Before the Moon and Walking on the Moon (partially edited) |
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The Far-Side of the Moon from "Luna 3"39 visteCaption NASA originale:"This wide-angle view shows the far side of the Moon, comprising most of the image, with the near side making up about one-quarter of the disk at left. The dark patch at upper right is Mare Moscoviense and the dark areas at below and left of center are Mare Marginus and Mare Smythii. These are on the border between the near and far sides. The small dark circle at lower right is the crater Tsiolkovskiy. The image is centered at 15° N, 120° E; North is at 11:30 (Luna 3-phc6)".
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The "floor" of Mare Nubium34 visteCaption NASA originale:"Ranger 7 camera-B image taken 5 seconds before impact on 31 July 1964. The image was taken from a distance of 14,71 Km and shows the floor of Mare Nubium. The frame is about 2,8 Km across and shows features as small as approximately 5 meters. The impact site is off this image to the upper left (Ranger 7, B200)".
Location & Time Information
Date/Time (UT): 1964-07-31 T 13:25:43.75
Distance/Range (km): 14.71
Central Latitude/Longitude (deg): -10.66, 020.57 W
Orbit(s): Impact - Hard Landing
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The "floor" of Mare Nubium40 visteCaption NASA originale:"Final image taken by Ranger 7 camera A before impact at 10.59 S°, 20.68° W. This image was taken from a distance of 6,5 Km only 2,5 seconds before impact. The frame is about 2,7 Km across and north is up. The impact point is just above and right of the central reticle. At this high resolution (about 5 meters) the flat floor of Mare Nubium was shown to be peppered with small impact craters (Ranger 7, A199)".
Location & Time Information
Date/Time (UT): 1964-07-31 T 13:25:46
Distance/Range (km): 6.46
Central Latitude/Longitude (deg): -10.60, 020.69 W
Orbit(s): Impact - Hard Landing
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The "floor" of Alphonsus Crater (3" before impact)69 visteCaption NASA originale:"Last image taken by the Ranger 9 wide-angle A-camera about 3 seconds before impact. The image shows the floor of Alphonsus Crater from a distance of 7,5 km. The frame is about 3.3 Km across, the resolution is about 6 meters. North is at 12:30 (Ranger 9, A070)".
Location & Time Information
Date/Time (UT): 1965-03-24 T 14:08:17
Distance/Range (km): 7.58
Central Latitude/Longitude (deg): -12.85, 002.41 W
Orbit(s): Impact - Hard Landing
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The "far side" of the Moon: Korolev Basin from Lunar Orbiter 165 visteCaption NASA originale:"Lunar Orbiter 1 view of the Korolev Basin on the far side of the Moon. The basin is located at 3° S, 158° W and is about 440 Km in diameter, the largest crater in the image, to the left and slightly above the center. Adjacent to Korolev, at about 5:00, is the crater Galois and at 6:30 is the smaller Doppler crater. The rim of the South Pole - Aitken Basin - is faintly visible running just below these craters. North is up (Lunar Orbiter 1, frame M-40)".
Location & Time Information
Date/Time (UT): 1966-08-22 T 14:58
Distance/Range (km): 1466
Central Latitude/Longitude (deg): -06.44/211.26
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The "LUN-EX-IT Cuspid-pcf-04-04" from AS 15-98-13302141 visteForse è un'altra Lunar Spire - sfuggita a Blair - o, magari, è solo un picco dalle fattezze davvero inusuali. O forse è quello che residua di una costruzione effettivamente artificiale, eretta migliaia o milioni di anni fa ed oggi totalmente in rovina? E' un "segno" che non siamo soli? Secondo noi le Cuspidi di Blair, quella di Phobos e la LUN-EX-IT Cuspid sono un invito a non fermarsi qui, sulla Terra, e "tornare lassù", a cercare risposte, segnali, tracce e, in fondo, frammenti della nostra stessa storia.
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The "Davy Crater Chain" from Lunar Orbiter 4 - A comet impact?71 visteCaption NASA originale:"Lunar Orbiter 4 image of the Davy Crater Chain on the Moon. The chain stretches from Davy Y at left to the large, bright Davy G (diameter 15 Km). Note the even spacing of the craters. The chain may be the result of secondary impacts, volcanic activity, or an impactor which broke apart shortly before impact, similar to Comet Shoemaker/Levy 9 on Jupiter. North is up (Lunar Orbiter 4, frame 108-H2)".
Location & Time Information
Date/Time (UT): 1967-05-18 T 17:16:51
Distance/Range (km): 2719
Central Latitude/Longitude (deg): -14.26/357.64
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The "Central Peak" of Alphonsus Crater72 visteCaption NASA originale:"Ranger 9 image taken 54 seconds before impact. The upraised area at lower center is the central peak of Alphonsus Crater floor. This image was taken from a distance of 136 Km. The impact point of Ranger 9 is to the right of the central reticle, about 60% of the way from the central reticle to the edge of the frame. The image is 60 Km across and North is at 12:30 (Ranger 9, A060)".
Location & Time Information
Date/Time (UT): 1965-03-24 T 14:07:26
Distance/Range (km): 135.96
Central Latitude/Longitude (deg): -13.04, 003.06 W
Orbit(s): Impact - Hard Landing
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The "Blair Cuspids' Area" (unedited)97 visteFu un certo Dr William BLAIR - un antropologo che lavorava alla Boeing (la Società produttrice del Lunar Orbiter) - che rimase particolarmente colpito da queste "anomalie" e dedicò ad esse un profondo studio il quale ancora oggi mantiene, al pari delle "cuspidi", un grande fascino ed interesse. Il Dr Blair si era infatti convinto, osservando l'immagine ripresa dal Lunar Orbiter, che simili strutture rispondevano, in termini geometrici, ad una sorta di "trama" che ricordava - per certi versi - i tracciati...
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The "Blair Cuspids' Area" (edited)122 visteIntorno alla metà degli anni '60, in preparazione delle Missioni Apollo, la Luna costituì oggetto di un'attenta e ravvicinata analisi, alla ricerca di siti idonei alla discesa di una navicella abitata. Nel 1966, il satellite americano Lunar Orbiter 2 fotografò una serie di oggetti che proiettavano ombre decisamente lunghe sulla superficie lunare. In accordo a quanto la NASA stessa in seguito dichiarò, il maggiore di questi oggetti aveva una base larga più o meno 17 metri ed un'altezza di circa 25.
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The "Blair Cuspids' Area" (drawing)127 viste...conservate presso il National Space Science Data Center) che queste "curiose strutture" Lunari possedevano tutte una forma conica o piramidale: un fatto decisamente strano per qualcosa che doveva essere (a detta dei maggiori geologi dell'epoca) "nulla più di una serie di blocchi di pietra dispostisi casualmente sulla superficie Lunare a seguito di impatti meteorici o di eventi vulcanici e/o sismici occorsi in epoche remote...".
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The "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)63 viste“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:
H è l’altezza del rilievo;
Ls è la lunghezza della sua ombra;
tan(A) è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).
Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8° etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.
Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.
Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
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