True Planets

29 gennaio 2006

Unreliable Teachers – di Paolo C. Fienga

Filed under: Articoli — info @ 23:37

Quando scrissi questo articolo (che doveva essere una semplice riflessione sulla Scienza e la Ricerca negli Anni 2000 e sui modi per “diffonderla” ed “insegnarla”) l’ispirazione mi era arrivata da un’immagine che il Rover Spirit ci aveva mandato e che si riferiva al Sol 304.
Si trattava, come spesso è accaduto ed accade, di un’immagine assolutamente incredibile (se non altro per me) e, almeno sino ad ora, completamente ignorata: pietre porose (o meglio: rocce completamente ricoperte di fori) su Marte.

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Una sciocchezza? Un particolare di scarsa importanza?
Non direi.

Provate a pensare: quante volte, mentre passeggiavate in riva al mare o sul greto di un fiume, vi siete imbattuti in pietre che, di regola, ospitano delle minuscole forme di vita acquatica (e non solo)?
Viste da una certa distanza possono sembrare anche delle “spugne”, per quanto sono bucherellate e, se siete appassionati di “acquariologia”, dovreste pure sapere che esse sono ospiti (quasi) fissi di un acquario “che si rispetti”…

Ma che cosa sono, esattamente? Si tratta, di regola, di rocce ignee in origine (come le pietre pomici), ma la loro porosità può anche derivare dal concorso di altri elementi, diversi ed ulteriori rispetto alle fornaci vulcaniche.

Quali?

Certo non possiamo ignorare l’acqua, che è la prima responsabile di un numero infinito di “stranezze” e di “capolavori naturali”; ma non dobbiamo neppure dimenticare l’attività di alcuni esseri viventi (che NON sono certo dei semplici batteri…) i quali, per “crearsi un ricovero”, rosicchiano, scavano, bucano, si insinuano nella roccia e, alla fine, si “circondano” di qualcosa di solido che loro chiamano “casa”.

Quale sarà, dunque, l’origine di queste decine (o forse centinaia o migliaia) di pietre porose fotografate da Spirit alle pendici, o poco più su, delle Columbia Hills?
E che dire delle nuove (pseudo) rocce che sono state fotografate, sempre da Spirit, durante i Soles 731 e 736?

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Che cosa mai ci racconteranno, questa volta, i nostri Amici della NASA e del Controllo Missione?
Forse diranno che si tratta di nuovi “hints of a watery past on Mars”?
O magari, come hanno già “azzardato” commentando le rocce “rivestite” del Sol 731, diranno che si tratta di semplici evidenze postume di “bollicine di gas che sono scoppiate”, con ciò riferendosi ad un fenomeno assolutamente naturale e normalmente connesso agli eventi vulcanici?

Già, ma dove sono le fornaci vulcaniche in zona Gusev Crater?

Mentre ci leggete, se volete, provate a guardare i dettagli ingranditi di alcune di queste rocce che abbiamo preparato nella nostra Galleria di frames dedicata ai Soles 304, 731 e 736 di Spirit (ma se avete tempo e voglia potete anche dilungarvi e, vedrete, le “sorprese” non mancheranno di certo…).

Comunque sia (e parlando delle rocce del Sol 304), è stata una mia sensazione (ma non saprei se soltanto mia) che ogni singolo buchetto presente in quei sassi avesse avuto al suo interno un “qualcosa” che lo occupava.
E che cosa sarà stato mai quel “qualcosa”?
Un altro “frutto di bosco” Marziano?
Ma per carità, smettiamola anche con questa (ormai abbastanza stucchevole) storiella…

Questa è la cronaca: decidete voi quello che credete guardando le immagini. Ora io vorrei fare qualche estrapolazione e riflessione.

Lunar Explorer Italia, come sapete, è un’Associazione di Libera Ricerca, aperta al Mondo: questa è la sua filosofia e del suo costante rispetto io sono Garante verso i Soci e verso i Lettori.
Per aggiornarsi, confrontarsi e capire quello che succede in giro, alcuni suoi Collaboratori (me incluso), oltre a cercare le informazioni rilevanti nei cosiddetti “Siti-Chiave”, danno anche un’occhiata – periodicamente, cioè una o due volte la settimana – ad altri Siti simili al nostro (Italiani e non) e, di tanto in tanto, leggono anche quello che si dice di Marte, Saturno e, in generale, della Vita nel Cosmo nei (tantissimi) Forum che si trovano su Internet e che sono dedicati a questo affascinante (ma sempre più complesso e controverso) argomento.

Ebbene la nostra sensazione – al di là del fatto che le campagne di disinformazione, da un lato, e di controinformazione, dall’altro, come poste in essere dai media che vanno per la maggiore (sempre in Italia ed all’Estero), hanno dato eccellenti risultati (la gente è scettica e confusa, fondamentalmente) – è che la maggior parte degli Appassionati (tralasciamo volutamente i Professionisti di questo campo) abbia decretato – senza possibilità di appello – che la Vita, nel Cosmo in generale e su Marte in particolare, “ESISTE”, senza alcun dubbio.

Ma non è tutto qui…

Non ci vuole certo un sociologo nè un esperto di comunicazione o di sondaggi per capire che una conseguenza fondamentale (la più importante, forse) di questa “sensazione/certezza” diffusa nella popolazione degli Amanti della Scienza (e che fa da pesante contraltare alla prudenza, quando va bene, o allo scetticismo acuto – che giunge sino alla bieca ottusità – degli “Scienziati” nostrani e non, quando va male) sta nella “totale perdita di fiducia” – e, conseguentemente, di “credibilità” – negli/degli (rispettivamente) Enti Scientifici preposti al ricevimento, in prima battuta, e quindi alla elaborazione, stima, studio, gestione, diffusione e controllo delle informazioni rilevanti ai fini di questa comunque appassionante “Ricerca della Vita”.

Parliamo della NASA, su tutti, ma non trascuriamo l’ESA e le altre Agenzie Spaziali – Europee e non – che, di volta in volta, vengono chiamate in causa.
E non dimentichiamo neppure i Direttori e le Direttrici degli Osservatori Astronomici di casa nostra i/le quali, a nostro modo di vedere, sebbene vengano tutt’ora (ed anche piuttosto spesso) interpellati dalla Rai e/o dai Quotidiani di maggiore tiratura (tutte le volte in cui ci sia da banalizzare qualche possibile outbreak in campo planetario), sono – ormai – solo dei “vecchi e beceri burocrati” da quattro soldi, pronti da anni al pensionamento intellettuale il quale però, per loro – beati loro!!! – non arriva mai…

Insomma: i “Professori” (o presunti tali…) hanno raggiunto la credibilità ZERO presso gli “Studenti”.

E’ questo, in fondo, il risultato fondamentale che è stato conseguito con le valanghe di reticenze, mezze ammissioni e contraddizioni (sino ad arrivare alle menzogne vere e proprie – alcune delle quali addirittura “offensive” per le persone dotate anche solo di un minimo di intelligenza…) che hanno caratterizzato l’informazione scientifica in campo spaziale negli ultimi 35 anni.

Diremmo che dalla Luna in poi, dunque, c’è stato un fallimento totale di questa Informazione…Forse.

O forse no?
O forse era proprio questo il risultato che si voleva ottenere?

Può essere, in fondo, che il “Caos Cognitivo” fosse il vero obbiettivo da conseguire…
Se ci pensate, infatti, una volta che si è tolta credibilità a chi (Ente o persona fisica che sia) dovrebbe possederla per definizione, oltre che per competenza istituzionale, a chi si può prestare attenzione per davvero e con fiducia?

Insomma: se il “Professore” stesso diventa inattendibile, che cosa succede ai “discepoli”? A chi si ispireranno? A chi crederanno, se mai decideranno di credere a qualcuno?

Il risultato è esattamente nei fatti che vediamo, alla televisione, su Internet, a Scuola, nelle Università: ognuno di noi (Lunar Explorer ed i  propri Associati inclusi), su queste Materie delicate e complesse, in mancanza di un “Vero Maestro” da seguire ed al quale ispirarsi, si sente in diritto (se non addirittura in dovere) di esprimere delle opinioni basate sulle proprie idee, competenze, esperienze e sino ad arrivare alle proprie e personalissime “sensazioni” e/o “convinzioni” – anche di natura “religiosa ed etica” – le quali, di scientifico, non hanno assolutamente nulla.

E’ questa, secondo noi, la mostruosità che è stata perpetrata – e che si sta ancora perpetrando – proprio davanti ai nostri occhi e con il nostro (tacito) consenso: togliere credibilità a “chi sa” per davvero, ha significato e significa togliere credibilità a tutti.

Non c’è nessun Ricercatore, Divulgatore o Scienziato che conosca davvero, nessuno a cui credere davvero, nessuno è attendibile davvero.
Ed ecco la (paradossale) conseguenza di questa mancanza radicale: siamo tutti Ricercatori, siamo tutti Divulgatori, siamo tutti Scienziati, siamo tutti Esperti e Tuttologi.

Lo siamo TUTTI, perchè NESSUNO lo è.

Lo siamo TUTTI, dunque NESSUNO lo è.
E’ per questo che il proliferare di voci, opinioni, Siti, Forum (e chi più ne ha, più ne metta), TUTTI UGUALMENTE ATTENDIBILI – e, quindi, se la nostra deduzione è corretta, NESSUNO ATTENDIBILE – pur se dimostra l’esistenza di un certo fervore intellettuale, alla fine – allorché le diversità di opinioni danno luogo (in perfetto “stile televisivo”…) a polemiche e risse, tanto becere, quanto patetiche – non giova a nessuno.

Men che meno alla tanto cara e sempre più vituperata “Causa della Verità”.

Di tanto in tanto, quando rileggo i commenti Lunar Explorer ai frames che arrivano dallo Spazio (sia che li abbia scritti io stesso, sia che essi provengano da altri Collaboratori – interni od esterni), mi viene il dubbio che qualcosa non quadri e che anche noi (ed anch’io), seppure operando in Buona Fede, stiamo (sto) solo concorrendo ad incrementare il caos e l’anarchia intellettuale.
Un caos ed un’anarchia rigorosamente – temo – voluti e cercati da coloro che la Verità la vogliono affossare in uno dei tanti crepacci che costellano la superficie della Luna o di Marte.

Ma non è tutto, poiché il vero dramma lo sapete qual’è?

E’ che costoro, con la nostra precisa e puntigliosa collaborazione, ci stanno riuscendo…

Let there be Light (Parte Seconda) – di Matteo Fagone

Filed under: Articoli — info @ 14:44

TEORIE DI FRONTIERA E TLP:  premesso che consideriamo come Teorie di Frontiere tutte quelle costruzioni logiche che non sembrano poggiare su dati – almeno ad oggi – misurabili e verificabili, diremmo che, fra le tante, un posto speciale è occupato da quella del Prof. Richard Hoagland.
Questi sostiene che la Terra, in origine, avrebbe avuto due Satelliti Naturali: la nostra attuale Luna e Marte.
Hoagland ci racconta che questi due mondi erano stati (in qualche modo) colonizzati ed abitati ma, per “motivi ignoti” (non dimenticate che “motivo ignoto” è un’espressione cara a tanti Scienziati e Ricercatori perché va a sostituire, in maniera brillante e scientificamente apprezzabile, il profano impersonale “non si sa” oppure l’imbarazzante e personalissimo “non lo so”…), si verificò una catastrofe che non solo cancellò – quasi completamente – tutto quello che era stato realizzato su tutti e due i pianeti, ma causò anche lo spostamento di Marte, dalla sua posizione originaria a quella attuale.
Che dire? E’ piuttosto difficile, secondo noi, credere ad ipotesi che non sìano supportate neppure da un qualche piccolo indizio, d’altra parte, se supportarla è quasi impossibile, è pure impossibile considerarla un mero parto della sola fantasia.
A pensarci bene sarebbe davvero interessante provare ad intraprendere una ricerca profonda e spassionata della Vita, attuale o pregressa, nel Sistema Solare ed oltre; una ricerca libera dai pregiudizi e dai pragmatismi imposti dalle dottrine scientifiche classiche le quali si basano, sempre, solo ed esclusivamente, sulla biologia evoluzionistica e su uno sgradevole orgoglio di stampo antropocentristico…ma questo è solo un sogno, per ora.
E veniamo adesso alla “Madre di tutte le Teorie di Frontiera”: in accordo ad essa, la nostra Luna sarebbe una sorta di immenso veicolo spaziale (nota: questa Teoria, sebbene riferita ad una delle lune di Saturno – Giapeto, per l’esattezza – e non alla nostra Luna è stata recentissimamente ripresa anche dal Prof. Hoagland il quale, in un certo senso, le ha “reso e riconosciuto dignità”).

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Ma si tratta di una “stupidaggine planetaria” o c’è un minimo di sostanza? In realtà, un pizzico – o forse più – di sostanza, potrebbe anche esserci. Supponiamo che la Luna sia realmente una Nave Spaziale – tipo la “Morte Nera”, come Star Wars ci rammenta – e supponiamo altresì di avere i mezzi tecnici per imprimerle un’accelerazione lineare e cioè una forza capace di agire uniformemente sull’intero corpo planetario.
La prima conseguenza della spinta potrebbe rinvenirsi nell’annullamento o nella sostanziale riduzione – con tendenza a zero – della rotazione del corpo stesso, a vantaggio della linea teorica di accelerazione.
Una volta giunta alla giusta distanza dalla nostra Terra questa Nave Spaziale (che chiamiamo “Luna”) avrebbe decelerato e si sarebbe quindi posta in una situazione di equilibrio gravitazionale rispetto alla Terra, entrando in orbita attorno ad essa (né più né meno di quanto accade con le Sonde che abbiamo inviato verso la Luna stessa, o Marte, o Saturno e che sono poi entrate in orbita attorno a questi Corpi Celesti).
Che dite? Si tratta di una situazione plausibile, pur nella sua “assurdità”?!?
Ed andiamo avanti: anche il Dr Roberto Pinotti (CUN) ha raccolto delle ipotesi  che sostengono la presunta artificialità della Luna (cfr. “Strutture artificiali extraterrestri” – pg. 99, “La luna: satellite, stazione o veicolo spaziale?”) e la Teoria che egli pare preferire trova una sua base – e qui ritorniamo al nostro punto di partenza: i Fenomeni Lunari Transitori – proprio nel gran numero di “Eventi Lunari Anomali” (Anomali nel senso di “inspiegabili” ricorrendo alla Dottrina Scientifica Classica) i quali sono stati osservati, classificati e catalogati non solo dalla NASA, ma anche da altri Enti Spaziali nonchè da Privati Ricercatori (ivi inclusi innumerevoli Astrofili e semplici Appassionati).
La casistica di questi fenomeni è impressionante ed abbraccia la quasi totalità della porzione di Luna che noi possiamo vedere.
A guardare, tutte o quasi le ipotesi sull’origine della Luna che ricalcano concezioni scientifiche tradizionalistiche lasciano sempre molti interrogativi in sospeso, ma l’elemento curiosamente sconvolgente è nel fatto per cui la Teoria che vede la Luna come un (enorme) “manufatto” è nella circostanza che essa, sia pure con qualche difficoltà, soddisfa discretamente alcuni di quei lati oscuri che, seguendo qualsiasi altra costruzione, finirebbero col restare tali.
Ma torniamo ai Fenomeni Lunari Transitori: la loro classificazione comprende, inter alia, le emissioni di luce (Flares); le modifiche nella luminosità apparente di alcuni rilievi (Albedo Variations), l’individuazione di oggetti in movimento sulla superficie della Luna (Fast-Walkers) o che la rasentano (Fast Moving Objects) o che si muovono nello spazio circum-lunare, ma comunque in prossimità della Luna (Extra Lunar Objects) e così via.

MoonMeteor.jpg
Alcuni eventi appartenenti alla suddetta casistica si dice che sono stati osservati (ma non esistono conferme ufficiali al riguardo) anche da alcuni Astronauti dell’Apollo 11 e 14. Si annoverano, fra le “stranezze lunari”, anche delle immagini della superficie  della Luna le quali, sebbene alquanto discutibili, appaiono difficilmente spiegabili come il prodotto di azioni meramente casuali e naturali (pensate, ad esempio, al cosiddetto “Gravity Wasting”) ed a tal riguardo, il Dr Pinotti ci propone un discreto elenco di frames interessanti.
Un’altra fonte di rilievo in questa querelle è nell’opera maxima dello scrittore George H. Leonard il quale, alla fine degli Anni ’70, pubblicò il suo masterpiece, dal titolo  “Somebody else is on the Moon” (tradotto in italiano nel 1977 come “Qualcun altro è sulla Luna”). Questi prende in esame tutta la materia relativa alla Luna e ad alcune delle sue maggiori anomalìe, citando dati e riferimenti che la NASA avrebbe voluto trascurare preferendo (ma per scelta “civile” o “militare”?) spostare l’interesse del pubblico verso altri aspetti del Programma Spaziale, ed espose la sua Teoria secondo cui “qualcuno” (o “qualcosa”) potrebbe essere arrivato sulla Luna molto tempo prima di noi…ed esserci rimasto!

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Un’idea questa, come potrete verificare Voi stessi, che non è rimasta affatto isolata, anzi: pensate, ad esempio, a libelli quali: “The Moon, our Misterious Spaceship”; oppure “Secrets of our Spaceship Moon”; “Moongate: Suppressed findings at the US Space Program – The NASA Military Cover-Up”  e così via.
Come potete ben vedere di “devianti” in giro sembrano essercene parecchi e se poi considerate i livelli di tiratura dei libri citati e di tanti altri che non è il caso di menzionare in questa sede, allora Vi renderete conto facilmente che di persone – diciamo pure “stravaganti” –  ce ne devono essere in giro davvero a milioni.
Alcune di esse, si noti, ESTREMAMENTE COMPETENTI E PREPARATE.
Come i due Ricercatori Russi, Mikhail Vassin e Alexandr Cherbakov che, sempre negli Anni ’70, nella rivista sovietica “Sputnik”, affrontarono la fantascientifica ipotesi secondo cui la Luna potrebbe essere un corpo artificiale, probabilmente cavo all’interno (ed anche questa idea è stata ripresa nel 2005 dal Prof. Hoagland a proposito di Giapeto). Essi sostenevano che la loro idea non trovava particolari ostacoli concettuali laddove messa a confronto con la realtà e, soprattutto, viste le innumerevoli incongruenze e lacune vere e proprie delle altre Teorie Ufficiali sull’origine e la natura della Luna, anche la loro Teoria veniva ad acquisire – quasi automaticamente – una certa dignità.
Essi cercarono anche di spiegare il perché di molti TLP supponendo che la Luna, in quanto corpo artificiale e parzialmente cavo, doveva essere dotata di enormi aree interne adibite allo stoccaggio di propellenti e combustibili (ripensate  alle “flares”, adesso…). I due Ricercatori ritenevano altresì che la Luna doveva essere stata concepita anche in maniera tale da poter resistere agli impatti meteorici nonché agli sbalzi termici e che la sua particolare densità fosse dovuta al fatto che la sua struttura è parzialmente cava (NON vuota!).

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Una “scorza” esterna spessa circa 50 Km ed un “nucleo vitale” di circa 3000.
Ma come giustificare una simile idea senza rendersi ridicoli? Ebbene essi valutarono in dettaglio la distribuzione e la profondità dei crateri da impatto (inclusi quelli di possibile origine vulcanica). Sulla Luna vi sono crateri che variano da meno di 1 metro di diametro fino ad oltre 200. Se dunque la Luna fosse stata imbottita di gas e altre sostanze potenzialmente esplosive, riuscite ad immaginare gli effetti devastanti che degli impatti ad altissima velocità avrebbero potuto produrre?
Secondo il fisico russo Stanukovitch, un corpo celeste del diametro di circa 5 Km il quale impatti la Luna ad una velocità (peraltro, a dispetto delle apparenze, non eccessiva…) compresa fra 150.000 ed i 200.000 Km/ora, dovrebbe penetrare la superficie del nostro Satellite per un valore equivalente ad almeno 5 volte le sue dimensioni.
Eventuali urti a velocità prossime ai 60 Km/s non sono affatto impossibili, anzi! Inoltre le dimensioni di molti crateri lunari superano ampiamente i 50 Km di diametro e quindi, se tanto ci dà tanto, dovremmo anche aspettarci crateri profondissimi…

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…E invece no. Il dato “curioso” è che la profondità dei crateri lunari resta sempre e comunque molto bassa (2-3 Km, con punte di circa 5). Come mai? Ed ecco, ancora una volta, che ritorna la domanda ovvia: ma contro che cosa urtano le meteore per “bucare così poco”? Forse contro una sorta di “corazza” protettiva?
Pensiamo alla composizione chimica delle rocce lunari? Le analisi effettuate sui campioni Apollo hanno comprovato la presenza di elevatissimi quantitativi di Cromo e Titanio: metalli resistenti e refrattari, sia individualmente considerati, sia nella loro leghe. Questo dato, ove confermato su una più larga scala, potrebbe spiegare la scarsa conduttività termica delle rocce lunari e risulterebbe coerente con un progetto di ingegneria spaziale ultratecnologica. 
Da questa incredibile costruzione, ecco una possibile spiegazione dei TLP: fenomenologie naturali, connesse alla natura meccanica ed artificiale dell’intero Corpo dal quale essi provengono. Che poi si tratti di fenomeni che ne comprovano l’abbandono (la Luna è “morta”) o l’attuale efficienza (la Luna è “viva”), non è possibile dirlo, neppure spingendo questa Teoria ai suoi limiti più estremi.
Che altro dire?
Tralasciando la fenomenologia delle “librazioni” ad altra sede, e muovendoci comunque con estrema prudenza, abbracciamo – in parte – la Teoria dell’artificialità (quantomeno parziale) della Luna e della Natura “Meccanica” (e cioè “Artificiale”) di alcune delle sue fenomenologie atipiche.
I Fenomeni Transitori, appunto, in particolare.
§§§
In conclusione, Voi sapete bene che non è nostra intenzione (anche perché non fa parte né del nostro ruolo, né delle nostre ambizioni) convincere i Lettori circa la fondatezza di una Teoria a discapito di un’altra. La Verità – purtroppo o per fortuna – non la conosce ancora nessuno; gli elementi disponibili, anche se aumentano nel tempo, sono ancora scarsi e sebbene le idee e le congetture (al pari delle speculazioni) non mancano, la sostanza di supporto non sempre è sufficiente per giungere a dire qualcosa di inoppugnabile.
Ciò che intendiamo dire e sottolineare, allora, è che non esistono – OGGI – “Ipotesi Valide” ed “Ipotesi Spazzatura”, ma solo Ipotesi: alcune più accreditate (di solito in ragione dello Scienziato che le crea o le sposa) ed altre meno (idem). Per cui non è importante, in questa sede, cercare di trovare “consensi” o di stimolare “dissensi e critiche”. Ciò che conta è “stimolare” l’intelletto e l’intelletto è, si, fatto da esperienza, cultura e competenza, ma anche da intuito, volontà ed immaginazione (anche se il ruolo dell’Immaginazione, secondo i Vati della Razionalità, non avrebbe diritto di asìlo in questa Materia) .
La Teoria della “Luna Artificiale” è una Teoria affascinante e, a ben guardare, essa offre una spiegazione globale dei TLP. Certo, esistono tante altre Teorie  (altrettanto interessanti e certamente più pragmatiche), però nessuna di esse, ad oggi, può ergersi al di sopra di tutte le altre ed essere vista come “Punto di Riferimento Assoluto”.
Per cui, nel dubbio, che ciascuno valuti gli elementi di cui dispone, tragga le proprie conclusioni e si faccia una propria idea. L’invito che rivolgiamo a tutti, comunque, è quello di leggere e di studiare criticamente – SEMPRE!
Leggere e studiare senza pregiudizi e con serenità, senza pretendere di voler dimostrare l’indimostrabile e senza pensare di avere fra le mani la Verità Assoluta.
E se, in qualcuno di Voi, si nasconde un Genio, esso finirà con il rivelarsi al Mondo, ma con calma, pazienza ed un pizzico di immaginazione perchè, come tutti certamente immagineranno, dove non arriva il Sapere, può arrivare – come arriva – la Fantasia…

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