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Apollo 15: The Misteries Of Mount Hadley |
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AS 15-P-9625 (2) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel" (extra-detail mgnf - elab. Lunexit)206 visteL'Anomalìa nota come Astronave, operando degli elevatissimi detail mgnf, denuncia una tessitura - in apparenza - liscia e regolare, forse con lievi tracce di bombardamento meteorico sulla sua porzione laterale e frontale (ma non si può essere del tutto certi di questa circostanza, dato che l'iper-stretching del frame determina, naturalmente ed automaticamente, la creazione di innumerevoli image-artifacts).
L'Anomalìa nota come Anguilla, al pari dell'Astronave, appare come una struttura relativamente liscia e regolare; i due rilievi, da un punto di vista geomorfologico, sono straordinariamente simili e l'unica differenza che rileviamo (da un punto di vista meramente visuale) è nella loro albedo la quale, per l'Anguilla, è enormemente inferiore rispetto all'Astronave.
L'Anguilla non costituisce, nella maniera più assoluta, una svista o di un image-artifact: essa è un rilievo (bizzarro, ma del tutto) REALE e la conferma si ha nel fatto che la sua porzione terminale superiore (la "testa" dell'Anguilla) proietta ombra sulla superficie della Luna e l'ombra è agevolmente discernibile.
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AS 15-P-9625 (3) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel" (extra-detail mgnf - elab. Lunexit)198 visteVersione in super-strech e con colorizzazione in colori naturali delle due Anomalìe
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AS 15-P-9625 (4) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel" (extra-detail mgnf - elab. Lunexit)276 visteOsservate con attenzione: alla Vostra Dx, proprio davanti alla (presunta) Astronave sepolta, potete vedere il rilievo che abbiamo battezzato "Anguilla Lunare" il quale sembra che stia emergendo da una zona più scura (polverosa, molto probabilmente) e leggermente meno accidentata di quella su cui è stata rilevata la prima Anomalìa.
Osservando da grandi distanze ed operando elevate magnificazioni, come abbiamo detto tantissime volte, si rischia di prendere sviste "planetarie" e quindi la prudenza è necessaria.
Tuttavia, due cose le possiamo dire con convinzione: il rilievo battezzato "astronave sepolta" è effettivamente bizzarro e la sua natura, ad oggi, è indeterminabile. Forse (anzi, quasi sicuramente) NON si tratta di un'astronave infossata, ma che si tratti di un caso eclatante di Anomalìa di Superficie a noi pare evidente.
Seconda annotazione: il rilievo (da noi) battezzato "anguilla lunare" è, forse e per certi punti di vista, ancora più bizzarro della (presunta) "astronave". Esso, infatti, si manifesta ai nostri occhi come uno stranissimo "spuntone" (roccioso?!?) il quale emerge da un'area (relativamente) piatta e presenta una biforcazione all'altezza della sua porzione terminale superiore: una sorta di "bocca" che si apre e che pare voler "intimorire" l'altro rilievo che gli si trova proprio davanti.
La NASA, ufficialmente (e per quanto ne sappiamo), non ha mai commentato questo frame (nè il suo "compagno stereo"), ottenuto da 117 Km di altitudine, Coord.: 19,0° Sud e 117,5° Est.
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AS 15-P-9625 (5) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel"521 visteGrazie a questa nuova elaborazione ad alta risoluzione di uno dei diversi frames panoramici contenenti il rilievo controverso e dopo averne operato uno stretch significativo, ma non eccessivo (e cioè evitando e/o riducendo al minimo il rischio di creare distorsioni), la nostra idea è che siamo davanti ad un caso – purtroppo davvero eclatante... – di svista.
Una svista in cui siamo incorsi anche noi, nel momento stesso in cui abbiamo ritenuto di vedere, accanto al rilievo anomalo noto come "astronave sepolta" un altro rilievo anomalo (speculare al primo) da noi stessi battezzato "anguilla lunare".
Ebbene, come si può agevolmente verificare osservando non solo (come visione generale) le ombre proiettate dai diversi rilievi sull’intera superficie ripresa, ma anche la dislocazione di tre crateri maggiori (sui sei chiaramente visibili) che si trovano sia sulla porzione anteriore dell’”astronave” (2), sia sulla sua “coda” o “porzione semi-interrata” (1) e dei due crateri maggiori che giacciono sulla "fronte" dell'"anguilla", che le aree più chiare (le “raggiere”) le quali si dipartono dal centro dei medesimi, non subiscono deformazioni imputabili ad una (possibile/presunta) curvatura della superficie su cui esse risultano visibili.
La conclusione più ovvia che si può trarre, in un caso come questo, è che i crateri in questione giacciono su un piano o, al limite, su una superficie in linea di massima pianeggiante.
Certo essi non sorgono su una superficie tubolare o simil-colonnare, quale – a prima vista – ci appariva sia la superficie del rilievo “astronave”, sia la superficie del rilievo “anguilla”.
In realtà, ambedue i rilievi controversi non sono altro che il risultato di una illusione ottica determinata non solo dalla particolare configurazione delle aree di luce e di ombra sulla zona in questione, ma anche dal fatto che il rilievo controverso, rispetto al CSM Endeavour che lo ha ripreso, si trova in una posizione decisamente defilata rispetto alla regione sulla cui perpendicolare sta transitando la Navicella Americana.
Conclusioni: la porzione di superficie su cui sorge il rilievo “astronave” (laddove osservata frontalmente) consta di un piccolo dosso “a gradino” (costituente il “corpo” della presunta astronave) alle cui spalle sorge una collinetta la cui parete latistante al dosso si trova in ombra (ed è proprio quest’ombra a dare l’illusione dell’esistenza di un fosso dal quale fuoriesce una sorta di colonna).
La porzione di superficie su cui sorge il rilievo “anguilla” (in analoghe condizioni di osservazione) è il prodotto di una curiosa – ma non anomala – combinazione fra rilievi ad albedo molto bassa (che ci appaiono quindi scuri, ma che NON SONO ombre!), svariati crateri di medio/piccole dimensioni ed una serie di pendii e di dossi i quali, a causa della (purtroppo oggettiva) scarsa qualità del frame originale, finiscono con il “disegnare delle figure alle quali non fa riscontro una realtà oggettiva.
Insomma: la ripresa di una zona interessante, ma del tutto ordinaria, poichè ottenuta da una cospicua altezza (117 Km) e con un angolo ingannevole del profilo controverso (slant) e quindi unita ad una serie di giochi di luce e d’ombra superficiali determinati non solo dalla effettiva configurazione del suolo, ma anche dalla circostanza per cui il Sole, sull’orizzonte locale, non era affatto alto, ha portato (grazie anche e soprattutto all’aiuto di un filmato-bufala, di un’abbondante/eccessiva dose di suggestione e ad una immensa voglia di “scoperta epocale”) alla creazione di una SVISTA, ancora una volta, di dimensioni davvero planetarie.
Una SVISTA che ha, in parte, coinvolto anche noi e per la quale ci scusiamo, rinnovando ancora una volta a tutti i nostri Lettori – ed a noi stessi – il warning che abbiamo già scritto (e ripetuto!) almeno mille volte: nelle immagini orbitali si può vedere di tutto.
Sono immagini ingannevoli, per loro stessa natura, e quindi vanno valutate con STRAORDINARIA PRUDENZA E COMPETENZA (in difetto delle quali, l’unico risultato che si finisce spesso con il conseguire è quello di fare una colossale figuraccia e di passare per stupidi e/o per incompetenti).
Noi, infatti, riteniamo che sia solo dalla pazienza, dalla razionalità e dal pragmatismo (unito anche ad una dose di freddezza e, talvolta, di grande disincanto) che si possono ottenere, nel tempo, dei risultati oggettivi, spesso smascherando le scempiaggini create ad hoc per fare “scoops”, soldini facili e “disinformazione” (come in questo caso) e qualche volta – lo auspichiamo – giungendo ad intuire delle (magari fantastiche e rivoluzionarie) Nuove Realtà.
Pensateci sopra!...
NOTA: questo frame è stato recuperato dal Sito UFO-Forum Ufologia. Si tratta di un frame NASA Original Uncompressed il quale è stato ottenuto dal L&PI dal Sig. "Manny" che, come già accaduto altre volte in passato, ringraziamo per "l'indiretta" collaborazione. La non citazione del Sig. Manny in prima battuta è da imputarsi ad un errore del nostro Collaboratore M.L. il quale, anzichè prelevare il frame NASA Original Uncompressed dai nostri archivi, ha semplicemente utilizzato la sezione proposta dal Sig. Manny. Le colorizzazioni operate sul frame, le annotazioni e l'applicazione di ulteriori filtri destinati a rendere l'immagine più utile ai fini specifici di Lunar Explorer Italia sono, invece, opera del nostro personale di STAFF.
Grazie a tutti - Dr Paolo C. Fienga (Lunar Explorer Italia - il Presidente)
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AS 15-P-9625 (6) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel" (annotated frame)384 visteUn'ultima annotazione suggeritaci - in un certo senso - dal nostro Amico e Socio Fabio Italiano (OldGrey) con le sue ultime (e comunque belle) elaborazioni: il rilievo denominato "astronave" (il quale altro non è che una delle porzioni illuminate del complesso collinare al quale esso accede) sembra acquisire una dignità autonoma - e quindi configurarsi come "struttura (colonnare o simil-colonnare) a sè stante" - solo perchè (a nostro parere, ovviamente) è stato operato uno stretch, in termini di contrasto (contrast enhancement) fra corpi in luce (i quali ora ci appaiono di color bianco/grigio chiaro) e corpi in ombra (che invece ci appaiono di color nero/grigio scuro), decisamente eccessivo.
Questo significa che basta ridurre il contrasto per vedere (BENE!) che la nostra "astronave" è solamente una - modesta, per giunta - porzione della collina che sorge al centro dell'immagine e la cui parete (in ombra) ci ha a lungo tratti in inganno.
Insomma: elaborare le immagini, come detto, a volte aiuta ed altre volte...inganna.
La variabile iniziale (e spesso decisiva, in questo campo) è data da colui che opera sul frame originale ed è per questo che la NASA (e l'ESA), se vuole/vogliono, può/possono ingannare tutti.
Ed è questo uno dei concetti-cardine del nostro Lavoro; un concetto che, tra mille difficoltà (anche dovute alla enorme mancanza di conoscenza esistente in materia), stiamo cercando di rendere chiaro a tutti.
E come sempre...Pensateci sopra!
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AS 15-86-11570 - Heavy Metal Tears... (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr M. Faccin - Lunexit Team)132 vistenessun commento
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The Men of Apollo 15174 visteDa Sn: Scott, Worden e Irwin
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The Apollo 15 Landing Site270 visteSiamo riusciti, cercando e ricercando fra i tanti Siti (Governativi e non) che si occupano ancora del Programma Apollo, a reperire delle interessantissime ed estremamente dettagliate Mappe dei siti di allunaggio, comprensive di riferimenti fotografici. Ve le proponiamo così come sono, per il Vostro piacere. Per quanto riguarda Lunar Explorer, ci vorrà parecchio tempo prima di poter esprimere delle compiute valutazioni sull'utilità di questo materiale per le nostre specifiche ricerche.
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Moon from orbit: the "Stadium Crater"384 visteUn'immagine bellissima che ritrae un cratere dalla forma davvero strana ma, secondo noi, avvicinabile a quella di uno "stadio". Un cratere dalla forma tutto sommato analoga (e che abbiamo pure battezzato "Stadium Crater") è presente nella Sezione dedicata all'Apollo 16.
Fonte: "The Lunascan Project".
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Apollo 15 - View from orbit184 visteUn frame molto bello che rappresenta una porzione di Luna caratterizzata dalla presenza di alcuni crateri e qualche collinetta. Purtroppo non conosciamo il frame number di questa fotografia (e, a dire il vero, non siamo neppure certi al 100% che si tratti di un immagine ripresa dall'Apollo 15...), ma la bellezza del panorama ripreso ci ha convinti a pubblicare comunque questa immagine. Il dettaglio più curioso è costituito dal cratere centrale il quale evidenzia, a sua volta, la presenza di ben tre crateri più piccoli che giacciono proprio sul suo bordo, ad ore 12, 14 e 19. A ben guardare questo cratere ci è sembrato simile a quello di cui al frame AS 15-97-13145.
Voi che ne dite?
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The Lunar Domes: Erathostenes A & B240 visteRingraziando, come sempre, gli Amici che ci hanno scritto, siamo felici di contribuire a risolvere una querelle - comunque molto interessante - che ci è stata proposta dall'Amico Fabio Italiano (alias "OldGrey") e relativa alle "Cupole Lunari" apparse nel frame AS 15-91-12403. Risponde il Dr Alessio Feltri:"...L'effetto ottico è dato dal fatto che l'orlo del cratere non è regolare.
Tra l'altro la pensilina, che ti avevo definito "coperchio", null'altro è che un ulteriore esempio di queste strane formazioni, in cui una parte dell'orlo si protende parzialmente sulla depressione sottostante. Nessuna astronave quindi, ma piuttosto delle geometrie di craterizzazione (molto) atipiche.
L'occasione è utile per rilevare come solo mettendo in dubbio il significato di un'immagine scontata sia possibile avvicinarsi al vero. Quello che dall'alto sembra un normale cratere, può non rivelarsi tale acquisendone un gran numero di immagini alternative, mentre ciò che sembra strano può rivelarsi normale. Come nel caso in questione...".
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The Lunar Domes: Erathostenes A & B & Wolff196 vistenessun commento
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