi).
E allora, tornando alla vexata quaestio di partenza – Vi ricordiamo che qualcuno ci aveva chiesto che cosa pensassimo delle Scie Chimiche – adesso possiamo finalmente rispondere, esprimendo una personalissima opinione.

Che è questa:

Noi non sappiamo quasi nulla delle Scie Chimiche: forse sono un “segno” dell’incombente catastrofe e forse sono solo scie fatte di vapore acqueo e qualche residuo di carburante.
A noi fa paura l’inquinamento, ma fanno più paura quelli che ne parlano ogni 5 minuti, condannandolo, e poi lasciano le luci accese, in casa ed in ufficio, lasciano sgocciolare i rubinetti giorno e notte, buttano la spazzatura sul ciglio della strada e quindi, per andare al lavoro, per andare a far la spesa, per andare in vacanza e, comunquie, per coprire distanze superiori ai cento metri, devono sedersi al volante della loro possente autovettura.

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A noi fa paura la televisione-spazzatura, fatta di Processi, di Quark e SuperQuark, di Quiz-per-Milionari, di Grandi Fratelli e di Isole dei Famosi e chi più ne ha, più ne aggiunga, ma ci fanno più paura quelli che non riescono a vestirsi senza indossare un capo griffato, quelli che non riescono a parlare senza trasformare la dialettica in turpiloquio, quelli che si interessano a tutto e tutti…nella misura in cui questo “interesse” non disturbi il loro “quieto-vivere” e la loro “tranquilla passività intellettuale”, spesso travestita da (arrogante e ciarliero) impegno ed attivismo.

E quindi, per finire, a noi fanno paura le Scie Chimiche, certo: perché non sappiamo cosa sono e potrebbe anche darsi che sìano “robe cattive”.
Ma, molto più di queste “Scie”, ci fanno paura le derive cognitive di coloro che ne parlano sempre – e spesso senza cognizione di causa - e che attribuiscono ad esse l’insano potere non solo di modificare il tempo e di alterare l’atmosfera (un’ipotesi comunque credibile), ma anche di modificare le personalità e di condizionare le percezioni (no comment).
A noi fanno paura quelli che guardano per aria, vedono le “Scie” e, dimenticandosi di loro stessi, delle loro mancanze e del loro ruolo di Uomini e di Cittadini, pensano di aver trovato la risposta alla rovina della Terra.
Una risposta “esterna” naturalmente, perchè la colpa, per definizione, “non è mia!”. Mai.

Ecco: noi pensiamo che se, prima di guardare in cielo, alla ricerca della “radice dei nostri mali”, guardassimo di più verso terra (magari ad altezza d’uomo e magari dentro le nostre case, i nostri uffici e dentro le nostre teste, piene di intoccabili “comodità”), sarebbe davvero MOLTO, MOLTO meglio…
Per tutti.

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Ringraziamenti: a Tom Bosco ed al Magazine “NEXUS”, per le immagini delle Chemtrails e per tutte le interessanti informazioni che abbiamo rinvenuto sul loro Sito (www.nexusitalia.com); ai Lettori che ci hanno scritto, chiedendoci di parlare di un argomento non spaziale, ma comunque interessante e che sicuramente è destinato a suscitare discussioni e controversie; al Dr Fabio Andreazzini, per il supporto nella ricerca di dati ed informazioni.

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