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"Balle Spaziali", ovvero...Space B.S.!!! |
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Why "Space B.S."?543 vistePerchè "Balle Spaziali"?
Perchè, svolgendo questa (sempre e comunque splendida) Professione, ci è capitato, ci capita e ci capiterà (facile profezia...) non solo di sentire, ma anche di vedere delle cose (veramente)...dell’Altro Mondo!...
Non è stato semplice, quando abbiamo pensato a questa nuova Sezione del Sito, far capire subito a tutti i Soci Fondatori l'importanza che ha il mostrare ed il parlare NON SOLO di quanto è Scientificamente e Logicamente accettabile – poiché raccolto usando prudenza, razionalità, pragmatismo e, si sa, tanta pazienza e tantissimi sacrifici –, MA ANCHE di tutto ciò che costituisce un sempre più ampio (e periglioso!) sottobosco pseudo-culturale fatto di illazioni, boutades, bufale e scempiaggini vere e proprie, tutte quante di dimensioni – rigorosamente – “planetarie”.
Inimmaginabili quantitativi di autentiche “fesserie cosmiche” le quali vengono (diremmo quotidianamente) gettate sul WWW così, "tanto per far parlare, tanto per far vedere e tanto per far notizia".
Ce n'è per tutti i gusti, come ovvio: dal nostro Amico, il Prof. Richard Hoagland (il quale, assieme ai Suoi “accoliti”, ha ormai superato le Colonne d'Ercole del Senso Comune), a qualche italianissimo Cultore di Eso-Archeologia ed altre Scienze di Confine; dai Signori della NASA e dell'ESA, ai Masters di tante altre Associazioni (?) che, con la scusa di fare "divulgazione", riescono (come già dicemmo e stigmatizzammo in passato) a gettare valanghe di ridicolo su una Materia che di ridicolo non ha davvero nulla (tranne qualcuno dei suoi “Vati”...).
Noi, come Lunar Explorer Italia, sbagliamo: lo sapete, lo avete visto e noi, con assoluta tranquillità, lo abbiamo ammesso, lo ammettiamo e saremo sempre pronti ad ammetterlo. Non c’è problema.
Ma una cosa è sbagliare perché è umano, perché gli occhi (ed i softwares) “ingannano” e perché le problematiche che si vanno ad affrontare sono “a rischio d’errore”, per definizione, mentre un’altra è dire stupidaggini – e quindi reiterarle! – perché così si “fa business”, perché parlando (e dicendo stupidate) si “promuove la vendita di nuovi libelli”, si “organizzano conferenze e seminari” e si va, spesso e volentieri, a fare i “graditi ospiti” in qualche trasmissione televisiva destinata al “largo consumo”.
Questa Sezione, anche se siamo consapevoli del fatto che (molto probabilmente) NON piacerà a molti Lettori, è dedicata ai nostri Soci ed ai nostri Amici, perché è grazie alle loro domande, alla loro dedizione ed al loro costante supporto che, oggi, possiamo permetterci di “guardare oltre” e di esprimere, seriamente e tranquillamente, un punto di vista assolutamente onesto ed obbiettivo, poiché non fondato né connesso ad alcuna attività “economica”, ma solo al Piacere della Ricerca e della Scoperta in quanto parti essenziali di quello che – pomposamente – ci piace chiamare “Spirito Umano”.
Aprile 2006 - Lunar Explorer Italia
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Mars and Iran: where "nothing" becomes "something"! (2)661 visteOra, l’idea di mettere a confronto delle immagini anche similari (alcune affinità nei rilievi superficiali, anche se non sono affatto nette come Hoagland vorrebbe farci credere, ci sono e non facciamo fatica ad ammetterlo), ma ottenute da distanze così profondamente diverse, significa tentare di stabilire un rapporto di “parentela” – o di somiglianza esteriore – tra rilievi superficiali il quale è non solo estremamente forzato, ma pure (logicamente e tecnicamente) scorrettissimo.
Se, infatti, volessimo anche ammettere che quanto si vede nei frames Marziani rappresenta effettivamente ciò che resta di una città o di un insediamento urbano affine a quelli presenti in Iran, come potremmo valutare il “rapporto dimensionale” esistente fra i diversi rilievi?
In altre parole: se le rovine Persiane sembrano avere una dimensione “X” (DA o Dimensione Apparente) da poche centinaia di metri di altezza, e questa DA rimane conservata allorché l’immagine viene scattata – diciamo – da 1000 Km di distanza, quanto grandi dovremmo supporre che sìano gli insediamenti Marziani?
Quanto grandi sarebbero le loro “case” (per non parlare delle loro “città”)?
Dovremmo forse dedurre che i Marziani sono/erano dei Ciclopi i quali avrebbero fatto impallidire anche il povero Polifemo?
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Mars and Iran: where "nothing" becomes "something"! (1)536 visteCome prevedibile – e sebbene a malincuore – inauguriamo la nostra Galleria di “Scemenze Spaziali” con una serie di frames proposti sul Sito del Prof. Richard Hoagland, “The Enterprise Mission”.
Si tratta di sei frames (MGS, Odyssey e MRO), estratti da un articolo dello stesso Prof. Richard Hoagland (“Mars Reconnaissance Orbiter...and the lost Cities of Barsoom”) i quali mettono a confronto (dobbiamo dire in maniera bella e graficamente accattivante, ma – ahinoi! – anche intrinsecamente scorretta, ingannevole e fuorviante) alcuni paesaggi Marziani con delle aree Archelogiche di indubbio fascino, situate nell’odierno Iran.
Dov’è la “baggianata”, ci chiederete?
Beh, di “baggianate” – a dire il vero – ce ne sono davvero parecchie in questi “arditi raffronti”, ma noi Vi suggeriamo di soffermarVi su queste semplici ed immediatissime riflessioni.
Come si legge nelle captions dei frames usati dallo stesso Hoagland per la sua speculazione, i frames relativi alle “Rovine Persiane” (riprese da un aereo) sono stati ottenuti da altezze comprese fra i 427 ed i 2000 mt.
Si tratta davvero di poca cosa se pensate che i frames relativi alle presunte “Rovine Marziane” sono stati invece ottenuti da altezze comprese tra i 550 ed i 2489 Km!
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Mars and Iran: where "nothing" becomes "something"! (3)446 vistePensateci: scattare una foto di un paesaggio da una distanza di poche centinaia di metri e quindi scattare un’altra foto (anche del medesimo paesaggio) da svariate centinaia di Km è già un’azione sufficiente per mettere un Terzo Osservatore in estrema difficoltà (o addirittura nell’impossibilità assoluta) di riconoscere la reale e sostanziale identità dei paesaggi ripresi.
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Mars and Iran: where "nothing" becomes "something"! (4)415 visteMa Hoagland va addirittura oltre: lui suppone (e cerca di dimostrare) la sostanziale similitudine di rilievi mettendo a confronto delle immagini NON SOLO ottenute da distanze enormemente diverse, MA ANCHE relative a paesaggi completamente diversi ed aventi, l’uno, delle caratteristiche superficiali effettive conosciute (deserto Iraniano con rovine Persiane) e l’altro delle caratteristiche superficiali effettive totalmente sconosciute (deserto Marziano con rilievi superficiali indefinibili).
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Mars and Iran: where "nothing" becomes "something"! (5)399 visteInsomma: l’approccio usato dal Signore di Enterprise Mission, in questo caso, non è solo scientificamente scorretto, ma è pure logicamente carente.
Fare raffronti di questo tipo vuol dire (a nostro parere) che non solo non si hanno le idee chiare in testa, ma che si è pure disposti a fare qualsiasi tipo di assunzione e di comparazione pur di arrivare a dimostrare la propria teoria, la propria ipotesi di partenza.
In altre parole: pur di dimostrare la bontà di un assunto iniziale (ad oggi) indimostrabile con certezza assoluta, non si è esitato un attimo ad ingannare i Lettori, mostrando loro rapporti e similitudini (e cioè “confluenze”) fra realtà – di fatto – del tutto incongruibili.
Questa è Scienza?
E’ divulgazione?
No: questo è pressappochismo e disonestà intellettuale, almeno a nostro parere.
E quindi, per chiudere, dobbiamo per forza dire: ”No, caro Richard, no: così proprio non va...”.
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Mars and Iran: where "nothing" becomes "something"! (6)409 vistenessun commento
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Mars and Iran: where "nothing" becomes "something"! (7)445 vistenessun commento
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Nothing is impossible: the Cathedral of Reims and the Canyons of Callistus471 visteEd ecco un lavoro similare a quello che abbiamo appena analizzato (e cioè un confronto tra immagini di paesaggi terrestri e paesaggi alieni) il quale, però, venne svolto - sempre sotto l'ègida del Prof. Hoagland - nel 1996.
In questo frame si mette a confronto la Cattedrale di Reims (FRA) – si tratta di un'immagine ripresa da un’altezza di circa 550 metri – con delle curiose strutture colonnari (simili a delle guglie o, se volete, a dei grattacieli) visibili sulla superficie della Luna Gioviana Callisto (frame ottenuto dalla Sonda Galileo da circa 8000 Km di distanza – slant distance non nota).
Vedete? Nulla di nuovo sotto il Sole di "Enterprise Mission"...
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Mistaken identities... (1) - The Master "Joke"440 visteForse Voi penserete che noi "odiamo" (professionalmente parlando, si intende) il Prof. Richard Hoagland e la sua "creatura", The Enterprise Mission, poichè - spesso e volentieri - li mettiamo "sotto tiro".
Ebbene no, non è affatto così.
Noi ci limitiamo a stigmatizzare le (autentiche e colossali) stupidaggini che arrivano sul www grazie ad Hoagland&C. perchè The Enterprise Mission, a differenza di tante - più o meno valide - Associazioni Private di Ricerca, più che "Cultura e Divulgazione", fa business.
Un business di svariati milioni di dollari l'anno (fatto di pubblicazioni, di gadgets, di conferenze e di interventi - prezzolati - a tavole rotonde che si tengono in tutto il mondo) il quale - ahinoi! - non fa leva sulle ricerche dettagliate e sul pragmatismo scientifico, bensì sulle boutades, su vere e proprie "sparate ad occhi chiusi", su autentiche "scemenze cosmiche" le quali, mutatis mutandis, hanno lo stesso valore delle "chiacchiere da bar" che si proferiscono allorchè di parla di calcio.
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Mistaken identities... (2) - Small Martian "Artifacts"389 visteAbbiamo tentato in più di una occasione di mettere in guardia i Lettori da quello che leggono sul www e questo "warning" noi continuiamo a ribadirlo poichè, a distanza di anni dall'avvìo delle nostre Ricerche, ci siamo accorti che alcuni personaggi continuano a mascherare la loro sete di profitto con la 'faccia bella' della Ricerca e della Divulgazione Scientifica. Noi non stigmatizziamo gli "errori altrui" perchè gli errori, sinchè sono fatti agendo in Buona Fede, costituiscono un passaggio fondamentale del cammino verso la Verità; noi stigmatizziamo le "boutades altrui" allorchè ci rendiamo conto che esse non sono altro che un capzioso strumento usato per attrarre l'interesse di migliaia/milioni di Appassionati (i quali non sono tutti - come ovvio - dei Professionisti della Ricerca) verso un Settore della Scienza il quale viene pubblicizzato a meri fini lucrativi.
Siamo troppo severi? Giudicate Voi, direttamente leggendo le pagine di The Enterprise Mission...
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Mistaken identities... (3) - "Fitting"485 viste...(un Sito dove tutto è Fisica Iperdimensionale - o puro misticismo New Age... -, congiure del silenzio ed immagini "sconvolgenti" di strutture ed infrastrutture aliene, sparse un pò ovunque nel Sistema Solare) e quindi osservando queste tavole che illustrano (e vorrebbero dimostrare) la presenza di autentici manufatti alieni i quali giacciono in quantitativi enormi attorno al MER Spirit.
Che dire di più? Se è vero che un'immagine vale più di mille parole, allora Vi invitiamo a guardare bene alcune perle di Mike Bara e Steve Troy - due Discepoli del Prof. Hoagland - incominciando da questo sasso (in realtà una pseudo-roccia) che viene battezzato "fitting", ossìa "accessorio".
Ma "accessorio" di che?!?...
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