Unreliable Teachers – di Paolo C. Fienga
Quando scrissi questo articolo (che doveva essere una semplice riflessione sulla Scienza e la Ricerca negli Anni 2000 e sui modi per “diffonderla” ed “insegnarla”) l’ispirazione mi era arrivata da un’immagine che il Rover Spirit ci aveva mandato e che si riferiva al Sol 304.
Si trattava, come spesso è accaduto ed accade, di un’immagine assolutamente incredibile (se non altro per me) e, almeno sino ad ora, completamente ignorata: pietre porose (o meglio: rocce completamente ricoperte di fori) su Marte.
Una sciocchezza? Un particolare di scarsa importanza?
Non direi.
Provate a pensare: quante volte, mentre passeggiavate in riva al mare o sul greto di un fiume, vi siete imbattuti in pietre che, di regola, ospitano delle minuscole forme di vita acquatica (e non solo)?
Viste da una certa distanza possono sembrare anche delle “spugne”, per quanto sono bucherellate e, se siete appassionati di “acquariologia”, dovreste pure sapere che esse sono ospiti (quasi) fissi di un acquario “che si rispetti”…
Ma che cosa sono, esattamente? Si tratta, di regola, di rocce ignee in origine (come le pietre pomici), ma la loro porosità può anche derivare dal concorso di altri elementi, diversi ed ulteriori rispetto alle fornaci vulcaniche.
Quali?
Certo non possiamo ignorare l’acqua, che è la prima responsabile di un numero infinito di “stranezze” e di “capolavori naturali”; ma non dobbiamo neppure dimenticare l’attività di alcuni esseri viventi (che NON sono certo dei semplici batteri…) i quali, per “crearsi un ricovero”, rosicchiano, scavano, bucano, si insinuano nella roccia e, alla fine, si “circondano” di qualcosa di solido che loro chiamano “casa”.
Quale sarà, dunque, l’origine di queste decine (o forse centinaia o migliaia) di pietre porose fotografate da Spirit alle pendici, o poco più su, delle Columbia Hills?
E che dire delle nuove (pseudo) rocce che sono state fotografate, sempre da Spirit, durante i Soles 731 e 736?
Che cosa mai ci racconteranno, questa volta, i nostri Amici della NASA e del Controllo Missione?
Forse diranno che si tratta di nuovi “hints of a watery past on Mars”?
O magari, come hanno già “azzardato” commentando le rocce “rivestite” del Sol 731, diranno che si tratta di semplici evidenze postume di “bollicine di gas che sono scoppiate”, con ciò riferendosi ad un fenomeno assolutamente naturale e normalmente connesso agli eventi vulcanici?
Già, ma dove sono le fornaci vulcaniche in zona Gusev Crater?
Mentre ci leggete, se volete, provate a guardare i dettagli ingranditi di alcune di queste rocce che abbiamo preparato nella nostra Galleria di frames dedicata ai Soles 304, 731 e 736 di Spirit (ma se avete tempo e voglia potete anche dilungarvi e, vedrete, le “sorprese” non mancheranno di certo…).
Comunque sia (e parlando delle rocce del Sol 304), è stata una mia sensazione (ma non saprei se soltanto mia) che ogni singolo buchetto presente in quei sassi avesse avuto al suo interno un “qualcosa” che lo occupava.
E che cosa sarà stato mai quel “qualcosa”?
Un altro “frutto di bosco” Marziano?
Ma per carità, smettiamola anche con questa (ormai abbastanza stucchevole) storiella…
Questa è la cronaca: decidete voi quello che credete guardando le immagini. Ora io vorrei fare qualche estrapolazione e riflessione.
Lunar Explorer Italia, come sapete, è un’Associazione di Libera Ricerca, aperta al Mondo: questa è la sua filosofia e del suo costante rispetto io sono Garante verso i Soci e verso i Lettori.
Per aggiornarsi, confrontarsi e capire quello che succede in giro, alcuni suoi Collaboratori (me incluso), oltre a cercare le informazioni rilevanti nei cosiddetti “Siti-Chiave”, danno anche un’occhiata – periodicamente, cioè una o due volte la settimana – ad altri Siti simili al nostro (Italiani e non) e, di tanto in tanto, leggono anche quello che si dice di Marte, Saturno e, in generale, della Vita nel Cosmo nei (tantissimi) Forum che si trovano su Internet e che sono dedicati a questo affascinante (ma sempre più complesso e controverso) argomento.
Ebbene la nostra sensazione – al di là del fatto che le campagne di disinformazione, da un lato, e di controinformazione, dall’altro, come poste in essere dai media che vanno per la maggiore (sempre in Italia ed all’Estero), hanno dato eccellenti risultati (la gente è scettica e confusa, fondamentalmente) – è che la maggior parte degli Appassionati (tralasciamo volutamente i Professionisti di questo campo) abbia decretato – senza possibilità di appello – che la Vita, nel Cosmo in generale e su Marte in particolare, “ESISTE”, senza alcun dubbio.
Ma non è tutto qui…
Non ci vuole certo un sociologo nè un esperto di comunicazione o di sondaggi per capire che una conseguenza fondamentale (la più importante, forse) di questa “sensazione/certezza” diffusa nella popolazione degli Amanti della Scienza (e che fa da pesante contraltare alla prudenza, quando va bene, o allo scetticismo acuto – che giunge sino alla bieca ottusità – degli “Scienziati” nostrani e non, quando va male) sta nella “totale perdita di fiducia” – e, conseguentemente, di “credibilità” – negli/degli (rispettivamente) Enti Scientifici preposti al ricevimento, in prima battuta, e quindi alla elaborazione, stima, studio, gestione, diffusione e controllo delle informazioni rilevanti ai fini di questa comunque appassionante “Ricerca della Vita”.
Parliamo della NASA, su tutti, ma non trascuriamo l’ESA e le altre Agenzie Spaziali – Europee e non – che, di volta in volta, vengono chiamate in causa.
E non dimentichiamo neppure i Direttori e le Direttrici degli Osservatori Astronomici di casa nostra i/le quali, a nostro modo di vedere, sebbene vengano tutt’ora (ed anche piuttosto spesso) interpellati dalla Rai e/o dai Quotidiani di maggiore tiratura (tutte le volte in cui ci sia da banalizzare qualche possibile outbreak in campo planetario), sono – ormai – solo dei “vecchi e beceri burocrati” da quattro soldi, pronti da anni al pensionamento intellettuale il quale però, per loro – beati loro!!! – non arriva mai…
Insomma: i “Professori” (o presunti tali…) hanno raggiunto la credibilità ZERO presso gli “Studenti”.
E’ questo, in fondo, il risultato fondamentale che è stato conseguito con le valanghe di reticenze, mezze ammissioni e contraddizioni (sino ad arrivare alle menzogne vere e proprie – alcune delle quali addirittura “offensive” per le persone dotate anche solo di un minimo di intelligenza…) che hanno caratterizzato l’informazione scientifica in campo spaziale negli ultimi 35 anni.
Diremmo che dalla Luna in poi, dunque, c’è stato un fallimento totale di questa Informazione…Forse.
O forse no?
O forse era proprio questo il risultato che si voleva ottenere?
Può essere, in fondo, che il “Caos Cognitivo” fosse il vero obbiettivo da conseguire…
Se ci pensate, infatti, una volta che si è tolta credibilità a chi (Ente o persona fisica che sia) dovrebbe possederla per definizione, oltre che per competenza istituzionale, a chi si può prestare attenzione per davvero e con fiducia?
Insomma: se il “Professore” stesso diventa inattendibile, che cosa succede ai “discepoli”? A chi si ispireranno? A chi crederanno, se mai decideranno di credere a qualcuno?
Il risultato è esattamente nei fatti che vediamo, alla televisione, su Internet, a Scuola, nelle Università: ognuno di noi (Lunar Explorer ed i propri Associati inclusi), su queste Materie delicate e complesse, in mancanza di un “Vero Maestro” da seguire ed al quale ispirarsi, si sente in diritto (se non addirittura in dovere) di esprimere delle opinioni basate sulle proprie idee, competenze, esperienze e sino ad arrivare alle proprie e personalissime “sensazioni” e/o “convinzioni” – anche di natura “religiosa ed etica” – le quali, di scientifico, non hanno assolutamente nulla.
E’ questa, secondo noi, la mostruosità che è stata perpetrata – e che si sta ancora perpetrando – proprio davanti ai nostri occhi e con il nostro (tacito) consenso: togliere credibilità a “chi sa” per davvero, ha significato e significa togliere credibilità a tutti.
Non c’è nessun Ricercatore, Divulgatore o Scienziato che conosca davvero, nessuno a cui credere davvero, nessuno è attendibile davvero.
Ed ecco la (paradossale) conseguenza di questa mancanza radicale: siamo tutti Ricercatori, siamo tutti Divulgatori, siamo tutti Scienziati, siamo tutti Esperti e Tuttologi.
Lo siamo TUTTI, perchè NESSUNO lo è.
Lo siamo TUTTI, dunque NESSUNO lo è.
E’ per questo che il proliferare di voci, opinioni, Siti, Forum (e chi più ne ha, più ne metta), TUTTI UGUALMENTE ATTENDIBILI – e, quindi, se la nostra deduzione è corretta, NESSUNO ATTENDIBILE – pur se dimostra l’esistenza di un certo fervore intellettuale, alla fine – allorché le diversità di opinioni danno luogo (in perfetto “stile televisivo”…) a polemiche e risse, tanto becere, quanto patetiche – non giova a nessuno.
Men che meno alla tanto cara e sempre più vituperata “Causa della Verità”.
Di tanto in tanto, quando rileggo i commenti Lunar Explorer ai frames che arrivano dallo Spazio (sia che li abbia scritti io stesso, sia che essi provengano da altri Collaboratori – interni od esterni), mi viene il dubbio che qualcosa non quadri e che anche noi (ed anch’io), seppure operando in Buona Fede, stiamo (sto) solo concorrendo ad incrementare il caos e l’anarchia intellettuale.
Un caos ed un’anarchia rigorosamente – temo – voluti e cercati da coloro che la Verità la vogliono affossare in uno dei tanti crepacci che costellano la superficie della Luna o di Marte.
Ma non è tutto, poiché il vero dramma lo sapete qual’è?
E’ che costoro, con la nostra precisa e puntigliosa collaborazione, ci stanno riuscendo…




