Jupiter: the "King" and His Moons |
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Another Impact on Jupiter?51 visteUN ALTRO BOLIDE ("FIREBALL") su Giove?
il giorno 20 Agosto 2010, alle ore 18:22 UT, un Astrofilo Giapponese, Masayuki Tachikawa, della città di Kumamoto, ha video-registrato quello che SEMBRA ESSERE l'aftermath di un impatto occorso sul Pianeta Giove.
Se l'ipotesi dell'impatto venisse confermata, questa sarebbe la terza volta in soli 13 mesi che gli Astrofili del Mondo intero rilevano segni di impatti su Giove. Gli eventi precedenti si sono verificati il 19 luglio 2009 ed il 3 Giugno 2010.
La maggiore speculazione che infiamma le più recenti discussioni riguardanti questo fenomeno ritiene che Giove possa essere colpito da bolidi (ed asteroidi?) assai più spesso di quanto si fosse finora ritenuto.
E' (anche) per questo motivo che svariati Ricercatori insistono a chiedere la creazione di una rete mondiale di telescopi destinati a monitorare costantemente il Gigante Gassoso e quindi (laddove possobile) a misurare le velocità d'impatto.
"Come l'evento del 3 giugno u.s., questo bolide non ha prodotto alcun residuo visibile", osserva comunque il Dr John Rogers, Direttore della sezione Giove della British Astronomical Association.
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Another Impact on Jupiter?49 visteAlcune immagini ad Alta Risoluzione scattate prima e dopo l'Evento Anomalo (impatto?) che ha coinvolto il Pianeta Giove.
Così come commentano gli Osservatori (che, come potete vedere, hanno ripreso il Gigante da svariate località), non c'era nessun segno visibile sul Gigante (nè in RGB, né UV, né Metano) il quale facesse da "testimone" della verificazione di un impatto.
Infatti, a parte le ben visibili turbolenze che usualmente caratterizzano l'Alta Atmosfera Gioviana e la chiara di una macchia scura circolare (si tratta dell'ombra di uno dei Satelliti Galileiani - probabilmente Ganimede), non vi è traccia alcuna di "cicatrici atmosferiche" le quali possano far supporre l'avvenuta verificazione di un Evento d'Impatto.
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Another Impact on Jupiter?44 visteUn'altra immagine della "Fireball" che ha impattato Giove il giorno 20 Agosto u.s.
In questo caso si tratta di una ripresa effettuata dall'Astrofilo Giapponese Aoki Kazuo, da Tokio, il quale ha registrato un flash che, per coordinate spazio-temporali, coincide con quello rilevato e ripreso dall'altro Astrofilo del Sol Levante, Masayuki Tachikawa, che osservava il Gigante Gassoso dalla città di Kumamoto (la quale è distante circa 800 Km da Tokio).
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Io: volcanic depression near the Equator (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)100 vistenessun commento
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Cometary Impact on Jupiter 148 vistenessun commento
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Cometary Impact on Jupiter 89 vistenessun commento
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Jupiter from the Stratosphere114 visteDalla Rubruica "NASA - Picture of the Day", del giorno 3 Giugno 2010:"SOFIA, the Stratospheric Observatory for InfraRed Astronomy, captured its "first light" images on May 26, from an altitude of 35.000 feet.
While flying above most of planet Earth's InfraRed-absorbing water vapor, SOFIA's premier IR views of the cosmos included this remarkable false-color image (right panel) of Jupiter.
For comparison, on the left is a recent, ground-based visible light image. Both show our Solar System's ruling gas giant without its dark Southern Equatorial Belt (normally seen in the upper Hemisphere in this orientation). That familiar feature faded from view early in May. But the bright white stripe in SOFIA's image is a region of Jupiter's clouds transparent to IR Light, offering a glimpse below the cloud tops".
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Europa: Minos Linea (an EDM in possible Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)122 vistenessun commento
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Changings in the Atmosphere of Jupiter69 visteStraordinario e, al momento, piuttosto inspiegabile: non credete?
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How "Hot " is Jupiter?19 visteCaption NASA:"New thermal images from powerful ground-based telescopes show swirls of warmer air and cooler regions never seen before within Jupiter's Great Red Spot. The images enable scientists to make the first detailed weather map of the inside of the giant storm system. One observation illustrated by this image is the correspondence between a warm core within an otherwise cold storm system and the reddest color of the Great Red Spot.
The image on the top was obtained by the European Southern Observatory's Very Large Telescope in Chile on May 18, 2008. It was taken in the InfraRed wavelength range of 10.8 microns, which is sensitive to Jupiter's Atmospheric Temperatures in the 300 to 600 millibar pressure range. That pressure range is close to the altitude of the white, red and brown aerosols seen in the visible-light image on the bottom, which was obtained by the Hubble Space Telescope on May 15, 2008.
These images show the interaction of three of Jupiter's largest storms -- the Great Red Spot and two smaller storms nicknamed Oval BA and Little Red Spot".
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Io, from New Horizon (Natural Colors; credits: Lunexit)71 vistenessun commento
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The "Orbital Resonance" (GIF-Movie; credits: http://fisicaondemusica.unimore.it.)39 vistePremessa: il moto di un Corpo Celeste in orbita attorno ad un altro Corpo Celeste di massa molto maggiore (ex.: un pianeta attorno ad una stella, o un satellite attorno ad un pianeta) è un "Moto Periodico Semplice" ("Moto Circolare Uniforme").
Ora, può accadere che due (o più) pianeti si trovino ad orbitare attorno alla medesima stella (o che due - o più - satelliti si trovino ad orbitare attorno al medesimo "Parent Planet") con tempi di rivoluzione (---> i "Periodi del loro Moto") i quali stanno tra loro in rapporto di due piccoli interi (come 2:1, 2:3, ecc. - si legge "due a uno", "due a tre" etc.).
In questo caso, anche la loro reciproca attrazione gravitazionale verrà ad assumere un carattere di periodicità: essa cioè aumenterà quando i due pianeti si avvicinano, e diminuirà quando essi si allontanano.
Se queste variazioni della forza attrattiva gravitazionale sentita da ciascun pianeta saranno significative per la sua orbita, questa potrà modificarsi. Ed a tal punto sarà possibile identficare due scenari:
1) il moto dei pianeti diviene instabile: le orbite cambiano lentamente finché i due corpi non si influenzano più sensibilmente. (nota: nel caso di un Corpo Celeste Maggiore ed uno minore, questo effetto si risolverà nello "scacciare" il corpo minore da certe zone dello spazio, "liberando" la strada al Corpo Maggiore)
2) i due pianeti non si avvicinano mai abbastanza da influenzarsi violentemente, e quindi entrano in risonanza stabile.
(nota: le loro orbite, in questo caso, subiranno delle modificazioni le quali verranno poi compensate - rectius: annullate - dal verificarsi di modificazioni contrarie nell'arco di ogni rivoluzione)
per maggiori info: http://fisicaondemusica.unimore.it.
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